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E’ nata Aznom Palladium – The boss is ready

5 Nov 2020 | Nessun Commento | 169 Visite
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Coloro che desiderano un automezzo capace di muoversi con eleganza su ogni terreno ora trovano una risposta concreta al loro desiderio: AznomPalladium.

Palladium è senza dubbio un’automobile unica e sorprendente e, nelle intenzioni dei produttori, si appresta a riempire una nicchia interessante quanto esclusiva.

E’ stata infatti definita dagli stessi progettisti una “hyper-limousine” in quanto, alle caratteristiche tradizionali delle grandi berline di lusso (comfort, qualità di materiali e allestimenti, spazio e affidabilità), unisce incredibili qualità dinamiche solitamente proprie di vetture di tutt’altro tipo.

Disegnata e realizzata in Italia, mira inoltre a ripercorrere una strada tracciata in passato da famosissimecarrozzerie italiane, allorquandoogni veicolo veniva prodotto a mano con cura e passione.

Infatti ciascuno dei dieci esemplari previsti sarà realizzato come un abito cucito su misura per il cliente, attraverso la scelta condivisa e la personalizzazione totale dei dettagli.

“Abbiamo progettato quest’auto scegliendo tecniche di lavorazione artigianali che si stanno perdendo, come la battitura a mano della carrozzeria, unendole a produzioni tecnologiche – commenta Marcello Meregalli, fondatore di AZNOM –  Motoristi, pellettieri, battilastra, designer e progettisti che hanno lavorato al progetto sono eredi di una tradizione che ha reso le automobili italiane famose nel mondo”.

Il nome stesso della vettura indica un’estetica imponente e classicheggiante, che in qualche modo si ispira alle dimore del noto architetto italiano Andrea Palladio (famoso per ispirare le sue realizzazioni ai classici greci e romani).

Ma non è tutto perché il nome Palladium ci riporta anche al palladio, un metallo raro e nobile.

AznomPalladium è davvero qualcosa di unico, a partire dalle dimensioni extralarge (quasi 2 metri di altezza per 6 metri di lunghezza) che la collocano indiscutibilmente nel mondo delle limousine, mentre il suo aspetto non convenzionale le conferisce una potenza visiva pari solo alla robustezza della meccanica.

Capace di solcare ogni terreno sia con due che quattro ruote motrici, Palladium è dotata di un motore da 5.7 litri biturbo capace di più di 700 cavalli e 950 Nm di coppia.

LA GENESI

“La passione per le automobili è quasi un’eredità “genetica” in casa Meregalli… sarà l’aria di Monza, sarà che sono nato mentre era in corso una gara in autodromo, ma sin da bambino ero in grado di riconoscere l’auto di papà in mezzo a tante altre”.

Chi si esprime così è Marcello Meregalli, 43 anni, monzese doc, oggi al vertice del gruppo di aziende di famiglia.

“Non ho mai gareggiato – prosegue Meregalli – la passione è tanta ma correre comporta troppa dedizione e troppo tempo. Mi piace la velocità, mi piace girare in pista… ecco, se potessi scegliere farei le qualifiche e poi a casa”.

Il passo tra la pura passione e l’impegno imprenditoriale è stato abbastanza breve (e assolutamente naturale) per Marcello Meregalli e ha portato fatalmente ad una serie di attività legate all’automobile.

La prima nata, Aznom, vede la luce nel 2007 ma all’inizio la sua missione era unicamente quella di supportare la capogruppo “Meregalli” per tutto ciò che attiene a grafica e immagine.

“L’amicizia con Matteo Bertanelli (attuale Product Manager Aznom – ndr) era partita proprio dalla comune passione per le automobili – continua Meregalli – e un bel giorno è stato quasi naturale concretizzare l’idea di un’azienda al servizio di tutti coloro che, nel mondo delle quattro ruote, chiedono personalizzazioni uniche degli interni, veicoli “bespoke” e “one off” oltre a tutta una serie di accessori altrettanto personalizzati, realizzati sia in pelle che con materiali altamente innovativi. Poi, pian piano, si è fatta largo l’idea di costruire le “nostre” automobili”.

