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ESCLUSIVO. I giorni dopo il tentato colpo di Stato in Turchia ne parliamo con Yenal Göksun

30 Lug 2016 | Nessun Commento | 1.754 Visite
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ISTANBUL 1Il 21 luglio, giovedì sera, ad Istanbul c’è stata una delle più grandi manifestazioni di protesta degli ultimi anni, centinaia di migliaia di persone hanno occupato il ponte sul Bosforo,lì, come dicono i turchi, dove “tutto è cominciato”.

Accademici, insegnanti, ricercatori, operai, commercianti, studenti, tutti insieme cantavano un’antica canzone, una marcia ottomana: “ oh nazione turca, i tuoi eserciti spargono gloria per il mondo”, (Qui il video di Yenal Göksun https://onedrive.live.com/?authkey=%21AKJJYWZkFbpt1MU&cid=D83A94386632078B&id=D83A94386632078B%21638&parId=root&o=OneUp).

 Questa protesta però non è, come si potrebbe pensare negli ultimi tempi, contro Erdoğan, ma contro il colpo di Stato, il golpe che se fosse riuscito, forse avrebbe portato la Turchia sotto un regime pari a quello dell’Iran o dell’Afghanistan, o almeno questi sono i timori di chi è sceso in piazza per fermare i carri armati.

Tutti in Europa sembrano conoscere la verità, tutti sembrano ormai sapere chi ha torto e chi ha ragione e conoscere qualsiasi teoria di complotto, in realtà parlare della situazione in Turchia oggi è veramente complicato, qualsiasi articolo, documentario o intervista, a seconda delle parole viene catalogato o incasellato in una fazione precisa, contro Erdoğan o pro Erdoğan, per questo una premessa per capire meglio la situazione è d’obbligo.

Il presidente della Turchia negli ultimi anni è stato un personaggio molto ambiguo, più volte ha cambiato improvvisamente amici e alleati, alcuni dei quali, personaggi molto pericolosi. Ha messo in atto un’ enorme campagna di controllo sui media e si è macchiato di diverse azioni contro la libertà di espressione e comunicazione, questo però non vuol dire che sia stato anche lui il fautore di un colpo di Stato contro il suo stesso governo, alcune teorie (ormai quasi tutte smentite) lo hanno accusato di aver architettato tutto, avendo così una scusa per punire i propri oppositori. Un’ altra versione ancora dice che i ragazzi scesi in piazza dopo la sua “chiamata”, lo hanno fatto perché ormai manipolati dalla sua campagna di controllo dei mass-media.

Personalmente ho avuto modo di comprendere, dopo diverse interviste, che lo scenario è più intricato di quello che sembra: CIA, islam radicale, infiltrati, disinformazione.

Come premesso questo non è un articolo che parla di Erdoğan e della sua controversa amministrazione, ma è un racconto dei fatti della notte del golpe e quello che ne è seguito.

Abbiamo provato a fare chiarezza, intervistando una persona che quei momenti li ha vissuti, oltre che essere un conoscitore della politica interna turca e un amico.

Yenal Göksun ha 31 anni e lavora a Instabul come Ricercatore alla facoltà di comunicazione della Marmara University.

Yenal, Come state vivendo questi momenti qui in Turchia? Che sensazioni avete?

Da un lato siamo traumatizzati dal fatto che i nostri stessi militari abbiano sparato sulla nostra gente uccidendo 200 persone, siamo però orgogliosi della reazione delle persone che hanno lottato contro il colpo di Stato, se non lo avessero fatto, saremmo sotto una dittatura militare ora.

Parlando di Turchia in Europa la disinformazione in atto è spaventosa, addirittura di recente sono stati pubblicati articoli, ovviamente “falsi”, che parlavano di Erdoğan che cancella il reato di pedofilia, perché secondo te i media occidentali cercano di disinformare in questa maniera?

