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Georg Wiedenhofer racconta la sua cucina nel Romantik Hotel Post a Nova Levante, nel cuore delle Dolomiti

25 Ago 2012 | Nessun Commento | 1.688 Visite
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Georg Wiedenhofer
Ci sono incontri che nascono per caso e restano nella memoria, per quella sensazione di affinità, di simpatia che trasmettono. Di essi quello con Georg Wiedenhofer, Chef di grande maestria, è certamente da raccontare.
Classe 1975, di origine tirolese, Georg regna nella cucina del Romantik Hotel Post, uno splendido albergo di montagna sito a Nova Levante, a pochi chilometri da Bolzano. Un luogo che potremmo definire “del cuore”, incastonato nel paesaggio delle Dolomiti, sorvegliato dalle cime del Latemar e del Catinaccio. Membro della catena dei Romantik Hotel da alcuni anni, l’albergo vanta origini antichissime; nel 1860, con la costruzione della strada della Val d’Ega, Giuseppe Wiedenhofer, il fondatore, venne nominato dall’Imperatore Francesco Giuseppe dirigente del K.U.K. Ufficio Postale. Ne seguì, a causa della necessità di ospitare i viaggiatori e i loro cavalli, la nascita di una locanda, l’Osteria “Al Cavallino d’Oro”, in seguito ribattezzata Hotel Post. Gli interventi negli anni, eseguiti sempre di pari passo alla gestione dell’impresa agricola adiacente, hanno portato a diverse ristrutturazioni ed ampliamenti, fino all’assetto attuale.
Oggi, con Georg, siamo alla settima generazione; resta intatto lo stile intimo, la cordialità e l’attenzione ai dettagli e al comfort che da sempre caratterizzano l’albergo.
Ci accomodiamo sulla terrazza e, incantati dalla vista del Latemar, noi di LSDmagazine in versione vacanziera, scambiamo una piacevole chiacchierata con Georg e ci facciamo raccontare la sua storia.
La settima generazione è un traguardo importante, molto. E il ruolo di Chef è certamente di grande rilievo. Dove nasce il tuo cammino, l’amore per la cucina?

In realtà quello che definisci “amore” è nato con il tempo, non posso parlare di colpo di fulmine! Dopo aver frequentato l’istituto alberghiero a Merano ho iniziato a lavorare in diverse strutture, come addetto in sala. Il mio ingresso in cucina è avvenuto grazie ad uno Chef friulano, che ha lavorato qui da noi per dieci anni. Dopo una stagione a contatto con lui, ho deciso di partire e di creare un mio personale cammino.
Quali sono state le tappe più significative?

Innanzitutto gli Stati Uniti, in particolare New York. Lì ho imparato davvero cosa vuol dire “pedalare”! Si lavorava a ritmi serratissimi, puntando molto sulla quantità piuttosto che sulla qualità. Poi l’Australia, splendida, e Singapore. L’incontro con la cucina orientale è stato fondamentale; ho appreso l’arte della “leggerezza” e l’importanza del valore nutrizionale delle pietanze, del cibo come fonte di benessere e salute. Un esempio su tutti è l’uso del Wok per la cottura delle verdure; è stata la prima cosa che ho acquistato per la mia cucina! Nel 2002 ho fatto ritorno a casa e dal 2005 sono Chef del ristorante dell’albergo.
Romantik Hotel Post

Da cosa trae ispirazione la tua cucina? Dal territorio o da ciò che hai imparato viaggiando?

Direi da entrambe. Mi occupo personalmente della selezione delle materie prime, rigorosamente locali e freschissime. Le verdure le coltiviamo nel nostro orto e buona parte delle carni e dei salumi provengono da animali allevati qui da noi in fattoria, o comunque da contadini della zona. Da tutti questi “doni” ricavo ogni giorno piatti che combinano la tradizione tirolese e mediterranea, con una grande attenzione alla salute e alla presentazione. Mi lascio guidare dall’amore per questa terra e dalla passione per il gusto e la semplicità. Quando hai ottimi prodotti con cui lavorare, non hai necessità di eccessive lavorazioni!.
Il piatto che ami cucinare?

Le guancette di vitello. Le lascio brasare nel Gewurztraminer fino a quando non diventano morbidissime e tenere e le servo accompagnate da funghi e da un purè verde di patate e prezzemolo, una delizia! I clienti mi chiedono spesso anche i ravioli freschi con ripieno di burrata o il filetto di manzo cotto in crosta di parmigiano e accompagnato con verdure mediterranee; piatti semplici ma di grande gusto.

So che hai anche un’altra grande passione…

“E’ vero. Ho imparato a cavalcare dall’età di dieci anni e negli anni mi sono appassionato al Reining, una disciplina che viene definita il “Dressage dell’equitazione western”. E’ un trionfo di intesa fra cavallo e cavaliere, puro controllo e ricerca continua della perfezione. Gareggio dal 2002 nella categoria “Non-Pro” e da quest’autunno passerò alle competizioni a livello nazionale. La mia compagna, Vera, che condivide con me questa passione, parteciperà ad una competizione europea. Entrambi siamo molto felici ed emozionati! Facciamo parte dell’IRHA, la Italian Reining Horse Association”.
Bellissimo, davvero! Il tuo futuro, dunque, prevede entrambe le attività?

“Certamente. Sarò presente in albergo come Chef e come prossima generazione dirigenziale, attualmente di questo si occupano i miei genitori, Giuseppe e Cristina. E continuerò ad allenarmi e a gareggiare nel Reining, una passione davvero profonda e forte”.
Grazie Georg, per il tempo che hai dedicato a noi di LSDmagazine.

“Grazie a voi!”.

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