E mentre quell’idea andava definendosi Aznom si dedicava alla personalizzazione una serie infinita di automobili: Land Rover Defender, Discovery, Mini, Fiat 500, lavorando molto sugli interni e in parte sugli esterni, con colori e verniciature speciali. Vale la pena ricordare anche l’intervento, decisamente più radicale, effettuato sulla Range Rover “Spirito Divino”. Il suv britannico è stato largamente modificato nel posteriore per ospitare una serie di frigoriferi alimentati, udite udite, da un grande pannello solare che fungeva anche da tetto.

Ad ampliare il “bouquet” di aziende automotive del Gruppo Meregalli sono poi arrivate Monza Garage nel 2014 e Monzatech nel 2016.

Ma torniamo ad Aznom e al percorso che ha portato alla Palladium.

Una vettura importantissima, che letteralmente ha aperto la strada alla Palladium, è stata l’Atulux del 2018. Si tratta di una lussuosa tre volumi basata su un pickup RAM, di cui manteneva integralmente l’estetica esterna. Gli interni invece (totalmente ridisegnati e realizzato ad hoc) erano di grandissimo pregio con addirittura poltrone reclinabili in stile “business class”.

“In realtà da sempre sono appassionato di vetture grandi – sostiene Meregalli – di berline giganti come le americane sfornate dagli anni trenta sino ad inizio anni “70. Oppure le clamorose Rolls Royce e Bentley di quei periodi. Mi hanno sempre affascinato le dimensioni importanti, i “cofanoni” e l’imponenza di quelle vetture mitiche. Il pensiero di fare qualcosa del genere mi ronzava in testa da tempo e avevo persino sfiorato l’idea di un’operazione “resto mod” su base Rolls Royce d’epoca. Poi accade che nel 2008 la Cadillac presenta la nuova limousine presidenziale per Barak Obama che, al contrario di tutte le precedenti auto presidenziali, non era “allungata” ma proporzionata in modo diverso. Partendo da un mega suv era stata infatti costruita una berlina, grande, imponente e lussuosa ma proporzionata come una normale tre volumi”.

Quella è stata quindi la scintilla?

“Direi di sì, quella Cadillac ha fatto emergere definitivamente un’idea che covavo da tempo, sfociata prima nella Atulux ma pensando già ad un’auto totalmente nostra… sia fuori che dentro.Oggi posso affermare che siamo andati addirittura oltre l’idea originaria e abbiamo concepito una berlina di lusso che è in grado di accompagnare ovunque il suo proprietario, sia su un impegnativo percorso fuoristrada che in una serata elegante. Una vera limousine extralusso, capace però di andare nel deserto! In questo senso la nostra Palladium è davvero unica”.

Ma perché avete concepito una limousine che sia anche una off road?

“Il ragionamento che sta all’origine del progetto parte anche da esperienze professionali. La nostra capogruppo si occupa da sempre di vini e io passo innumerevoli giorni a visitare aziende agricole e vigneti. In quelle situazioni un fuoristrada 4×4 è necessario. E poi quante volte ho visto bellissime berline nei guai sulla strada verso le piste di sci… L’auto a cui pensavo doveva essere bellissima, lussuosa, iper-confortevole… ma anche inarrestabile!”.

Quindi nasce Palladium, un auto unica e super-esclusiva…

“Certo, ho pensato tante volte a quei signori che spendono decine di milioni per avere un yacht unico, diverso da tutti gli altri… poi però per raggiungere il loro yacht (o il loro aereo) utilizzano una normalissima berlina o un van, personalizzato e arricchito di gadget finché si vuole… ma pur sempre un furgone. Palladium nasce con questa chiara vocazione e vuole collocarsi in una super-nicchia di mercato, una super-nicchia al momento non presidiata.

