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Dieci domande all’attrice Bianca Nappi. Dal teatro al grande schermo

19 Gen 2010 | Nessun Commento | 14.007 Visite
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Bianca Nappi
Cosa ti ha portato a fare l’attrice?

Da quando ho memoria desidero far l’attrice. Ricordo che all’asilo un giorno proiettarono un film per bambini “Marcellino pane e vino”- un film in cui un bambino “incontra” Gesù. Era il primo film che vedevo nella mia vita e mi colpì moltissimo; iniziai a pensare a come sarebbe stato “giocare” a fare qualcun altro. Negli anni, attraverso lo studio e l’esperienza, questo desiderio e questa forte curiosità di immedesimazione nella vita degli altri non mi ha più lasciata e credo sia per questo che ho scelto di diventare un’attrice.

Fare l’attrice è una scelta professionale o e’ una scelta di vita? 

Credo che quando ci si dedica ad un’attività artistica – qualunque essa sia – si è innanzitutto spinti da un bisogno profondo di comunicare con gli altri, di esprimersi, per cui in un certo senso si può parlare di scelta di vita. Un attore, anche quando non è in scena, resta sempre un attore, perché il suo sguardo sulle cose e la sua sensibilità sono allenate in quel senso. E in questo senso posso dire che la mia è stata senz’altro prima una scelta di vita e poi professionale.

Quali sono state le figure che hanno influenzato la tua curiosità artistica?

Da sempre amo la commedia e gli attori brillanti; trovo infatti che l’ironia e la comicità abbiano spesso la capacità di svelare meglio del dramma le contraddizioni della vita. Artisti come Totò, Charlie Chaplin, Sophia Loren, Monica Vitti e tanti altri ancora hanno segnato i sogni della mia infanzia. Credo che proprio guardando e riguardano i loro film abbia iniziato a desiderare concretamente di diventare un’attrice e soprattutto, di dedicarmi alla commedia.

Nonostante la tua giovane età, hai maturato esperienza sia in teatro che al cinema. Ti senti più a tuo agio sul set di un film o sul palcoscenico?

Ho iniziato lavorando in teatro e il teatro, almeno fino a un paio d’anni fa, è stata la mia principale attività. Quindi per me recitare a teatro significa sentirmi a “casa”; la presenza del pubblico e l’emozione di andar in scena ogni sera sono qualcosa di straordinario per me, a cui spero di non dover mai rinunciare. L’esperienza in televisione e al cinema è invece più recente e come tutte le cose nuove mi affascina molto e sento di volerla conoscere meglio. Mentre a teatro l’attore è a tutto tondo protagonista, al cinema diventa più uno strumento a disposizione del disegno registico e questo è molto interessante. Quindi davvero non saprei dire quale dei due mezzi espressivi preferisco, spero di poterli percorrere entrambi nel miglior modo possibile.

Bianca NappiQual e’ stata l’esperienza piu’ significativa della tua carriera?

Sicuramente l’esperienza più bella fatta fin’ora è stato partecipare al film “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek. Avendo per la prima volta l’occasione di recitare uno dei ruoli principali, ho avuto la possibilità di partecipare in modo più profondo e continuo allo sviluppo e alla realizzazione del film. È stata un’esperienza molto utile e divertente, anche perché essendo una commedia corale ho anche avuto l’occasione di lavorare con molti attori bravissimi e già noti al grande pubblico. Inoltre lavorare con Ozpetek, che è un regista molto attento agli attori, è stato qualcosa di molto positivo, sia da un punto di vista professionale che umano.

Quali sono le principali difficoltà che si incontrano con il lavoro teatrale? E per i film?  

Lavorare in teatro è senz’altro molto faticoso; è un tipo di lavoro che richiede una grande disciplina e un impegno costante anche da un punto di vista emotivo, poiché si deve affrontare ogni sera un pubblico diverso. Il solo fatto poi che a teatro non si possa rifare una scena come al cinema credo dia l’idea delle difficoltà da affrontare. In questo senso lavorare al cinema può essere più semplice, anche se ci sono altri aspetti, legati soprattutto alla continuità, che lo rendono comunque molto impegnativo. Infatti facendo un film capita che tu debba girare prima la fine e poi l’inizio della storia stessa e questo richiede un’attenzione e una concentrazione particolari.

Molti giovani vogliono svolgere la tua professione perché attratti dalla facilità con cui si raggiunge il successo – motivati più da glamour che da talento. Come si colloca un buon attore in questo trend?

Oggi viviamo in una società edonista, in cui i canoni estetici standardizzati talvolta hanno il sopravvento sul valore stesso delle persone. Credo che il desiderio diffuso da parte di tanti giovani di fare gli attori nasca da un bisogno di sentirsi riconosciuti dalla società attraverso ciò che è più immediato,ossia l’apparenza. Tuttavia sono convinta che ci sia spazio per tutti. Sia per quelli che puntano al facile successo ottenuto attraverso l’aspetto fisico o il partecipare a qualsiasi programma televisivo, che per quelli che desiderano fare un percorso diverso. In questo senso penso quindi che un attore di valore non debba preoccuparsi di questo “trend”, perché il pubblico è intelligente ed è in grado di cogliere le dovute differenze e di premiare ciò che più preferisce.

Quali qualità deve avere un attore?  

Stanislavskji diceva: ”Gli attori che non vanno avanti vanno indietro”. Questa frase raccoglie in sè forse la qualità principale che un attore dovrebbe avere: la curiosità, la voglia di mettersi in gioco per crescere sempre.

Quale il tuo consiglio a giovani aspiranti attori? 

A chi desidera intraprendere la carriera d’attore consiglio innanzitutto di pensarci due volte!! A parte gli scherzi, credo che davvero sia importante chiedersi quanta reale passione si ha per questo lavoro e quanto si è concretamente disposti a sacrificarsi per esso; spesso si comincia a fare questo lavoro per il fascino che emana dall’esterno,ma è un lavoro pieno di insidie che richiede molta tenacia, umiltà e pazienza. Solo se si hanno queste caratteristiche e si è realmente appassionati lo si può affrontare. Altrimenti ci sono mille altri lavori interessanti che si possono fare!

Dove sarà Bianca Nappi tra dieci anni?

Difficile dire come mi immagino fra dieci anni, visto che a volte faccio fatica a immaginarmi domani …! Ad ogni modo spero di essere affettivamente realizzata e spero di poter continuare a lavorare come attrice, con qualche ruga in più …!

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