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Flessibilità e ascolto, la Puglia in prima linea per i Gifted children

15 Dic 2018 | Nessun Commento | 470 Visite
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plusdotatiLa rete Alto Potenziale attiva dalla Puglia da solo un anno ha già avviato il primo progetto per famiglie e scuole a sostegno della riconoscibilità della plusdotazione.

 Andiamo avanti, procediamo!” Sono state le parole dell’assessore regionale al Diritto allo Studio della Regione Puglia Sebastiano Leo, che continua a sostenere il lavoro della rete Alto Potenziale. “Sono un docente ed essere assessore regionale all’istruzione mi permette di non trascurare la famiglia della scuola. La nostra scuola non deve lasciare indietro nessuno e gli studenti ad alto potenziale cognitivo deve avere pari opportunità”. La Rete Alto Potenziale ha fatto bene ad attivare i docenti, formandoli. La Regione Puglia c’è e ci sarà e continueremo a supportare il vostro progetto spostandoci sui fondi comunitari. Noi possiamo esportare le buone pratiche nel resto d’Italia e del mondo”.

 È una bella notizia perché ci permette di proseguire il cammino – ha dichiarato Elisa Forte, coordinatrice della Rete “Alto Potenziale” – La gestione della Rete fondata dall’associazione “Città dei Bimbi” ora passa ad Universus,  il Consorzio Universitario per la Formazione e l’Innovazione del Politecnico di Bari che potrà con maggiori strumenti svolgere attività di formazione e di fund raising”.

 Universus è bel lieto di assumere il coordinamento della rete ad Alto Potenziale – spiega Lino Viola, presidente del Consorzio UniVersus – con la consapevolezza che bisogna creare i presupposti per la cresciata e la valorizzazione personale e sociale dei bambini ad alto potenziale”.

 Imparare a riconoscerei bambini plusdotati è il primo passo di una strategia di ascolto e osservazione che può e deve partire dalla scuola: dalla due giorni di lavoro promossa dalla rete “Alto Potenziale” a Bari emerge la volontà di ampliare la sperimentazione con docenti e presidi pugliesi, che hanno dimostrato nella prima giornata della due giorni dedicata ai bambini plusdotati, di mettersi in gioco per aiutare gli studenti gifted. Oltre cento docenti hanno partecipato alla formazione gratuita con i referenti di Lab Talento, sentinelle operative e motivate, persone prima che docenti, pronte a non lasciare indietro questi bambini.

 Obiettivo della nuova tappa pugliese della Rete “Alto Potenziale” è quello di sensibilizzare il territorio e gli operatori, sia essi insegnanti, psicologi, educatori o genitori sul tema dell’ alto potenziale. In particolare il riferimento sarà all’ambiente scolastico, come luogo di promozione del “benessere” cognitivo, emotivo, psicologico e sociale di tutti i bambini e ragazzi,  perchè essi  rappresentano il futuro del nostro paese”, spiega la professoressa Maria Assunta Zanetti,  psicologa e direttore del Lab Talento, il primo laboratorio Italiano di Ricerca e Sviluppo del Potenziale, Talento e Plusdotazione nato presso l’università di Pavia nel 2009.

Confindustria vuole fare crescere il proprio territorio – ha spiegato Cesare De Palma delegato del presidente di Confindustria Bari e Bat Domenico De Bartolomeo – ecco perché fa parte della Rete Alto Potenziale. Bisogna partire dal basso nella sensibilizzazione sul tema dei Gifted, così si riescono ad attivare le leve più diverse, dalla politica alla scuola alle imprese. In questa rete ci sono componenti titolati e consapevoli, c’è un fondamento scientifico e questo ha consentito una presentazione in maniera competente e funzionale. Questa è Policy Making. Questi bambini plusdotati sono una risorsa e per questo devono essere individuati presto e bene”.

