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FlaShD. Non aprite quella tomba

28 Giu 2008 | Nessun Commento | 11.306 Visite
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Romanzo Criminale: la banda della Magliana al cinema

  Dopo l’ispezione alla presunta cella che avrebbe ospitato per alcuni mesi Emanuela Orlandi, anche la famiglia della scomparsa crede alla versione della supertestimone Sabrina Minardi. L’amante di “Renatino” De Pedis (capo della banda della Magliana) ha indicato alla polizia in una casa in via Pignatelli a Roma, un bagno nascosto da un muro in un cunicolo, effettivamente esistente: è giunta così una prima seppur labile traccia di verosimiglianza del racconto della donna. Ma un’altra persona avrebbe dato una conferma agli inquirenti, di ‘pezzi’ del racconto di Sabrina Minardi. Una testimone che ha detto di essere stata destinataria delle confidenze della stessa Minardi e in particolare di aver saputo dall’amante di Renatino De Pedis la circostanza secondo la quale Emanuela Orlandi, durante il suo presunto sequestro, fu portata da un bar del Gianicolo al distributore di benzina al Vaticano.
E proprio nel giorno del sopralluogo la famiglia di Renatino De Pedis è uscita allo scoperto, attraverso i suoi legali, dicendo di offrire collaborazione alla magistratura, “compreso il consenso all’apertura della tomba nella basilica di San’Apollinare”. In una nota gli avvocati Maurilio Prioreschi e Lorenzo Radogna, che rappresentano la vedova Carla Di Giovanni e i fratelli Luciano e Marco, hanno sostenuto l’assoluta “estraneità” di De Pedis e che la famiglia procederà legalmente contro Sabrina Minardi, le cui “dichiarazioni appaiono palesemente infondate”.
Si attende dunque soltanto l’apertura della tomba, e quindi si aspetta di capire se la Chiesa ne concederà o meno (nel caso che la S.Apollinare sia giurisdizione del Vaticano) il permesso per svelare questo che, pure essendo uno dei tanti misteri italiani, potrebbe portarsi appresso la soluzione di tanti e tanti altri casi irrisolti e di portata sicuramente maggiore (persino da mettere in discussione la santiicazione dello stesso Giovanni Paolo II). Il nostro consiglio è dunque: non apritela.

 ANCORA INTERCETTAZIONI – Altre intercettazioni comparse recentemente  sull’espresso, hanno avuto come protagonista il nostro presidente del consiglio. Altra lampante dimostrazione della necessità di un intervento o qua la gente finirà per scoprire tutte le magagne del premier. “Si può andare avanti così?”, probabilmente si chiede il Berlusconi. Perciò ancora più lampante si mostra la necessità di un intervento legislativo in tal senso, necessario per lui, perché così facendo si potrebbe insinuare nella testa degli italiani che nostro presidente non sia poi una così brava persona. In ogni caso ci chiediamo, se il presedente non avesse avuto tali urgenze di auto-conservazione (a questa si aggiunga la legge per il fermo del processo Mills) su quali temi sarebbe vertito il dibattito politico? Si sarebbe forse potuto discutere seriamente degLi interventi sul potere di acquisto dei cittadini (vera causa della stagnazione economic: altro che tasse!)? Intanto gli accordi tra autotrasportatori e governo dei giorni scorsi, spostano il problema del rincaro della nafta dai camionisti ai consumatori (che saremmo noi, è bene ricordarlo), l’autority sui prezzi ha appena comunicato gravi rincari sulle bollette, mentre Mario Draghi, presidente della Banca d’Italia, riprospetta una crisi ancora più grave per quanto riguarda i mutui.
Tra un Dl e un Ddl, il nostro caro Silvio ci starà pensando a quest’altre urgenze?

Maroni IMPRONTE A PICCOLI ROM, LA UE DICE NO – Sorpreso in un pianto disperato, Maroni non ha saputo dire altro che:”ue…ue…ue…voglio le impronte…ue..ue…” Nonostante le commoventi parole del ministro l’unione è irremovibile. Per bocca di Pietro Petrucci, portavoce di Bruxelles, la Commissione non commenta quelle che al momento sono ancora “dichiarazioni e controdichiarazioni di attori della scena politica italiana”, ma a chi le chiede se in base alle regole Ue questa ipotesi sia possibile, il portavoce replica secco: “la risposta è no”.
Ripresosi dal pianto Maroni ha replicato: “questa è una procedura che viene fatta normalmente in tutti i tribunali per i minorenni. Chi ha detto che non si può fare è poco informato. Inviterei i responsabili della Commissione a informarsi prima di esprimere opinioni che sono francamente infondate”. Del resto non credo sia in discussione la possibilità tecnica di prendere improne (é chiaro che si può fare, che ci vuole!), tuttavia i casi che espone il ministro parlano di rilevazioni di impronte su chi ha commesso un reato (minore o non minore), ma prendere le impronte a tutti i bambini è un pò come pensare che tutti i bambini rom delinquano o che siano destinati a farlo…ed in effetti è proprio questo quello che pensano o che ci vogliono far pensare.
(P.s.:in confidenza, non sono i rom la causa di ogni nostro male, non fatevi fregare!)

phoenix

SU MARTE SI POSSONO COLTIVARE GLI ASPARAGI – Se si portasse da Marte un campione del terreno prelevato dalla sonda Phoenix e si provasse a seminare asparagi, quegli asparagi nascerebbero esattamente come nascono nell’orto di casa. E’ questa l’immagine che gli scienziati della Nasa impegnati nel progetto Phoenix hanno utilizzato per spiegare i risultati delle prime analisi chimiche condotte sul campione di terreno prelevato dal pianeta dalla sonda spaziale.
I campioni di suolo marziano prelevati dalla sonda sul polo artico del pianeta sono stati analizzati da terra e gli scienziati hanno verificato che quel ‘terreno’ (ma in questo caso il termine è improprio) è alcalino, anche se non fortemente alcalino, ed è pieno dei nutrienti minerali di cui le piante hanno bisogno per vivere.Oggi il pianeta Marte è freddo e asciutto, e la sua superficie è bombardata da raggi ultravioletti, il che rende la vita impossibile. Ma – hanno spiegato gli scienziati – è verosimile ritenere che in passato le condizioni fossero tali da rendere la vita possibile. Le piante a cui piace il suolo alcalino – come per esempio gli asparagi – potrebbero crescere rapidamente sul suolo marziano se trovassero l’aria e l’acqua presenti sulla terra.

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