La gente tende a disinformare perché il tentativo di colpo di Stato è complicato da capire dall’ esterno. Prima di tutto bisogna conoscere la storia dei precedenti colpi di Stato, bisogna prima conoscere la storia del movimenti di Gulen, dell’ islamismo, del nazionalismo, della società, dei militari ecc.

I media occidentali preferiscono usare questo caos per scrivere quello che vorrebbero vedere, per me, come cittadino turco, è motivo d’orgoglio vedere la nostra gente che si opponeva ai carri armati durante il golpe, sono orgoglioso perché questo dimostra quanto la gente creda nella democrazia e non nella regola delle armi. Abbiamo avuto colpi di Stato nel 1960, 1970, 1980, 1997, sappiamo benissimo quanto possano essere pericolosi.

I media occidentali però, invece di vedere questi nostri sforzi, scrivono solo dei giorni bui che aspettano la Turchia e come Erdoğan userà tutto questo per schiacciare l’ opposizione.

Questo dimostra solo che i media occidentali vanno a caccia della notizia di Erdoğan fuori dai giochi, non importa se ucciso dall’ esercito o se suicida.

Non sono sorpreso della disinformazione perché è esattamente quello che è successo in Egitto, sinceramente abbiamo perso le speranza di un’obiettività da parte dei media dopo la crisi dei rifugiati siriani.

Stiamo discutendo e scrivendo questo articolo perché vogliamo dare in Italia un’ immagine più chiara di quello che è successo, cosa è accaduto esattamente durante la notte del golpe?

Prima di tutto nessuno di noi se lo aspettava, quando per la prima volta ho visto in televisione i carri armati sul ponte del Bosforo ho detto “ma che c…. succede? Nel 2016 fanno un colpo di Stato militare?”(qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=30ZGfJTem7A)

E’ successo che tutti all’ inizio hanno pensato ad un attentato terroristico, l’ esercito è entrato all’ aeroporto Ataturk bloccandone l’ entrata, (qui il video:https://www.youtube.com/watch?v=6oLyK_5Ax10).

Un gruppo occupava il ponte sul Bosforo mentre un altro entrava in piazza Taksim

(qui il video https://www.youtube.com/watch?v=hyz0qJENSY0), nello stesso istante ad Ankara i militari golpisti irrompevano nella base di Stato Maggiore prendendo in ostaggio il capo della difesa, il generale Hulusi Akar, costringendolo a firmare un documento che dichiarava: “l’esercito ha preso il controllo della nazione”, cosa che il Generale non ha comunque fatto.

Gli f-16 hanno bombardato il parlamento e il quartier generale della polizia ad Ankara, il centro di comunicazioni satellitari ed i punti strategici.

ISTANBUL 2Durante il colpo di Stato, Erdoğan, in un annuncio su facetime, ha invitato la gente a scendere nelle strade, migliaia di persone a quel punto hanno sbarrato la via ai carri armati, Erdoğan, che era in vacanza in un hotel Marmaris, è volato verso Istambul, l’ hotel è stato attaccato ma il presidente aveva lasciato l’ albergo 15 minuti prima.

Tante cose sono successe quella notte, se non ci fossero stati i video, youtube e gli smartphone che hanno invitato la gente a scendere in strada alle 3 di notte, saremmo andati tutti a dormire, risvegliandoci molto probabilmente il mattino dopo sotto una dittatura militare.

Si parla di un colpo di Stato organizzato dallo stesso Erdogan come scusa per arrestare o perseguitare tutta la sua opposizione, cosa ne pensi tu e le persone che conosci?

All’ inizio lo pensavamo in tanti, ma dopo aver preso altre informazioni e soprattutto, avendo riconosciuto chi c’era dietro questo golpe, le cose sono state più chiare, una cosa che quasi tutti in occidente ignorano è il movimento di Gulen, i generali golpisti arrestati in questi giorni hanno confessato di farne parte.

