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Dal libro al cd: il nuovo progetto editoriale e discografico dell’associazione “Nel gioco del jazz”

16 Apr 2015 | Nessun Commento | 1.070 Visite
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a1Qualche giorno fa è stata presentata una significativa iniziativa editoriale che, a dispetto della sua validità artistica, non è destinata ad avere tutti i crismi della commercializzazione.

Nel gioco del jazz” è un’associazione culturale animata essenzialmente dall’operosità del suo presidente Donato Romito e dai due direttori artistici Roberto Ottaviano, per la musica jazz, e Pietro Laera, per la musica classica. Romito è un commercialista con la passione per la scrittura, oltre che per la musica: così nel 2012, in pena crisi economica (non ancora peraltro risolta), concepisce un libro in cui si cimenta a trovare una soluzione, senza alcuna presunzione. Ne è venuto fuori “non un trattato di economia”, ci tiene a precisare, ma un romanzo che mette insieme tanti spunti autobiografici, non necessariamente cronologici. A reggere il filo della trama è un personaggio fantastico, una mummia, mentre onnipresente è  il deserto con le sue dune. “La sabbia ci salverà” è il titolo: Romito, nel corso della presentazione, non preannuncia il finale naturalmente, e mette in guardia contro i poteri forti, che sono esclusivamente economici e mettono in moto le potenze mondiali, condizionandone il comportamento. Dopo aver letto un passo del testo in cui si lascia cogliere dall’emozione, l’autore cita la sua passione per gli scacchi, che gli consente di vedere il mondo in maniera differente, e sottolinea il legame bipolare fra sogno e realtà, a volte antitetico e misterioso come nel film “Peggy Sue Got Married” di Ford Coppola.

Una volta ultimata l’opera, prima di darla alle stampe Romito l’ha passata a Ottaviano per avere il parere di un amico, il quale vi ha trovato l’ispirazione per associarvi delle musiche. Il punto di partenza in comune è ancora il sogno/realtà  una dicotomia in grado di annullarsi. Ma soprattutto: “Ho immaginato che a un viaggiatore solitario – dice il maestro Ottaviano – sotto il cielo stellato del deserto arrivino echi antichi dall’umanità. Il testo parla di memoria, di sentimenti forti e così ho pensato a una musica che lo integrasse.” Ma un jazzista è legato all’improvvisazione e Roberto aveva bisogno di un approccio classico per una connotazione senza tempo. E’ entrato allora in campo Pietro Laera, che si è lasciato pienamente coinvolgere nel progetto del libro/disco alla ricerca di un canto universale. Insieme i due musicisti hanno selezionato con cura nove brani vocali dalle melodie “criptiche”, esplorando il repertorio classico (Satie, Handel, Faurè, Bizet) e quello tradizionale con arie nordiche, medievali, barocche. E’ nato così, nei nuovi arrangiamenti per pianoforte e sax soprano, un cd, “Dreams made on Sand”,  che segue il testo nella sua frammentarietà ma di cui si coglie l’unità solo nella visione complessiva, una “casa intesa come immagine finale” (come sostiene lo psicoterapeuta Antonio Coco, intervenuto alla presentazione).

Sono immagini sonore che rimandano a solitudini e silenzi assoluti, aprendo scenari suggestivi dove diventa protagonista il singolo soggetto.

Ottaviano nel corso della presentazione ha eseguito “Meu Sidi Ibrahim”, musica sacra e profana risalente al XII sec, “Silent Worship” (culto silenzioso), scritto nel 1922 da Handel per voce e pianoforte, e “Come Again” di John Dowland, un trovatore inglese vissuto a cavallo fra il ‘500 e il ‘600. “Linguaggio e musica sono strettamente legati – sostiene Laera a proposito dei brani vocali –  Spesso le voci sono utilizzate come strumenti e gli strumenti come voci.” “Questa esperienza cominciata con “Nel gioco del jazz” è partita in sordina – conclude Ottaviano – sta crescendo in maniera esponenziale. Chi viene toccato dalla musica può cambiare la propria esistenza e poi aiutare gli altri a cambiare la loro. Noi ci stiamo provando.”

Libro e cd vengono venduti insieme a un prezzo modesto, ma non seguiranno i consueti canali di distribuzione perchè “Nel gioco del jazz”, che li ha interamente prodotti, è un’associazione senza fine di lucro e svolge solo attività divulgativa. Li si può trovare ai concerti organizzati dall’Associazione o al Centro Musica di Bari. Il disco è stato registrato al Teatro Forma il 25 febbraio scorso.

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