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Genio e sregolatezza: Brian Eno presenta al Medimex “Light Paintings”, al Margherita sino al 14 novembre

3 Nov 2015 | Nessun Commento | 812 Visite
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enoL’arte “incompiuta”, che “continua a ricreare se stessa”, mentre il suo autore se ne “sta a casa a rigirarsi i pollici, beandosi” di quanto fatto con così “poca fatica”. Ha spiegato così il senso dei suoi lavori il compositore e visual artist Brian Eno, pioniere del glam-rock e dell’ambient music, che a Bari, nell’ambito di Medimex, ha incontrato il pubblico anche per raccontare com’è nata ‘Light Paintings‘, l’installazione che sarà in mostra al Teatro Margherita, nel capoluogo pugliese, fino al 14 novembre.

Brian Eno ha ricordato che dopo aver visto suo padre “cadere a terra per la fatica di ritorno dal suo lavoro di postino”, decise che “non avrebbe mai lavorato”. Eppure per cercare di mettere insieme quello che da sempre lo affascina, “musica, video e luci”, di fatica ne ha fatta parecchia. Da quando a 15 anni si è iscritto alla scuola d’arte presentando il “disegno di una donna dal sedere enorme – spiega – riproponendo i lavori di Renoir”.

E non è un caso che l’artista intenda i suoi lavori come fossero “dipinti realizzati come seeno2 una telecamera fosse puntata fuori dalla finestra di un appartamento, a riprendere il nulla: a cambiare – sottolinea – sono solo le nuvole, le luci sui palazzi, e rumori in continua evoluzione”. Come ricreare allora in un’opera il “tutto che evolve?”. Instaurando con chi guarda quel rapporto che si crea solamente innovando: “Perchè l’innovazione – precisa – è come una pistola puntata alla testa, che ti costringe a essere più vigile, a renderti conto di tutto quello che sta accadendo attorno, a raccogliere ogni informazione possibile”.

L’opera di Brian Eno sembra dunque rivolgersi all’arte, costringendola a superare se stessa: “Anche quando creo milioni di combinazioni di luci e suoni, non sono soddisfatto perchè ambisco all’infinito”. Ad esempio nel suo lavoro in mostra a Bari “ci sono trilioni di dipinti: se li vedesse un pittore – scherza – si suiciderebbe a pensare che li eno3ho creati io che non ho neppure un lavoro”. Del resto le sue forze Brian Eno le ha dedicate a realizzare il suo sogno, “quello di restare per sempre un bambino”. Ma se i “più piccoli imparano attraverso il gioco, gli adulti giocano attraverso l’arte: per questo ho deciso di essere ciò che sono”.

Proteso verso “l’infinito” ed “eternamente insoddisfatto”, Brian Eno lascia Bari con una raccomandazione: “Fare arte prendendo droghe è una pessima idea di cui ti accorgi solo quando torni a renderti conto della tua infinita inadeguatezza”.

Medimex è un progetto Puglia SoundsRegione Puglia realizzato nell’ambito del fondo di sviluppo e di coesione 2007-2013.

 

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