Atulux è stata il primo passo – prosegue Meregalli – neè stato realizzato un esemplare (poi venduto in poco tempo) ma la svolta è giunta quando abbiamo conosciuto il designer Alessandro Camorali, che ha iniziato a inviarci bozzetti e idee molti interessanti. Dapprima Camorali ci ha proposto la bella sportiva Serpas, su base Radical, e poi una evoluzione dell’Atulux. Il confronto con Alessandro si è fatto via via più serrato e verso la fine del 2017 l’idea ha iniziato a concretizzarsi.

Infine nel 2018, con l’arrivo sul mercato di un nuovo veicolo per noi perfetto come “base”, abbiamo preso la decisione finale e siamo partiti”.

Oggi vediamo il primo esemplare AznomPalladium. I programmi per il futuro sono già delineati?

“L’intenzione è di produrne dieci, una mini-serie, ma con un approccio da cantiere nautico. Cura maniacale dei dettagli e personalizzazioni estreme scelte assieme al cliente… quindi non potremo realizzarne che un numero limitatissimo. Ci accingiamo quindi a cercare pochi clienti ma molto speciali. Speriamo di individuarne anche in Europa ma realisticamente puntiamo più su mercati quali USA, Medio Oriente, Russia e Cina”.

LO STILE

L’interpretazione dello stile è stata affidata allo Studio CAMAL di Torino, fondato nel 2008 da Alessandro Camorali, che vanta un passato tra le file di noti brand e centri stile della storia del design automobilistico italiano.

La vettura si inserisce chiaramente nel mondo delle limousine, con una considerevole “presenza” e una potenza visiva, espressione “estetica” della robustezza della meccanica.

Le linee orizzontali vengono spezzate solamente da un parafango posteriore classico, mentre l’anteriore e il posteriore sono incorniciati e trattati come gemme grezze all’interno di una figura più continua e armoniosa delle superfici circostanti.

La calandra è racchiusa in un perimetro rettangolare che ne interpreta lo spazio attraverso un nuovo tipo di lusso, una via di mezzo tra il tecnologico e il classico, mentre il cofano pronunciato in avanti è disegnato in modo scultoreo e viene impreziosito da un tocco proveniente dal passato (il fregio che un tempo distingueva ogni grande limousine), che incarna lo spirito del Palladium .

Il posteriore è imponente, scende dal tetto con un armonioso stile coupé per poi diventare più moderno nella zona del fanale, unico ed orizzontale ad enfatizzarne la larghezza da lato a lato. Al di sopra del paraurti, arricchito da un diffusore e scarichi più sportivi, troviamo una seconda calandra , quasi una cornice preziosa che ospita il nome della vettura.

Un vezzo nobiliare infine fa capolino sul volume del montante posteriore, un’apertura battezzata dai designer “horizon window”, un passaggio orizzontale in cristallo tra esterno e interno. Questa soluzione dona all’interno un’illuminazione soffusa e misteriosa, mentre concede agli occupanti della poltrona patronale di godersi uno scorcio di orizzonte.

Gli interni ovviamente sono stati curati nei minimi particolari.

Un’ampia poltrona posteriore regala uno spazio arioso e ospitale agli occupanti mentre cassetti a scomparsa e vani refrigerati porgono ogni genere di confort.

La zona anteriore è lavorata secondo coerenza di lusso: anche il conducente (in qualche caso “autista”) deve sentirsi immerso in una sensazione di signorilità ma anche capace di affrontare ogni situazione in pieno dominio del mezzo. Il pannello porta e la plancia richiamano materiali e colorazioni utilizzate in tutti rivestimenti, pelli chiare e scure si intervallano alle parti in legno, il tutto impreziosito da dettagli in alluminio lavorati dal pieno.