Una nota per chi non conoscesse questo movimento, Fetullah Gulen è un imam che vive sotto protezione degli Stati Uniti, in Pensylvenia, è stato un amico e collaboratore stretto di Erdoğan diventandone poi un acceso oppositore, tutti ormai sanno che c’è questo movimento dietro il colpo di Stato.

Il movimento di Gulen ha scuole coraniche in Turchia, Africa, Russia, recluta i suoi adepti da bambini, vengono istruiti nelle proprie scuole e poi infiltrati, in età adulta, nelle posizioni chiave: politica, esercito, telecomunicazioni.

Tantissimi dei giornalisti arrestati in questi giorni dal governo, almeno presumibilmente, fanno parte del movimento di Gulen, anche se l’imam dagli Stati Uniti ovviamente nega tutto.

In Europa ci sono tantissime notizie che parlano della crudeltà di Erdoğan verso le opposizioni, cosa sta facendo esattamente ora?

Dal 2003, all’ inizio della sua amministrazione, la Turchia ha vissuto riforme e miglioramenti rari negli Stati confinanti, è anche vero che negli ultimi anni qualcosa è cambiato ed Erdoğan è stato criticato per la pressione contro gli oppositori.

Io trovo sbagliato incolpare solo lui per quello che è successo, vorrebbe dire semplificare troppo, nel 2009 ha provato a negoziare la pace con i gruppi curdi, ma i nazionalisti gli hanno messo i bastoni tra le ruote accusandolo di “negoziare con i terroristi”, ma alla fine l’ha spuntata lui, è venuto a patti con Il PKK che ha accettato di lasciare la lotta armata, non è facile amministrare qui, la paura del terrorismo dell’ ISIS, gli attacchi dei fondamentalisti curdi, i nazionalisti turchi.

Una parte di colpa, secondo me, è anche dell’ opposizione, qui non c’è davvero un opposizione forte che possa bilanciare il potere di Erdoğan e quindi lui spadroneggia come gli pare senza nessun contrasto.

Cosa succederà ora? Vi aspettate delle grosse operazioni ?

Ora c’è una grossissima operazione contro i membri del movimento di Gulen infiltrati tra burocrati, giudici, accademici, poliziotti, generali e soldati.

Molti turchi di differenti ideologie stanno supportando questa operazione perché il movimento di Gulen sarebbe molto pericoloso per noi, bisogna stare attenti però a non confondere i simpatizzanti dai membri, i critici dai veri golpisti e arrestare la gente indiscriminatamente come purtroppo pensiamo possa succedere.

Abbiamo anche paura di una guerra civile, di una spaccatura tra chi vuole la democrazia e quelli del movimento che vorrebbero una dittatura militare.

Se dovessi pensare ad un aiuto pratico da parte dell’ occidente, quale potrebbe essere?

Penso che l’ occidente dovrebbe dichiarare che il colpo di Stato è stato un attentato contro i nostri diritti umani e democratici, questo aiuterebbe a sentirci un po’ più supportati, ma se gli Stati occidentali supportano, non apertamente ma almeno ideologicamente, il golpe, allora ovviamente le persone crederanno sempre in una teoria della cospirazione.

Un altro punto importante secondo me è che Europa e Usa dovrebbero smetterla di dare supporto alle organizzazioni terroristiche come il PKK, in questo caso l’ ideologia non c’ entra, gli attentanti terroristici uccidono civili, combattere ogni forma di terrorismo insieme dovrebbe essere la prima priorità.

 Ci sono alcuni particolari che vorrei aggiungere a questa intervista, Erdoğan negli ultimi anni si è comportato da dispotico, ma in piazza a bloccare i carri armati non c’erano solo i fedeli al presidente ma anche gente comune e, ancora più interessante, gruppi di ragazzi apertamente anti Erdoğan, il motivo è che lo spettro di una dittatura religiosa o militare come quella dei paesi confinanti è molto presente.

yanisUn esempio pratico è l’ Iran, lo scià ovvero il re, fino al 1979 spadroneggiava uccidendo segretamente i propri oppositori e rubando oro dalle casse dello Stato, venne deposto (fuggì negli Stati Uniti in realtà), da una rivoluzione musulmana che portò l’ Iran sotto un shari’a come quella di oggi, per dirla in breve, dalla padella nella brace.

