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Devil May Cry: il Dante di Ninja Theory dai capelli neri

15 Nov 2012 | Nessun Commento | 2.848 Visite
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Devil May Cry
“Squadra che vince non si cambia” : e come dare torto a questa massima! Alla fine se un prodotto piace, perché stravolgerne le caratteristiche? Queste è la domanda che i numerosi fan di una delle saghe più celebri del mondo video-ludico, ovvero Devil May Cry, si fanno in questi ultimi tempi. Ma andiamo con calma, e spieghiamo come sono andate le cose a chi non conosce l’evoluzione della serie. Nel lontano 2001 esce per PS2 il primo Devil May Cry, prodotto dalla Capcom con la supervisione di Shinji Mikami come game-designer (già noto per aver creato la celeberrima serie Resident Evil), che stupisce sia per la violenza del gioco, sia per il carisma e per (lasciatemi passare il termine) la tamarraggine del personaggio. Il gioco infatti ci mette nei panni del mezzo-demone Dante (il riferimento al Poeta della Divina Commedia è evidente) in abito rosso e dai caratteristici capelli bianchi, un ragazzo dal passato misterioso che si fa largo tra schiere di nemici grazie alla sua possente spada e alle sue due pistole Ebony&Ivory. Il titolo è sin da subito un grande successo sia per le novità nel gameplay dei giochi action sia per l’ottima sceneggiatura che vede un design in stile gotico e una colonna sonora heavy metal. Sulla scia del successo del primo capitolo, esattamente due anni dopo (2003) vediamo arrivare sugli scaffali Devil May Cry 2. I fan della saga, ormai fidelizzati dall’eccellente prodotto che era stato il primo DMC non ci pensano due volte ad acquistare la loro copia del secondo episodio, non sapendo purtroppo che sarebbe stato una deludente imitazione dell’originale, con una sceneggiatura di stampo urbano assai forzata e non apportando nessuna novità al brand. Ci vorranno altri 2 anni (2005) per riportare in auge la saga. Quindi è il turno di Devil May Cry 3: Dante’s Awakening, che ci racconterà le vicende cronologicamente precedenti a quelle del primo capitolo, fungendo da vero e proprio prequel. Infatti la storia si incentra su un Dante giovanissimo che prenderà coscienza della sua natura non umana e dovrà affrontare il fratello gemello Vergil. I fan finalmente ritroveranno il Dante perduto del primo episodio, più spaccone e stiloso che mai, tornando alle ambientazioni gotiche tanto care ai nostalgici e implementando alcune novità come gli stili di combattimento, che man mano che uccidiamo i demoni ci permetteranno di alzare le nostre abilità in battaglia. In questo capitolo il design di gioco risulta ancora più caratteristico, prendendo spunto dall’Inferno dantesco che ispira la composizione di Tamen-ni-Gru, una enorme torre a gironi. Dopo il successo di questo terzo episodio esplode letteralmente la fama di DMC.

