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Dall’8 maggio parte il Salone del Libro di Torino 2014. Il Paese ospite d’onore: la Santa Sede

6 Mag 2014 | Nessun Commento | 1.007 Visite
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libro_torino1Madrina del Salone del Libro di Torino 2014, in un’edizione eccezionale che vede paese ospite d’onore la Santa Sede, Susanna Tamaro dice che il nostro futuro sta “nell’accoglienza, nell’apertura all’altro, nella compassione, nella fine del capitalismo selvaggio”.

Nell’anno in cui festeggia i vent’anni del suo longseller “Va dove ti porta il cuore”, che ha venduto 14 milioni di copie di cui 5 milioni all’estero, la scrittrice farà un discorso inaugurale, l’8 maggio, sulla necessità del Bene, a cui è dedicato il Salone. “E’ un testo abbastanza complesso. Un’analisi della crisi, di quello che sta succedendo, di chi è l’uomo e del futuro possibile. I miei libri – ci dice – sono fortemente etici e per questo sono stati molto attaccati. Sono libri che insegnano a fare delle domande, che cercano di scoprire se dal male può nascere il bene. Il male è molto facile farlo mentre è difficile seguire il bene”. ‘Và dove ti porta il cuorè “dopo 20 anni è un libro molto amato, letto, è rimasto nella memoria di tutti, delle famiglie. E’ diventato un classico alla faccia di tutti quelli che hanno sparato contro” sottolinea.

Il Salone fa parte del suo orizzonte da molti anni: “la prima volta – racconta – ci sono andata negli anni ’80 e mai avrei immaginato di tornarci come madrina. Sono contenta, ho accettato volentieri l’invito. Ma è sempre anche un grande piacere frequentarlo da lettrice”.

Il forte interesse per l’editoria religiosa e la spiritualità di questi ultimi anni, secondo la Tamaro “è un segno della profonda crisi in cui siamo sprofondati. Troppo smarrimento, dispersione, mancanza di orizzonti in tutti i sensi. Il bene è stato considerato per tanto tempo deteriore e se si continua così torneremo alla barbarie. Non ci sono altre strade”. In realtà, spiega l’autrice bestseller, “c’è sempre stata questo tipo di editoria ma era più sommersa. Ora è uscita dal ghetto delle librerie di genere”. “Papa Francesco – continua – con il suo modo spontaneo, diretto, la sua capacità di rendere semplice ogni cosa senza banalizzarla ha avuto un ruolo fondamentale. E’ un comunicatore rivoluzionario, una forza della natura”.

Per la Tamaro è arrivato anche il momento di “avere il coraggio di dare ai giovani orizzonti più seri e consistenti di quelli proposti finora. Ci vuole una svolta”.

Ma che cosa può significare oggi il bene? “Il valore principale è sempre lo stesso. Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te stesso. È un punto di partenza che attraversa tutte le epoche” dice. Quello che più colpisce oggi è la grande solitudine che viene dalle nuove tecnologie, secondo la Tamaro. “Nessuno dialoga più con il proprio vicino. Io sono una curiosa, che ama parlare, ma non c’è ormai più una persona che non abbia le cuffie alle orecchie. Lo vedo quando prendo il treno. Nessuno è più disposto ad incontrare l’altro. Magari accanto a te c’è l’uomo della tua vita e non lo vedi. La tecnologia aiuta la solitudine se usata in questo modo. La mia lettura è abbastanza pessimista ma devo sforzarmi di pensare che si può cambiare” afferma la scrittrice.

Nel suo giro da lettrice al Salone la Tamaro cercherà gli stand meno consueti: “quelli di scienze naturali, agraria, entomologia, editoria sportiva che sono le mie passioni” conclude la scrittrice della quale è uscito all’inizio di quest’anno il romanzo ‘Illmitz’ (Bompiani), scritto a 24 anni, che “solo ora – dice – aveva senso pubblicare”.

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