Forse molti in Turchia hanno visto la possibilità di questa situazione e non dimentichiamoci, la Turchia è un paese che ha vissuto in media un colpo di Stato ogni 10 anni.

Bisogna anche comprendere meglio il movimento di Gulen di cui quasi tutti i golpisti fanno parte. L’ imam Gulen in USA viene dipinto come la possibile alternativa all’ odierna Turchia con un islam più aperto, in realtà è l’ esatto contrario, ci sono tantissime inchieste su Gulen, sui delitti commessi dal suo movimento, questo i turchi lo sanno benissimo, questo forse è anche il motivo per cui sono scesi nelle strade a bloccare i carri armati, perché sapevano a cosa sarebbero andati incontro.

Il movimento di Gulen, ormai è più di una semplice “voce”, è coadiuvato dalla CIA, infatti qualche anno fa la Russia ha fatto chiudere una delle sue scuole islamiche proprio perché sospettata di collaborare con i servizi segreti americani.

Se dovessimo riassumere tutto il quadro generale degli ultimi giorni con uno sguardo al passato: abbiamo avuto un colpo di Stato militare (fallito), che avrebbe portato al potere forse una dittatura miliare con un dittatore supportato in segreto dalla CIA, nel frattempo si attua una campagna di disinformazione come quella in Siria.

Non so se a qualcuno di voi questi elementi ricordano qualcosa, se così non dovesse essere, chiedete a El Salvador, Panama, Cile…forse a loro questa storia risulta familiare.

Per saperne di più sul movimento di Gulen:

http://www.dailysabah.com/politics/2015/11/14/a-dark-controversial-organization-the-gulen-movement ; http://www.dailysabah.com/investigations/2016/07/21/direct-evidence-links-fetullah-gulen-to-coup-attempt

Prima di lasciare Yenal ed i molti amici che cercano di dibattersi tra l’ Isis che bussa alle porte, i deliri di onnipotenza politici di Erdoğan, i colpi di Stato, le epurazioni e la disinformazione; i ragazzi mi pregano di portare un po’ di chiarezza in occidente, di dire, soprattutto a chi usa i social network, di controllare le notizie, di non credere a qualsiasi fandonia si legga.

Con stupore su diversi blog ho letto notizie assolutamente false e vaneggianti, contro queste voci infondate ricordate che: in Turchia il velo non è imposto, la Turchia è uno Stato laico, in Turchia esiste, e come, il reato di pedofilia. Il mio invito si unisce a quello di molti ragazzi turchi, non importa quale sia il vostro punto di vista, controllare e confutate sempre le informazioni che vi arrivano o che semplicemente copiate e incollate.

Dopo una settimana dal colpo di Stato la Turchia fa i conti, il presidente, che già aveva preso di mira alcuni giornalisti e attivisti dell’ opposizione, usa il presto del golpe per arrestarli come complici. Ad oggi sono 15.000 le persone arrestate, 10 mila di loro hanno partecipato attivamente al tentato colpo di Stato, gli altri sono giornalisti, insegnanti, oppositori finiti nella macchina dell’ epurazione.

La vita è ripresa ad Istanbul, come ogni giorno, ci si volta al suono delle sirene, si guarda con timore a chi sarà il prossimo ad essere arrestato, si protesta sperando che la situazione non degeneri in violenza. La vita qui non si ì mai fermata comunque, niente è mai stato facile anche se tanti passi sono stati fatti, come questa vita continuerà dipenderà un po’ anche da noi, da quello che sappiamo e molto spesso, da quello che ignoriamo.

Foto e video: Yenal Göksun

Nelle foto, la manifestazione anti golpe di giovedì 21 luglio e Yenal Göksun

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