La consolle e il display centrali di ultima generazione offrono accesso a tutte le funzioni del

veicolo, integrati in un contesto ordinato e monolitico. Per parte sua la zona del cockpit è stata disegnata per essere focalizzata sul driver ed enfatizzare le linee orizzontali della plancia mentre il logo Aznom retroilluminato spicca dal piano strumenti.

I sedili, dalla trama personalizzata in corrispondenza di schienale e seduta, terminano con un poggiatesta ampio e lavorato con la stessa filosofia presente nella poltrona posteriore. 

Palladium di base è totalmente tappezzata (cielo dell’abitacolo compreso) in pelle Foglizzo. Materiali di pregio e rifiniture sartoriali portano ad un livello superiore ogni angolo della vettura, ma va sottolineato che ogni scelta verrà condivisa con i clienti e ogni materiale bilanciato attraverso innumerevoli combinazioni, utilizzando i migliori fornitori italiani e le migliori maestranze in fase di assemblaggio e rifinitura.

Per garantire il massimo comfort possibile sono due, e totalmente indipendenti, gli impianti di condizionamento in modo da permettere ai passeggeri del “salotto” posteriore di scegliere modalità di climatizzazione che possono essere diverse da quelle anteriori.

Altra raffinatezza degna di nota è il display “touch” presente sulla portiera del conducente, che permette di gestire tutte le luci dell’abitacolo, la climatizzazione, il frigorifero di bordo, la chiusura e apertura di tutti i vani portaoggetti, l’apertura e chiusura del bagagliaio e, naturalmente, i finestrini e il blocco delle portiere.

I display sulle altre portiere permettono (oltre al controllo della serratura e del finestrino) di gestire luci e accessori di competenza del passeggero.

Non vanno dimenticati l’eccellente impianto audio Harman Kardon  e i due tablet Microsoft Surface X PRO a disposizione dei passeggeri posteriori

Una nota preziosa è fornita dall’orologio presente sul tunnel posteriore. Di realizzazione artigianale, in oro e palladio, su design Aznom, l’orologio riprende il logo Palladium sul fondino, vanta la raffinatezza di avere le lancette in tinta con la carrozzeria esterna e può essere rimosso per diventare un prestigioso accessorio d’arredo.

Aznom ha ovviamente realizzato per la Palladium anche un esclusivo set di valigie, prodotto con lo stesso pellame e le stesse cuciture degli interni, mentre una nota la merita infine l’ombrello presente a bordo, firmato Francesco Maglia, storica azienda milanese che produce ombrelli dal 1854.

SOTTO IL VESTITO…

A muovere Palladium ci pensa un poderoso propulsore V8 di 5,7 litri biturbo preparato da Monza Garage, capace di 710 cavalli e oltre 950 Nm di coppia, al quale viene affiancato, a richiesta, un interessante sistema eTorquemild-hybrid.

Degno di nota il fatto che, in determinate condizioni, il motore può funzionare anche con 4 cilindri soltanto (modalità Fuel Saver) permettendo in tal modo un sensibile risparmio in termini di consumi.

Una componente importante ed esclusiva è la Electronic Water Pump (prodotta da Monzatech) che, grazie ad una serie di sensori, è in grado di gestire in maniera ottimale e istantanea la temperatura dei liquidi di motore e intercooler, mantenendo costantemente le condizioni ideali.

Al propulsore è affiancato un modernissimo cambio automatico a otto rapporti (più ridotte), che permette cambi di marcia quanto mai fluidi.

Palladium di base è un veicolo a trazione posteriore ma è ovviamente dotato di trasmissione integrale inseribile a richiesta. Questa tipologia di trasmissione presenta un differenziale autobloccante elettronico, che suddivide automaticamente la coppia tra l’asse anteriore e quello posteriore per massimizzare la trazione disponibile su ciascuna ruota.Il sistema offre al guidatore anche la possibilità di bloccare o sbloccare il differenziale su propria richiesta.