 È giusto sostenere e accompagnare i bambini che hanno un talento. Dobbiamo da un lato permettere ai bambini di non perdere il loro talento – ha sottolineato il sindaco di Bari e presidente Anci Antonio Decaro  – e non lasciare le famiglie da sole. In questo percorso di crescita i bambini non devono sentirsi soli. Questo è un lavoro importante per le comunità ed è per questo che l’Anci è parte di questo progetto”.

 In Puglia, grazie alla rete Alto Potenziale che ad oggi riunisce 18 istituti, è partito un progetto sperimentale con il sostegno della Regione Puglia, denominato “Gifted Children: flessibilità tra i banchi di scuola in Puglia”. Ne è capofila l’Istituto Zingarelli di Bari, dove sono stati già identificati quattro bambini plusdotati, ed ha l’obiettivo di avviare modalità di sostegno al gruppo classe per consentire a questi bambini e ragazzi di poter valorizzare il proprio talento, nell’ottica di migliorare le dinamiche del gruppo classe, rendendo questi studenti un valore aggiunto per i propri compagni. Nella scuola Zingarelli sarà utilizzato in maniera codificata il metodo di analisi del Lab Talento dalla professorezza Zanetti. È l’inizio di un percorso che vuole avviare un modello – unico in Italia – di supporto per le scuole e le famiglie con gifted children, dove il valore aggiunto è dato dalla rete Alto Potenziale, che mette insieme istanze e punti di vista non solo accademici ma anche di riferimento delle famiglie.

Ai genitori durante la due giorni pugliese di Alto Potenziale, è stato riservato un momento di parent training con gli esperti di plusdotazione, necessario per mettere in comune le esperienze e che ha rivelato un’estrema difficoltà nell’interazione con il sistema scolastico in presenza di bambini plusdotati ma anche, fortunatamente, molti casi di disponibilità e volontà di comprendere da parte dei docenti, quali leve attivare per far si che un bambino gifted non abbia problemi nelle relazioni con i compagni.

 I BAMBINI GIFTED

Si chiama giftedness o plusdotazione la capacità cognitiva di alcuni bambini, circa il 5% della popolazione scolastica, uno per classe, caratterizzata da aspetti tra cui un Q.I. (quoziente intellettivo) al di sopra della media.

Cosa comporta questo? Un bambino plusdotato è in pratica quel bambino che, rispetto ai suoi coetanei, sa e sa fare molte più cose o le sa fare molto meglio, in un dato momento storico e in riferimento ad uno specifico contesto, somigliando, a volte, ad un piccolo adulto per le sue capacità cognitive. Tuttavia, se non riconosciuti, questi bambini sono disfunzionali rispetto ad un gruppo classe: il talento se non riconosciuto e preso in carico, si disperde, con una ricaduta in termini sanitari. La pratica clinica degli psicologi riferisce, infatti, che proprio in presenza di Quoziente Intellettivo (QI) molto alto, la capacità di gestione delle emozioni, in questi individui risulta spesso essere inferiore. Si tratta spesso di bambini emotivamente più fragili e meno maturi dei coetanei.

 LA RETE “ALTO POTENZIALE”: CHI SIAMO

La Rete “Alto potenziale” è stata fondata dall’associazione di promozione sociale “Città dei Bimbi” e dalle giornaliste Claudia Cichetti ed Elisa Forte con il coinvolgimento della professoressa Maria Assunta Zanetti direttrice del Lab talento dell’Università di Pavia.

Nasce in Puglia nel maggio del 2017 ma ha l’obiettivo di estendersi a livello nazionale. Finora hanno aderito alla Rete Confindustria Bari BatUniversus, il Comune, il Politecnico e l’Asl di Bari, Giscel Puglia, Cooperativa Sociale “Arca di Noè e Anci, associazioni, singoli cittadini, genitori di bambini ad alto potenziale cognitivo e 18 Istituti scolastici Comprensivi pugliesi. 

INFORMAZIONI SULLA RETE ED ELENCO DELLE SCUOLE ADERENTI

AL LINK https://cittafamiglie.it/rete-alto-potenziale/.

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