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Eugenio Bennato celebrato a Rocca Imperiale, il Paese della Poesia

14 Dic 2012 | Nessun Commento | 2.801 Visite
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Eugenio Bennato
Si è concluso l’8 dicembre, a Rocca Imperiale (Il Paese della Poesia e dei Limoni), in provincia di Cosenza, il 4° Concorso Internazionale di Poesia Inedita “Il Federiciano” (patrocinato dal Comune ed indetto dall’editore rocchese, ma romano d’adozione, Giuseppe Aletti).
La sfida è stata vinta da Stefano Baldinu, di San Pietro in Casale (Bologna), con l’opera “Gabbiani”, e da Raffaella Montecuollo, di Caserta, con “Viola” (lirica contro la violenza sulle donne). I due hanno avuto la meglio su bardi d’ogni regione, oltre che svizzeri, tedeschi, inglesi e canadesi.

Ospite d’onore il cantautore napoletano Eugenio Bennato che, nella gremita Sala “Parsifal” di Rocca Imperiale Marina, ha proposto alcune sue canzoni, fra cui “Questione meridionale”, “Che il Mediterraneo sia” e “Brigante se more”. Poi, in piazza dei Poeti Federiciani, ha svelato la stele di ceramica maiolicata su cui è impresso il testo della struggente “Brigante se more” ed ha dichiarato: «Ci sono momenti nella vita di un artista di grande intensità. Questo è uno di quelli. Sono emozionato nel vedere come ancora oggi ci sia così tanto entusiasmo attorno alla nobile arte della poesia. Dove lo troviamo un altro posto così, dove si riuniscono centinaia di poeti?». Nella stessa piazza, è stata svelata la stele afferente alla lirica di Federico García Lorca, “Las seis cuerdas” (“Le sei corde”), in onore di Bennato e della sua chitarra. Svelate, anche, le stele dedicate alle poesie vincitrici ed a quelle di Giacomo Leopardi (“L’Infinito”), Giosuè Carducci (“Virgilio”) ed Ugo Foscolo (“Alla sera”). Ora sono venti le stele che impreziosiscono il bel borgo medievale (con liriche di Mario Luzi, Alda Merini, Dacia Maraini, Manlio Sgalambro, Lawrence Ferlinghetti – nella passata edizione in collegamento da San Francisco, via webcam – ed altrialtri).

La due giorni poetica si è conclusa il 9, con l’estemporanea. In serata, nella Sala Consiliare, la poetessa vincitrice, Ausilia Minasi, di Lecco (ma di origini calabresi e siciliane), ha declamato la sua “Vucca amara” (Bocca amara). Anche stavolta, sono stati centinaia i poeti giunti da tutta Italia, per la gioia del sindaco, Ferdinando Di Leo e di Giuseppe Aletti (che sta curando l’antologia e che sabato ha dichiarato: «Questa sera ci siamo legittimati. In quattro anni abbiamo registrato la partecipazione di 6.500 autori e con Lawrence Ferlinghetti l’anno scorso ed Eugenio Bennato quest’anno, Rocca Imperiale annovera nella sua antologia poetica a cielo aperto due intellettuali di valore assoluto»). In maggio a Torino, il Comune di Rocca Imperiale ed “Il Federiciano”, saranno ospiti del Salone Internazionale del Libro.

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