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“Darwin 1809-2009”, l’origine della Specie, una mostra al Castello Svevo di Bari

1 Gen 2010 | Nessun Commento | 3.241 Visite
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“Darwin 1809-2009″Vi è qualcosa di grandioso in questa visione della vita”: con queste parole Charles Darwin conclude L’Origine delle Specie, il trattato pubblicato nel 1859, e del quale si celebrano i 150 anni. La summa di tutto il suo pensiero, elaborato a partire dal viaggio intorno al mondo durato cinque anni, dal 1831 al 1836. La descrizione di questo viaggio è il nucleo della mostra:”Darwin 1809-2009”che resterà aperta fino al 15 febbraio 2010 al Castello Svevo di Bari. Affermatasi come la mostra scientifica più visitata al mondo, ha attirato circa due milioni di persone fra New York, Boston,Toronto, San Paolo, Rio de Janeiro, Tokyo, Auckland, Londra, Lisbona, Roma e Milano. L’esposizione è articolata in varie parti: una sezione storica che, dopo la descrizione dell’ambiente dove Darwin nasce e trascorre la prima giovinezza, prosegue con l’ emozionante resoconto del viaggio a bordo del “Beagle”.La mostra si avvale di mezzi multimediali per illustrare le varie tappe dell’esplorazione che culmina con l’approdo alle isole Galapagos la cui fauna viene presentata per mezzo di riproduzioni e animali sia vivi che impagliati. Interessante la ricostruzione di animali preistorici e fondamentale l’esposizione dei Taccuini che rappresentano il primo documento in cui viene in formulata in nuce la teoria darwiniana secondo cui diverse specie attuali discenderebbero da un antenato comune. L’itinerario espositivo prosegue con gli anni londinesi dello scienziato, cui fa seguito il suo ritiro in campagna con la famiglia.

E’ qui che prende forma la teoria della biodiversità, e del cambiamento attraverso le generazioni delle varie specie, là dove si credeva che il pianeta, con i suoi abitanti, una volta creato fosse rimasto immutato. La formulazione della teoria darwiniana, che darà luogo a L’Origine delle Specie, il trattato rimasto nel cassetto per vent’anni, si intreccia a testimonianze della vita privata del naturalista, agli epistolari con amici e colleghi illustri, e ai timori che la pubblicazione del libro avrebbe potuto suscitare nel mondo accademico. Stupefacenti le dimensioni minuscole del suo studio, ricostruito in grandezza naturale.La mostra prosegue con la descrizione del ruolo fondamentale che il darwinismo occupa nella scienza moderna, e a Bari presenta due sezioni inedite: una riguarda la fortuna del pensiero darwiniano in Italia, l’altra ha per argomento le scoperte più recenti in Puglia. Il clima positivistico che si andava affermando nel nostro Paese, costituì terreno fertile per le teorie di Darwin, accolte anche nella nostra regione da naturalisti come Vincenzo de Romita, che ci hanno lasciato le loro collezioni. Proprio al Castello Svevo la mostra è arricchita dalle recenti scoperte paleontologiche dei siti di Altamura, della Grotta Paglicci di Rignano Garganico e del Salento. Sempre pugliesi le testimonianze di animali estinti, risalenti a quando il clima era diverso, come l’elefante antico e l’alca, un pinguino boreale.
La mostra è ideata e organizzata da Codice Idee per la Cultura e curata da Niles Eldredge, Ian Tattersal e Telmo Pievani. Il catalogo è curato da Niles Eldredge. La mostra propone percorsi guidati interattivi e laboratori creativi per scuole, gruppi e famiglie, curata dagli esperti dell’Associazione Didattica Museale.

DARWIN1 1809-2009, Bari, Castello Svevo,  Piazza Federico II di Svevia, 4 – 24 novembre 2009- 15 febbraio 2010.
Tutti i Giorni dalle 9,30 alle 19,30 Info: www.darwin2009.it

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