Infatti sulla base delle vicende di tutto l’arco narrativo della serie vengono creati un manga (fumetto giapponese), un anime di 12 episodi, numerosi gadget come collane e action figures, per non parlare dei siti e forum sparsi per il web. Quindi per Capcom diventa una sfida tenere testa alle aspettative dei fan, sempre più esigenti di sapere come continueranno le avventure di Dante. Capcom coglie la palla al balzo nel 2008. Ormai le console di next-gen (PS3-Xbox360) sono in commercio ed è una ottima occasione per mostrare un nuovo Devil May Cry in alta definizione, sfruttando il più possibile la potenza dei nuovi gioiellini Sony e Microsoft. DMC 4 risulta essere un buon gioco, che accontenta ma non sazia i videogiocatori, soprattutto per alcune scelte discutibili. Infatti passeremo metà dell’avventura a combattere nei panni di Dante, l’altra metà nella new entry della saga Nero. Inutile dire che i puristi del genere hanno arricciato non poco il naso di fronte a questa novità, che pur apportando delle piccole varianti nel gameplay non ha permesso di godere a fondo del carisma di Dante. La sceneggiatura rimane in ambito gotico, così come la colonna sonora sempre di stampo heavy metal, ma la natura dei livelli di gioco risulta ripetitiva soprattutto per la scelta  forzata degli sviluppatori di farci rigiocare gli stessi boss e le stesse aree con entrambi i protagonisti. Ed eccoci quindi all’argomento in questione: il prossimo DMC. Come avrete ben capito Capcom si ritrova ancora una volta un bel fardello sulle spalle, e una schiera nutrita di videogiocatori non solo da accontentare con tutto ciò che c’è stato di buono in passato, ma anche stupire con qualcosa di nuovo che tenga vivo l’interesse per la serie. DMC: Devil May Cry , ovvero il quinto capitolo della saga è la risposta di Capcom ai fan , che lascia lo sviluppo allo studio Ninja Theory. Già famoso per giochi come Heavenly Sword e Enslaved, i ragazzi dell’azienda inglese propongono come seguito al quarto capitolo un reboot della serie, ovvero una riproposizione del gioco in uno stile diverso, più orientato ai toni occidentali, e una rivisitazione del personaggio di Dante che vede come novità più evidente un nuovo look. Già dal primo trailer di gioco i fan hanno accolto in maniera molto negativa le novità apportate, accusando quelli di Ninja Theory di aver rovinato una delle figure più carismatiche del mondo video ludico, per aver trasformato il caro vecchio Dante dai capelli bianchi, tutto stile e spacconeria, a un ragazzino smilzo e complessato con aria saccente dai capelli neri. L’accoglienza è stata talmente negativa da spingere alcuni fanatici a minacciare di morte gli stessi sviluppatori di gioco, che hanno ammesso di essere stati avvertiti di questa possibile reazione, ma non avrebbero mai pensato ad una manifestazione d’odio tanto pesante. Tutto questo però non ha impedito il continuo sviluppo del gioco, che ormai è in fase avanzata, e che con la presentazione di nuovi trailer ha permesso a molti, anzi moltissimi, di ricredersi sulle accuse mosse contro Ninja Theory, che sembra ce la stia mettendo tutta per creare un titolo di ottima fattura e smentire tutte le voci negative. Il gioco si svolgerà a Limbo City, una città infestata dai demoni in cui Dante dovrà evitare di farsi scorgere dalle telecamere di sorveglianza sparse in tutto il mondo che, nel caso lo avvistassero, potrebbero scatenare orde di nemici contro il protagonista oppure utilizzare la città stessa come arma , cercando di schiacciare Dante o intrappolarlo nel Limbo. I personaggi presenti sono sia vecchie conoscenze che nuovi volti. Ritroviamo ovviamente Dante, come già detto con un aspetto diverso rispetto al solito e un nuovo background, e suo fratello gemello Vergil, e anche Mundus, storico arcinemico fin dal primo capitolo. Le new entry sono Kat, una ragazza misteriosa che aiuta Dante nel suo viaggio, Bob Barbas, giornalista televisivo e Lilith, proprietaria di un nightclub dai poteri demoniaci. Per la prima volta avremo un Devil May Cry interamente doppiato in italiano, il motore grafico usato sarà l’Unreal Engine 3 e le espressioni facciali utilizzate saranno ricreate grazie al Motion Capture (usato già in altri progetti come il film Avatar). La data di pubblicazione in Europa sarà il 15 gennaio del 2013, e oltre alla versione standard del gioco, sembrerebbe esserci anche una edizione limitata chiamata Son of Sparda Edition, che comprenderà una confezione esclusiva, una replica della collana di Dante e un DLC “Samurai Pack” che includerà armi e punti extra.A fine novembre uscirà invece la demo del gioco, il 20 per Xbox 360 e il 21 per PS3, e tutti gli appassionati finalmente potranno dare il loro giudizio, questa volta però sulla base di fatti concreti.

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