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Dal 5 al 9 luglio torna il Mediterraneo Jazz Festival sull’Isola d’Elba

5 Lug 2011 | Nessun Commento | 1.150 Visite
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Mediterraneo Jazz FestivalGiunge alle III edizione il Mediterraneo Jazz Festival, organizzato dall’Associazione Culturale Mediterraneo con il sostegno del Comune di Marciana Marina e della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno e con il patrocinio del Ministero del Turismo e del Comune di Marciana Marina, l’appuntamento italiano della Musica Jazz e della Word Music dell’area mediterranea che si terrà dal 5 al 9 luglio nella splendida cornice di Marciana Marina all’Isola d’Elba.

Come ogni anno il festival richiama musicisti di primo piano nella scena musicale europea, dagli Havona, vincitori del contest dell’anno precedente, all’Euphonia Ensamble, gruppo vocale composto da sei elementi che fonde musiche, ritmiche e sonorità particolari provenienti da varie culture del mondo, arrangiate ed eseguite nel linguaggio musicale del Jazz, e poi Nuevo Tango Ensamble che propone le musiche di “bassa estrazione” tramandate dagli emigranti del sud Italia ed in particolare dai pugliesi che alla fine del 1800 hanno lasciato tutto per trasferirsi in Argentina in cerca di fortuna, e lo Snetberg Trio capitanato dal chitarrista ungherese, Ferenc Snétberger, al suo settimo album è considerato uno dei più importanti chitarristi del nostro tempo, capace di amalgamare elementi di flamenco, musica classica, jazz e samba in uno stile unico.

Chiude la rassegna il noto The Trio of OZ feat Omar Hakim and Rachel Z che vede la straordinaria partecipazione di Omar Hakim, leggendario batterista Weather Report, Sting, Miles Davis e David Bowie, e la pianista Rachel Z, collaboratrice di Wayne Shorter, Steps Ahead, e Peter Gabriel. Un repertorio che spazia da Duke Ellington ai Depeche Mode, da Wayne Shorter a Joni Mitchell, dagli Stone Temple Pilots ai Death Cab for Cutie, da Sting ai Coldplay e Bjork. Il trio è completato dal contrabassista Solomon Dorsey.

Confermata anche quest’anno la direzione artistica di Luigi Campoccia, pianista compositore che l’anno scorso presentò al festival On the Way to Damascus, progetto discografico di stampo europeo promosso a pieni titoli dalla critica italiana ed esportato poi con successo in Turchia con diversi concerti a Istanbul.

“Lo scopo reale del Festival – afferma Campoccia – è la promozione del dialogo culturale, sostenendo la formazione e la crescita professionale dei giovani e tutte le forme di dialogo tra le comunità, oltre a migliorare il processo di integrazione culturale a livello locale. Questi obiettivi saranno raggiunti stimolando una sensibilizzazione della cultura musicale del Mediterraneo, non come oggetto esotico o un museo, ma come una lingua viva e vibrante”.

Durante il Festival, quindi, saranno presentati una serie di artisti che rappresentano le diverse tradizioni e innovazioni nella musica del loro paese, in particolare rapporto con il jazz, inteso nel suo senso più ampio: una musica basata sull’improvvisazione, che, nel corso della sua storia, si è rivelata in grado di ricevere materiali originali, non solo di musica popolare afro-americana, ma anche da popolazioni latine, come da Cuba e Brasile, e poi si ibridano con altre forme contemporanee, dal tango alla musica klezmer.

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