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Festival del Cinema di Venezia 2019. Mario Martone: è ora di affrontare Eduardo De Filippo

30 Ago 2019 | Nessun Commento | 261 Visite
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Mario Martone con Ippolita di Majo

Un regista, autore raffinato al cinema e al teatro come Mario Martone affronta, finalmente, per la prima volta il più grande di tutti, Eduardo De Filippo. «Con il Sindaco del Rione Sanità – il regista, in concorso oggi alla Mostra del cinema di Venezia – è arrivata l’occasione giusta di confrontarmi con un autore imprescindibile per me e per tutti i napoletani, un riferimento inevitabile» qualcosa nel dna. Prima è arrivato il teatro: Martone si è immerso nel progetto sociale di Nest, un’ex palestra abbandonata di San Giovanni a Teduccio alla periferia di Napoli oggi avamposto contro il degrado sociale grazie ad un teatro da 100 posti, laboratorio guidato da Francesco Di Leva. Insieme hanno portato in tourneè Il Sindaco del Rione Sanità da cui poi è venuta – con l’autorizzazione di Luca De Filippo – l’idea del film al cinema con Di Leva, che anche sul grande schermo interpreta il caporione di camorra che deve gestire la pace sociale nel quartiere con ambiguo carisma. Ma l’abbraccio con Eduardo non è finito: «a gennaio cominciamo le riprese di Qui Rido io», il film su Eduardo Scarpetta, interpretato da Toni Servillo, il padre dei De Filippo, Eduardo e Peppino. «Ma Eduardo era dentro di me anche prima – spiega Martone – anche nell’Amore molesto, dal primo romanzo di Elena Ferrante, con al centro la zona grigia di Napoli che nessuno ha saputo esplorare come lui».

Una scena del film Il Sindaco del Rione Sanità

Intanto Il Sindaco del Rione Sanità, con un cast eccellente con Di Leva, Massimiliano Gallo e Roberto De Francesco, prodotto da Indigo Film con Rai Cinema, applaudito sin dalle prime proiezioni veneziane, uscirà al cinema come film evento solo il 30 settembre e il 1 e 2 ottobre con Nexo Digital.
La storia, con la musica rap del percussionista napoletano Ralph P, è trasferita nella Napoli di oggi, dalle parti di Gomorra, «ma il testo di 60 anni fa continua e continuerà – dice Martone che l’ha adattato con Ippolita di Majo – ad essere universale perché parla di rapporti familiari, di dovere, senso di colpa, potere ma soprattutto di una cosa…ossia l’importanza dell’assunzione delle responsabilità individuali e non c’è niente di più attuale». Per questo Martone si è concesso il lusso di cambiare il finale: «il testo di Eduardo nel gesto estremo del protagonista Antonio Barracano sindaco della Sanità si conclude con un ‘si ammazzassero gli uni contro gli altrì ma io queste parole ai cittadini di San Giovanni a Teduccio non gliele volevo far sentire». E il suo fantastico protagonista Francesco Di Leva aggiunge: «siamo nei tempi di baby gang e paranza dei bambini, non c’è nessuno dalle nostre parti che a 40 anni vive con i beni conquistati dalla criminalità perché a quell’età si sono già rovinati la vita o con il 41 bis o morti, invece nel Sindaco del Rione Sanità diamo un’altra lettura, una testimonianza civile: ciascuno in prima persona è responsabile».

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