La struttura del veicolo è realizzata in grandissima parte in acciaio ad alta resistenza e solo alcuni dettagli sono in alluminio, per cercare di contenere i pesi laddove possibile, senza intaccare rigidità, robustezza e resistenza negli impatti. Cofano e tetto sono in carbonio mentre i fascioni paraurti sono in materiale composito sia davanti che dietro.

Sul telaio a longheroni è stata applicata, nell’area posteriore, una gabbia in tubi d’acciaio con lo scopo di migliorare la rigidità torsionale.

Il potente impianto frenante è provvisto di dischi freno anteriori di 408 x 34 mm., autoventilanti e dotati di pinze Brembo GT a sei pistoni. I freni a disco posteriori sono invece di 380 x 28 mm con pinze a 4 pistoni. Il freno di stazionamento è elettrico.

I cerchi ruota, realizzati in alluminio dal pieno su disegno orginaleAznom, sono ovviamente di dimensioni assai generose (22 pollici) come del resto gli pneumatici Yokohama Advan Sport 285/45ZR22.

Le sospensioni anteriori indipendenti presentano bracci superiori e inferiori in alluminio mentre la barra stabilizzatrice anteriore è stata posizionata dietro l’asse delle ruote a vantaggio della resistenza al rollio. La sospensione posteriore è invece a cinque bracci per garantire una migliore reazione sugli ostacoli.


Va da sé che l’obiettivo dei progettisti, vista la mole e le dimensioni dell’auto, era quello di combinare reattività e maneggevolezza senza andare mai a discapito del comfort; sono infatti previste 4 modalità di assetto, con differenti altezze dal suolo.

In tal senso va ricordata anche l’adozione di ammortizzatori FRD (Frequency ResponseDamping), in grado di reagire istantaneamente aprendo o chiudendo le valvole a secondo delle necessità.

Il combinato disposto di sospensioni e ammortizzatori permette alla Palladium di ottenere anche prestazioni off road sorprendenti e degne delle migliori vetture fuoristrada.

Interessante la soluzione del motore elettrico per alimentare il sistema di sterzo a cremagliera. Ne consegue che il motore della Palladium viene sollevato dal compito di far girare costantemente una pompa idraulica, migliorando l’efficienza e liberando un pizzico di potenza in più.

Sulla Palladium sono montati sei air bag e tutti i più recenti ADAS e sistemi di sicurezza attiva e passiva. Per citarne alcuni ricordiamo l’Advance Brake Assist, l’Hill Descent Control, l’Adaptive Cruise Control, il Blind-stop Monitoring e il Park Assist.

Il lavoro combinato di telecamere a 360°e di una serie sensori contribuisce inoltre al controllo costante della vettura a favore di una guida serena e rilassata anche nelle condizioni più critiche.

“Con Palladium abbiamo cercato di riassumere tutte le nostre esperienze di quindici anni di attività per creare una vettura davvero unica al mondo. – dichiara Matteo Bertanelli, Project Manager Palladium – Per la carrozzeria, ad esempio, abbiamo abbinato tecniche artigianali a tecniche innovative. Abbiamo utilizzato la battitura in lastra, un processo artigianale che arriva dalle carrozzerie di un tempo, quando i maestri carrozzieri battevano direttamente le lastre su sagome di legno… ma anche soluzioni altamente tecnologiche come lo stampaggio e le lavorazione di alcuni particolari in fibra di carbonio”.

I PARTNER

La costruzione di un veicolo complesso come AznomPalladium non può prescindere dalla collaborazione di partner di prestigio e assoluta qualità.

Come detto Brembo ha fornito il poderoso gruppo dischi/pinze freni mentre gli pneumatici sono firmati Yokohama.

Il raffinatissimo impianto audio si deve ad Harman Kardon e sono invece Microsoft Surface X PRO gli splendidi monitor a disposizione dei passeggeri posteriori.

La pelle di tutti gli allestimenti (cielo dell’abitacolo compreso) è fornita da Foglizzo.

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