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Gengivite, un fastidioso problema purtroppo molto comune

12 Mag 2011 | Nessun Commento | 4.874 Visite
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Gengivite
Negli ultimi anni, è aumentata, sempre di più, la necessità di educare le persone, circa l’igiene orale quotidiana. Nel secolo scorso, infatti, c’era poca conoscenza ed educazione a riguardo, e non era difficile trovare anziani affetti da gravi problemi dentali. Oggi, invece, grazie al livello culturale, sicuramente superiore agli anni passati, i genitori educano i loro figli in tal senso, sin dalla tenera età. Già dai due anni di vita, infatti, bisognerebbe sviluppare l’abitudine a lavarsi i denti, con la stessa regolarità di un adulto. La placca, si forma sui denti dei bambini, esattamente come per gli adulti, e può causare gli stessi danni. Una adeguata igiene orale, quindi, è fondamentale per avere denti e gengive sane. La mancanza di igiene accurata dei denti è una delle cause della gengivite. Questa è una infiammazione delle gengive che inizia intorno al colletto del dente e causa emorragia. Un’affezione che se non curata può provocare danni permanenti alle gengive con conseguente caduta dei denti.

GengiviteI sintomi più frequenti della gengivite sono: sanguinamento, dolore all’atto della masticazione, forte sensibilità; mentre il segno più evidente e diffuso della gengivite è l’arrossamento del margine della gengiva. Per evitare questa fastidiosissima condizione, sarebbe meglio lavare i denti, subito dopo i pasti; in mancanza, infatti, i residui di cibo, si fermano tra i denti  o tra i denti e le gengive, permettendo ai batteri presenti nella bocca, di iniziare la loro azione infettiva. Le gengive diventano arrossate, e sanguinano facilmente al contatto dello spazzolino da denti e del filo interdentale. Altre cause possono essere il tartaro che si deposita sui denti, la presenza di carie e protesi che possono irritare le gengive. Una infiammazione grave, che coinvolge sia le gengive che l’apparato profondo di sostegno del dente, è la parodontite. Non è una infiammazione cronica, in quanto non progredisce uniformemente, ma durante il suo corso, ci sono episodi di breve durata, che si alternano a periodi morti. Questi episodi accadono quando i batteri aumentano e le difese non riescono a tenere sotto controllo la situazione; oppure, ancora, quando il proprio corpo presenta altre malattie o infiammazioni. La placca batterica è il fattore eziologico primario della parodontite. Ma non bisogna temere questa infiammazione, anzi bisogna curarla con calma. E infatti, se curata in tempo, regredisce fino alla guarigione completa. Persino negli stadi più avanzati, è possibile arrestarne l’evoluzione verso l’espulsione dei denti. Non curate, invece, possono senz’altro portare alla loro perdita. Una forte e non curata parodontite, può portare e provocare l’alitosi. L’odore sgradevole, dipende dal metabolismo dei batteri, presenti sia nelle tasche parodontali, sia nelle lesioni cariose. Una causa di alitosi, può verificarsi anche e soprattutto, con la secchezza della bocca, in quanto l’assenza di saliva e quindi di ossigeno, favorisce l’assenza di batteri anaerobi. In conclusione, quindi, per cercare di non avere questi fastidiosissimi problemi nella propria vita, è meglio sempre farsi controllare almeno una volta all’anno, sin dalla tenera età, dal dentista, il quale è l’unico professionista del settore, in grado di rimuovere in profondità, la placca ed il tartaro, nonostante una corretta igiene orale quotidiana.

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