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Festival di Cannes, appuntamento sulla Croisette con il meglio del cinema

13 Mag 2010 | Nessun Commento | 1.756 Visite
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il sole ingannatore 2Anche se non è una novità assoluta al Festival di Cannes anche quest’anno c’è, tra i 19 film in corsa per la Palma d’oro, tanta politica in tutte le sue declinazioni, compresa quella religioso-integralista. In una selezione che vede un solo film Usa, otto europei e tanta Asia, insomma ancora meno concessioni ai temi leggeri, nel segno di una crisi mondiale che fa ancora paura. Partiamo proprio dall’ultimo arrivato in corsa per la Palma d’oro, ovvero Route Irish del regista inglese Ken Loach che mette in scena la storia di due amici guardie di sicurezza di appaltatori inglesi in Iraq. Quando uno dei due muore lungo la Route Irish – la strada che porta dalla Green Zone al centro città – l’altro decide di condurre da solo le indagini.

C’è poi Hors la loi di Rachid Bouchareb che mostra il massacro di algerini compiuto dai coloni francesi nel 1945 a Setif, un tema che ha già suscitato le ire di un deputato francese di maggioranza come Lionnel Luca che accusa il film di negazionismo. Ancora politica, religione, Algeria e una storia vera nel film francese Des hommes et des dieux Des Hommes et des dieux di Xavier Beauvois. Il regista racconta il sequestro e l’uccisione di sette monaci trappisti francesi nel 1996 da parte di un commando dei gruppi islamici armati (Gia) che irruppe nel monastero di Nostra Signora dell’Atlante a Tibhirine. Anche l’unico film americano in corsa, Fair Game di Doug Liman parla di una storia vera. Interpretato da Naomi Watts e Sean Penn, racconta la storia di Valerie Plame agente Cia e del marito giornalista entrambi coinvolti e messi in pericolo nel 2003 dal conflitto col vicepresidente Cheney, che voleva a ogni costo un pretesto per giustificare l’aggressione contro l’Iraq. Ci sarà poi Il sole ingannatore 2 di Nikita Mikhalkov sequel del film che nel 1994 gli valse gran premio della giuria a Cannes e Oscar. Nel primo gli antagonisti – un profugo bianco convertito in spia del Nkvd, un generale rosso inviso a Stalin – morivano nel 1937. Ora ritroveremo il generale (sempre Mikhalkov) ben vivo nel 1941, liberato dal Gulag e avviato al fronte nella guerra contro la Germania.

Sullo sfondo delle guerre di religione del 1562 c’è poi La princesse de Montpensier di Bertrand Tavernier adattamento di una novella di Madame de La Fayette (1662). Su altre temi non politici a Cannes troviamo opere come La nostra vita di Daniele Luchetti e lavori come Tournee di Mathieu Amalric con protagonista un uomo pieno di malinconia, che dagli USA fino a Parigi segue una compagnia di ragazze americane di New Burlesque (misto tra strip-tease e cabaret). Atmosfere poliziesche invece per Biutiful del regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu che racconta di un uomo coinvolto in affari poco puliti, che si trova ad affrontare un vecchio amico d’infanzia, divenuto nel frattempo poliziotto. Housemaid di Im Sangsoo si annuncia, fin da adesso, come l’erotic-thriller coreano. Remake di un classico della cinematografia asiatica ha come protagonista nel ruolo di un’inquieta cameriera Jeon Do-Yeon, miglior attrice a Cannes nel 2007 in ‘Secret Sunshinè di Lee Chang-Dong. E proprio quest’ultimo regista porta sempre per la Corea sulla Croisette Poetry. La relazione tra una nonna, poetessa malata d’Alzheimer, e suo nipote. Un homme qui crie di Mahamat Saleh Haroun del Ciad , solo film africano in competizione, ha invece per protagonista ancora una persona anziana, ex campione di nuoto, e suo figlio che vivono a N’djamena in piena guerra civile. L’iraniano Abbas Kiarostami, già Palma d’oro a Cannes, mette in scena in Copia conforme la storia molto intima di uno scrittore inglese che venuto in Italia per il suo ultimo libro, incontra una giovane gallerista con la quale passa una giornata che ha il valore di una vita. Outrage del regista cult Takeshi Kitano si annuncia invece come un suo atteso ritorno alle tematiche degli yakuzas mentre di ANOTHER YEAR di Mike Leigh, già Palma d’oro nel 1992 con Naked e nel 1996 con Segreti e bugie, si parla come di un’amara commedia corale. YOU MY JOY del regista ucraino Serguei Loznitsa definito dai selezionatori un film “trŠs bizarre” porta in scena un camionista che risucchiato dalla follia del quotidiano, perde prima la salute e memoria e si ritrova assassino . LOONG BOONMEE RALEUK CHAAT del tailandese Apichatpong Weerasethakul (Tropical Malady) porterà sulla Croisette, nel suo stile, un film onirico. Ovvero sul letto di morte Uncle Boonmee ricorda tutte le sue vite passate. TENDER SON – THE FRANKESTEIN PROJECT dell’ungherese Korn Mundrucz, racconta invece il ritorno in famiglia dal collegio di un ragazzo di 19 anni. Il giovane cerca di conquistare l’amore dei suoi cari, ma questo obiettivo si rivelerà più difficile. Infine, CHONGQING BLUES del cinese Wang Xiaoshua‹ ha come protagonista Lin capitano della marina che al ritorno da un viaggio scopre che suo figlio Š stato ammazzato dalla polizia. Nel tentativo di capire cosa sia accaduto, Lin si rende conto di quanto conoscesse poco il figlio.

In foto un’immagine del film il sole ingannatore 2 di Nikita Mikhalkov

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