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Deborah Lettieri, un’altra italiana nel corpo di ballo del celebre Crazy Horse

1 Giu 2012 | Nessun Commento | 13.514 Visite
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crazy horseDopo Rosa Fumetto un’altra italiana è entrata nel corpo di ballo del Crazy Horse. Si chiama Deborah Lettieri, è di Parma, ha 28 anni e ha fatto il suo debutto nel noto cabaret parigino all’inizio di aprile, nello spettacolo ideato da Christian Louboutin. Come la nota torinese che l’ha preceduta, diventata l’icona dello strip parigino negli anni 70, così Deborah vorrebbe affermare la sua personalità nel locale dell’avenue George V, ma restando se stessa: «Per favore non chiamatemi la nuova Rosa Fumetto. Col tempo vorrei poter creare il mio personaggio», confida la giovane, nello studiolo che fu di Alain Bernardin, il fondatore del Crazy Horse scomparso nel 1994.

Deborah è già pronta per lo spettacolo, è truccata e porta la vestaglia di satin nero con le iniziali dorate CH. Ai piedi, scarpe dai tacchi vertiginosi a suole rosse, naturalmente. Dietro il rossetto c’è il sorriso di una ragazza semplice ancora emozionata per l’esperienza che sta vivendo: «Vorrei che l’Italia conoscesse meglio il Crazy Horse. In molti – sottolinea – ci definiscono ancora spogliarelliste e non ballerine. È una visione distorta che vorrei contribuire a cambiare». Deborah Lettieri ha cominciato a studiare danza a 11 anni, prima moderna, poi classica. Si è diplomata al Jazz Dance Studio di Parma e ha collaborato con il The Next Stage Dance Project di New York. La sua storia con il Crazy Horse è iniziata un paio di anni fa quando si è lasciata convincere dalla sua insegnante a inviare curriculum e foto a Parigi. Nell’aprile 2010 è stata selezionata per l’audizione, ma solo un anno e mezzo più tardi è arrivata la chiamata dal cabaret. A quel punto la giovane ha lasciato in sospeso il diploma universitario di Scienze dell’attività motoria (le mancano solo tre esami che conta di fare appena possibile) ed è volata a Parigi. A febbraio ha iniziato le prove dello spettacolo e in due mesi è diventata una vera Crazy Girl: «è una cosa unica al mondo – racconta – si va dalla postura del corpo allo sguardo. E poi ti insegnano il contatto con il pubblico, bisogna saper trasmettere qualcosa e non essere solo un sogno da guardare». Il primo impatto con la scena è stato emozionante per la giovane che dice di non credere abbastanza in se stessa: «Le prime sere mi tremavano le gambe, non dormivo la notte. Ora gestisco meglio le emozioni e le energie. Il fatto di danzare praticamente senza nulla addosso mi ha imbarazzato all’inizio – confida -, ma poi è diventata la cosa più naturale del mondo. Non è uno spettacolo volgare, non ci si può sentire a disagio». Essere una Crazy Girl impone strette regole di vita e ritmi piuttosto sostenuti: prove nel pomeriggio, non tutti, due spettacoli la sera, tre il sabato. Deborah riesce comunque a ritagliarsi un pò di tempo libero per andare al cinema, rivisitare la città e tornare a casa, a Parma. Dello sciopero senza precedenti che ha portato alla sospensione dello spettacolo alcuni giorni fa, preferisce non parlare: «Lascio la parola ai comunicati ufficiali. Ma posso dire che abbiamo festeggiato con lo champagne». Una volta terminato lo spettacolo Louboutin, a fine mese, partirà per la tournee Forever Crazy che la porterà in Canada, Spagna, Germania e Russia. A quel punto il Crazy Horse avrà assegnato anche a lei un nome d’arte.

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