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Giambattista Valli, la sua collezione tra arte tribale e Picasso

16 Ott 2009 | Nessun Commento | 2.245 Visite
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GiambattistaValli«Eclettica, eccentrica, etnica»: ecco i tre aggettivi usati da Giambattista Valli per descrivere la sua nuova collezione che qualche giorno fa ha sfilato a Parigi. Pensata, disegnata, realizzata – spiega – per una donna innamorata.
«In questo momento non vorrei considerarmi uno che fa moda, perché la fanno tutti. Questa è più un mood che una moda, è una sensazione dell’anima» spiega lo stilista romano che da sei anni ha la sua maison e che, anche grazie alla forte considerazione di sè, è riuscito a imporsi in un momento affollato e difficile del mercato.

Gli abiti di Valli fanno tendenza per la capacità di cogliere la voglia di couture delle nuove generazioni di donne. Oggi qualcuno diceva «sarebbe stato perfetto per succedere a Valentino». E qualcun altro aggiungeva: «ma ha fatto bene a non andarci e a puntare tutto sulla propria griffe». Finora Valli ha prodotto i suoi capi (anche questa collezione) con il gruppo Gerani, dalla prossima stagione inizia invece la nuova licenza con il gruppo Burani.

Dunque, si diceva, la collezione «nasce da quella voglia d’amore che muove il passo delle donne e le fa camminare a 10 centimetri da terra»: fuori di metafora, effettivamente i plateaux dei sandali sono altissimi! Veniamo agli abiti: a ispirare Valli c’è l’arte tribale, Picasso (e la sua storia d’amore con la moglie Jacqueline), Brancusi. I tappeti africani dal disegno grafico essenziale diventano robe manteau in paillettes rettangolari, vestiti di chiffon a stampa con frange di pelle che sembrano piume. che pure ci sono, tante, sfumate dal bianco al rosso per corti vestiti che sembrano due pezzi.

Non c’e più la forma a uovo, se non per un abito bianco che sembra una testa di Brancusi. Lo stilista stavolta sceglie la silhouette a sacchetto per i robe-manteau in tela di seta a telaio dove si mescolano grafismi e un vago animalier. Tutto è corto, la vita è segnata o scende un po’ lunga negli abiti-tutù in chiffon a tinte forti.
Più svelta del solito, meno rigida e costruita, la collezione di Valli sembra scendere a patti con la quotidianità, senza abbandonare il tocco artistico, che preme molto allo stilista: nel suo ricco parterre (l’attrice Zoe Saldana, le gemelle Mary Kate e Ashley Olsen, Zoe Cassavetes, varie figlie famose nonchè Dasha Zhukova compagna incinta del magnate russo Abramovic) annoverava anche il pittore di origine napoletana Francesco Clemente con sua moglie Alba. «Sono qui perchè amico di Giambattista» spiegava Clemente (di cui è aperta una grande mostra al Madre di Napoli e una piccola esposizione qui a Parigi) raccontando di aver «perfino sfilato, una volta, negli anni 80, per Comme des Garcons».

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