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         Direttore responsabile: Michele Traversa
Focus Italia: giornalisti stranieri a Milano, un’associazione di lunga tradizione

8 Mar 2010 | Nessun Commento | 2.518 Visite
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Associazione Stampa Estera, Sezione Alta Italia85 anni portati bene: l’Associazione Stampa Estera, Sezione Alta Italia, fondata nel 1925, riunisce oggi 102 giornalisti di 141 testate di 27 paesi diversi, ricoprendo l’intera gamma dei mass media internazionali: quotidiani, periodici, agenzie stampa e fotografiche, radio, televisione, nuovi media. I soci seguono tutti i temi da finanza, economia, moda, culture, cibo e viaggi.
Una nuova sede nel cuore di Milano, un rapporto strettissimo con la Lombardia ed il suo capoluogo. Qui incontriamo Katharina Kort, corrispondente di “Handelsblatt”, Presidente della Associazione, da 5 anni in Italia e con contratto per i prossimi due. Da lei ci facciamo guidare alla conoscenza dell’Associazione.
“L’Associazione ha soprattutto lo scopo di aiutare noi giornalisti stranieri nel nostro lavoro in Italia, facilitando l’accesso alle fonti di informazione, per esempio ad incontrare personalità italiane in tutti i settori – cultura, politica, economia, moda, meno per la politica – soprattutto per Milano e l’Italia del Nord, con la promozione di contatti con le Aziende, come il recente incontro con Passera e con Versace.
Inoltre svolge un ruolo di formazione, con corsi sui Blog, o sull’uso intelligente di internet, o ancora sulle modalità di realizzazione e utilizzo dei video su internet, per coprire esigenze che la lontananza dalla sede delle testate per cui si collabora rende più difficile soddisfare. A questo fine, tutti i membri possono usufruire della sede e delle sue attrezzature”.

In percentuale quali nazioni sono più rappresentate?

La comunità tedesca (tedeschi e austriaci) è molto forte, poi francesi e americani, del Nord e Sud America.Ci sono anche giornalisti giapponesi. Con una percentuale al 50% di inviati e di residenti.

Quali sono i problemi più frequenti per un inviato straniero in Italia?

Più che di problemi l’Associazione si occupa degli interessi dei suoi associati, di offrire contatti e accesso a persone che da soli, magari perché collaboratori di una testata non molto conosciuta, non si riesce ad avere; creiamo opportunità per creare comunicazione; e anche organizziamo viaggi con incontri, come a Venezia dove abbiamo incontrato i giovani, abbiamo approfondito la questione – Mose e anche la conoscenza di hotel e locali”.

Venendo al suo lavoro di giornalista, la collaborazione dall’Italia si muove su richieste della testata o su iniziativa personale?

È indifferente, i pezzi nascono da uno scambio di idee; io mi occupo prevalentemente di temi economico finanziari, per l’ attualità sono io a proporre i temi, come per esempio Telecom o Fastweb: in genere i miei pezzi, non escono sulla pagina degli esteri ma su quella economica; escono 2-3 volte la settimana anche perché molte aziende tedesche sono presenti sui mercati internazionali e quindi sono interessate ai mercati esteri. Ma propongo anche temi di cultura o eventi, solo se sono legati, magari per la sponsorizzazione, a delle società”.
Nella sede dell’Associazione troviamo al lavoro anche Eric Sylvers, americano, da 12 anni in Italia. Dopo un passaggio a Roma e a Bologna, cinque anni di collaborazione con Bloomberg e una vasta esperienza dell’economia e finanza italiana, è ora Corrispondente del New York Times come collaboratore esterno.

Associazione Stampa Estera, Sezione Alta ItaliaAnche a lui chiediamo quali siano nel lavoro i problemi più frequenti per un giornalista della stampa estera in Italia?

Sicuramente è più difficile, rispetto ai giornalisti italiani, l’accesso ai contatti diretti: i comunicati arrivano, si può lavorare con gli uffici stampa e anche avere interviste; ma il vero approfondimento, lo scoop è più difficile per noi. Ho un po’ l’impressione che ci siano tanti interessi nella stampa italiana e dietro le testate, ed è difficile fare bene il giornalista in Italia, ossia è difficile fare il salto di qualità, dare quelle notizie che ti fanno diventare una firma.

L’Associazione è utile per questo?

Certo l’associazione è per noi una struttura importante, organizza incontri diretti, ma sono incontri con altri 20 giornalisti, ossia il corrispettivo di un lavoro corretto con l’ufficio stampa del personaggio in questione. Ma il difficile è cercare di capire le notizie scomode all’interno di una società, le notizie che non vogliono divulgare. Entrare nei meccanismi di un’azienda, ottenere un’intervista ufficiale è più difficile per un giornalista straniero. E essere giornalista di una testata importante come il NYT può anche non aiutare, perché si inclina a una maggiore cautela verso una testata così.
La mia idea è che spesso gli scoop, soprattutto in materia economico-finanziaria (il mio settore) siano pilotati. Per fare un esempio, la notizia di una fusione prima dell’ufficializzazione esce sicuramente prima sulla stampa italiana, al giornale giusto. Lo scoop viene pilotato o arriva dall’alto … questa è l’impressione dopo i miei 12 anni in Italia.

Quali sono i rapporti con l’Associazione stampa estera?

Io sono associato da dieci anni e questa struttura è fondamentale per i giornalisti free lance o per i colleghi di quelle testate che non hanno un ufficio stabile a Milano o in Italia; serve a non lavorare da casa, ma in questa sede, con un Ufficio d’appoggio, sale riunioni etc.. Io sono stato Segretario, e Vicepresidente per due anni, anche candidato alla Presidenza alle ultime elezioni vinte da Katharina.

Quali articoli propone sul New York Times?

“Per lo più mi occupo di economia / finanza e tecnologia ed esco in media con un pezzo alla settimana tra le varie testate per cui lavoro. L’economia non è più seguita dai giornali americani come 2-3 anni fa, quando inviavo 2-3 articolila settimana e mi veniva richiesta una “cronaca” sul tema al centro dell’attenzione.
Adesso l’interesse per l’Italia è calato, ma soprattutto si risente della crisi dei giornali americani, che chiedono meno articoli ai collaboratori; per esempio, il N.Y.T. ha ridotto la foliazione e inglobato, nelle pagine Business, l’inserto quotidiano che usciva sull’economia mondiale.
Ogni tanto esco dal mio settore: ho proposto di recente un profilo di Mario Balotelli, ma come chiave di lettura sul razzismo o meno in Italia, un paese che sta affrontando cambiamenti enormi. La storia di Balotelli è la storia di un ragazzo nero e italiano insieme, e che è anche una superstar, che potrebbe contribuire e far vincere i Mondiali all’Italia.
“Uscendo dai miei ambiti, un argomento che “tira” sempre è Berlusconi: nonostante parli male della stampa estera, Berlusconi è una vera risorsa per noi giornalisti stranieri, che da un lato ne parliamo male, ma dall’altro dobbiamo ringraziarlo e riconoscere che fornisce lavoro e, quindi, mantiene, molte famiglie di giornalisti stranieri con il suo porsi sempre al centro dell’attenzione e suscitare interesse in tutto il mondo”.

In foto il consiglio direttivo dell’Associazione Stampa Estera, Sezione Alta Italia e più in basso la sede dell’Associazione a Milano.

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