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         Direttore responsabile: Michele Traversa
È nata l’Associazione “Tartufo dell’Alta Murgia” presieduta da Carlo Sacco

3 Feb 2013 | Nessun Commento | 2.805 Visite
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Tartufo dell’Alta Murgia
Il tartufo, come è noto, è un prodotto di alto pregio. Alcune specie, infatti, spuntano prezzi di mercato molto remunerativi per i raccoglitori di questi funghi chiamati comunemente tartufai.

Nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia un gruppo di persone per hobby ha intrapreso l’attività di raccolta del tartufo. Attualmente però, considerato anche il momento di crisi economica ed assenza di lavoro, questo tipo di attività può rappresentare una valida forma di integrazione del reddito e, in alcuni casi, dare luogo a nuova occupazione.

Per questo si è costituita l’associazione “Tartufo dell’ Alta Murgia” che è stata presentata ieri sera alla stampa ed al territorionella sala convegni della biblioteca comunale di Corato.

Alla presentazione, moderata da Gianpaolo Balsamo, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, sono intervenuti il presidente del parco dell’Alta Murgia Cesare Veronico, il presidente regionale di Legambiente, Francesco Tarantini, il consigliere regionale Ruggiero Mennea, ed il presidente nazionale della FNATI, associazione che raggruppa tutte le associazioni di tartufai a livello nazionale, l’avv. Bruno Sabella e del presidente dell’associazione “Tartufo dell’ Alta Murgia” Carlo Sacco.

Tartufo dell’Alta Murgia
«Da una breve indagine svolta sul territorio – spiegano gli organizzatori durante l’incontro – risulta che attualmente l’area interessata dove si vanno a cercare i tartufi comprende quasi tutti i comuni compresi nel Parco Nazionale, con delle differenze di altitudine e di vegetazione arborea e arbustiva a seconda della specie di tartufo».

In particolare, le specie di tartufo che si ritrovano con maggiore frequenza sono Tuber magnatum (tartufo bianco pregiato), Tuber aestivum (tartufo estivo o scorzone), Tuber aestivum f. uncinatum (tartufo uncinato).

«Pertanto, la raccolta e commercializzazione di specie di tartufo pregiate, sia da tartufaie naturali che coltivate, se opportunamente valorizzate, oltre che all’integrazione del reddito di alcune famiglie, può portare all’affermazione di una attività economica a basso impatto ambientale e perfettamente compatibile con la conservazione del patrimonio naturale e con la salvaguardia della biodiversità.

Tale attività, inoltre, potrebbe rappresentare un’occasione per la creazione di nuovi redditi anche per le giovani generazioni. Infatti, la raccolta dei tartufi come si è accennato in precedenza, è concentrata in periodi limitati nell’anno e, per questo potrebbe rivelarsi un’attività allettante anche per i giovani.

A far parte dell’associazione “Tartufo dell’Alta Murgia” è entrato il nostro direttore responsabile Michele Traversa già ambasciatore dell’Accademia Italiana Gastronomia Storica e grande conoscitore della gastronomia pugliese e non solo.

Per queste ragioni, è auspicabile che le Istituzioni locali e regionali preposte alla valorizzazione e al rilancio dei prodotti tipici locali, investano quelle modeste quantità di risorse economiche necessarie al finanziamento di progetti di ricerca che puntano al recupero e valorizzazione delle specie di tartufo diffuse nel territorio».

Foto di Rocco Lamparelli

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