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Fnsi e le Assostampa: si convochi il Cdr. «Non tagli, ma un piano per salvare la Gazzetta del Mezzogiorno»

18 Dic 2018 | Nessun Commento | 608 Visite
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gazzetta5La Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni Regionali di Stampa di Puglia e Basilicata esprimono «piena solidarietà ai giornalisti ed hai poligrafici della Gazzetta del Mezzogiorno per la perentoria interruzione del pagamento degli stipendi decisa dall’amministrazione giudiziaria» e chiedono agli «amministratori giudiziari a convocare quanto prima il cdr per un confronto costruttivo su come tutelare questo presidio dell’informazione, ripristinando nell’immediato gli obblighi previsti dal contratto e dalle legge sulle retribuzioni».
«Il sequestro delle quote in Edisud Spa dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo, deciso tre mesi orsono dal Tribunale di Catania – è detto in una nota – aggrava irrimediabilmente la già difficile situazione finanziaria dell’azienda che tradisce il totale fallimento gestionale ed editoriale condotto in questi anni dal management». «Prospettare nuovi e pesanti sacrifici ai giornalisti della Gazzetta dopo che, negli ultimi sei anni – è detto ancora – sono stati accompagnati al prepensionamento ben 36 colleghi e i lavoratori in attività sono stati sottoposti a pesanti tagli sulle retribuzioni, in assenza di una qualsiasi prospettiva di rilancio del giornale e di riorganizzazione dei settori aziendali, è il segno della incapacità di accompagnare il giornale, in questa difficilissima fase, verso una prospettiva futura, visto anche che questo incarico è stato affidato allo stesso manager che ha guidato l’azienda negli ultimi anni».
«Gli interventi preannunciati sulle giornate lavorative dei giornalisti, la dismissione di due redazioni con l’avvio del telelavoro, l’inevitabile taglio della foliazione rischiano di mettere a repentaglio la qualità del prodotto giornalistico, che vanta un marchio e una tradizione di radicamento in Puglia e Basilicata da tutelare e preservare. L’assenza, inoltre, di qualsiasi intervento di riqualificazione e riorganizzazione dei settori aziendali, prospettando la semplice soluzione di tagli lineari sul costo del lavoro giornalistico senza indicare alcuna prospettiva, rischia – conclude il sindacato – di pregiudicare definitivamente il futuro della Gazzetta e di condannarla all’inevitabile, seppur procrastinato, fallimento».

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