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Fini, il nuovo Cavour

5 Set 2009 | Un Commento | 2.752 Visite
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CavourLa politica presenta sempre grandi sorprese. Ma come diceva spesso Benedetto Croce: “solo i cretini non cambiano mai idea”. Gianfranco Fini fu eletto Segretario Nazionale del MSI-DN (Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale) nel 1987, allor quando l’ormai ammalato Giorgio Almirante dovette dimettersi e a furor di popolo (missino ovviamente) indicare il suo erede. Almirante tra le lacrime indicò il giovane Gianfranco Fini non ancora quarant’enne e gli consigliò di non mettersi mai in contrasto con il suo Vice Segretario Vicario Giuseppe Tatarella altrimenti non avrebbe vinto. I candidati alla Segreteria furono quattro e cioè Domenico Mennitti per l’ala liberale (largamente minoritaria), Pino Rauti per la corrente sociale e Giorgio Pisanò di “Fascismo e Libertà” corrente di pensiero nell’ambito del MSI-DN. Fini fu eletto a maggioranza con l’appoggio determinante di Tatarella. Nel 1988 morirono quasi contemporaneamente i due leader storici Giorgio Almirante e Pino Romualdi. Il MSI-DN sembrava destinato a morire con la caduta del Muro di Berlino allo stesso modo del PCI, infatti alla elezioni amministrative del 1990 ebbero entrambi un crollo dei consensi.

Fini fu costretto a dimettersi, e la Direzione Nazionale elesse al suo posto il principale antagonista Pino Rauti. Ma anch’egli non durò molto. Dopo l’ulteriore riduzione dei consensi alle politiche del 1992, Rauti si dimise e la Direzione Nazionale ri-elesse Gianfranco Fini in pieno periodo di tangentopoli.

Fini ed il MSI-DN erano anti-americani, filo palestinesi, favorevoli alla pena di morte ed alle leggi speciali, contrari all’economia di mercato e favorevoli al protezionismo, all’autarchia ed al corporativismo. Non nascondevano simpatie in favore dei regimi politici dittatoriali e militari.

Con il 1993 si aprì un dibattito fondamentale a livello politico. Lo scandalo mediatico e giudiziario di Tangentopoli stava mandando in malora tutti i partiti dell’area governativa dal PLI al PSI. Quelli che sembravano i vincitori dopo il crollo del “Muro di Berlino” in realtà rischiavano di essere schiacciati dal peso della voglia generalizzata di rinnovamento politico. I partiti vincenti usciti da Tangentopoli furono quelli che nel 1990 sembravano irrimediabilmente schiacciati dalle loro nostalgie: il MSI-DN ed il PCI diventato nel frattempo PDS.

Gianfranco Fini colse l’occasione. Molti pensatori che si rifacevano alle idee liberali e liberiste suggerirono al MSI-DN di uscire dal ghetto e di procedere verso un’idea di Destra più liberale e moderna sullo stile del Partito Repubblicano USA, dei Tory anglo-sassoni, del partito Gaullista francese il RPR (oggi UMP) e di fare da sponda con quella parte del movimento di pensiero liberale che si rifaceva a Luigi Einaudi, a Giovanni Giolitti, al Conte di Cavour ecc. L’idea di Alleanza Nazionale, peraltro nome storico ed anti-fascista caro a Benedetto Croce, venne a Vittorio Feltri, sostenuta da Marcello Veneziani, dal prof.Domenico Fisichella e da Pinuccio Tatarella.

Molti liberali la considerarono come un cambio di maglietta ma sostanzialmente nulla mutava. In tal senso si pronunciarono Raffaele Costa, nel frattempo diventato Segretario Nazionale del PLI, Giordano Bruno Guerri e molti altri liberali doc.

Lo sparti-acque fu l’elezione amministrativa dell’autunno 1993, quando Gianfranco Fini a Roma ed Alessandra Mussolini a Napoli superarono i candidati centristi ed andarono al ballottaggio con quelli della sinistra (Rutelli e Bassolino), cosa analoga avvenne a Milano con la vittoria del leghista Formentini ed a Taranto con Giancarlo Cito.

Costituita Alleanza Nazionale che, inizialmente, avrebbe dovuto essere un “ressemblement” alla quale aderirono esponenti della destra democristiana (Publio Fiori, Gustavo Selva, ecc.) e della destra liberale (Baslini, Fisichella ecc.) e repubblicana (Gargani e Castagnetti), ci fu l’alleanza nell’Italia centro-meridionale con il Polo del Buongoverno (evidente il richiamo a Luigi Einaudi). Al nord Alleanza Nazionale-MSI-Dn si presentò autonoma dal Polo delle Libertà per l’opposizione della Lega Nord e della Lista Pannella (questi si presentarono nell’Italia centro-meridionale con candidati contrapposti al Buongoverno).

Nel gennaio 1995 il Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale confluì in Alleanza Nazionale e chiuse la propria attività. Rauti, Pisanò ed altri costituirono un nuovo soggetto Movimento Sociale-Fiamma Tricolore.

Da allora Gianfranco Fini ha dapprima dichiarato di ispirarsi anche a Croce ed Einaudi, a De Gasperi e perfino a Gramsci. Successivamente ha cessato la posizione anti-israeliana del vecchio MSI, e, da Ministro degli Esteri, si è recato in Israele e dichiarato che le leggi razziali del 1936-38 furono “il male assoluto”, e sostenendo che il fascismo era stato un “errore”. Nel 2005-2006 in contrapposizione con le posizioni agnostiche e indecifrabili del Centro-Destra si dichiarava favorevole ai Referendum abrogativi delle norme che limitavano la conservazione e la ricerca sulle cellule staminali nonché quelle che limitavano la fecondazione artificiale. Generando sempre grandi polemiche.

Infatti, dopo la visita in Israele Alessandra Mussolini e Teodoro Buontempo rompono con AN e costituiscono Alternativa Sociale. Dopo le esternazioni sui referendum, riceve la “scomunica” da Camillo Ruini e da buona parte di AN e la scissione di Domenico Fisichella (forse su  ordine del fratello cardinale) e del suo antico portavoce e braccio destro Storace e da Daniela Santanché ed altri che costituirono “la Destra”.

Da allora i mal di pancia in Alleanza Nazionale sono stati molti (si pensi ad Alfredo Mantovano) per quella posizione personale dichiarata e non gradita da Camillo Ruini.

Come non chiedersi, statistiche alla mano relative al numero di separazioni e divorzi, al numero degli aborti, alle vendite e prescrizioni di anticoncezionali, al ricorso alla fecondazione assistita e alla necessità di curare alcune malattie, se il cattolico in Italia si senta realisticamente e non ipocritamente rappresentato dalle posizioni talvolta oscurantiste in materia assunte dallo Stato del Vaticano (autonomo rispetto sia all’Italia che all’Unione Europea).

Oggi, il Presidente della Camera dichiara la sua laicità e l’inaccettabilità di una ingerenza fortissima delle gerarchie vaticane sul Parlamento e chiede ai Partiti di Centro-Destra e di Centro-Sinistra di non farsi troppo condizionare dalle pressioni esterne al Parlamento e di perseguire i soli interessi degli Italiani. Non l’avesse mai fatto.

Fini ritorna finalmente al padre della patria Camillo Benso Conte di Cavour: “Libera chiesa in libero Stato”. Gianfranco Fini è il nuovo leader della Destra Liberale e Storica che in Italia mancava oramai dal 1922 e dal Concordato del 1929. Non bisogna tornare al “sillabo” ma  avere una Destra moderna.

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