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Dal 24 maggio nella galleria Alembic di Roma “Surpensieri, inquadrature immaginate da Marco Cucurnia”

20 Mag 2018 | Nessun Commento | 844 Visite
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Marco CucurniaConto alla rovescia per il vernissage “Surpensieri – Inquadrature immaginate da Marco Cucurnia” che si terrà alle 19,30 il prossimo 24 maggio (con esposizione fino al 1 settembrere) presso Alembic Galleria d’Arte e cocktail bar (Piazza in Piscinula, 51 – 00153 Roma 065800681 – info@alembic.it).

Le inquadrature, secondo me, sono i bordi dei pensieri ci dice Marco Cucurnia, ho chiamato questa mostra, Sur pensieri. Trovarsi sovra pensiero un po’ in Italia, un po’ a Parigi. Le immagini di questa mostra sono immaginate, ma esistono. Marco Cucurnia è nato a Genova nel gennaio del 1975. Ha lavorato tanti anni con Mario Monicelli. Marco, fin da prima dell’adolescenza, ha trovato il suo perimetro nelle commedie drammatiche di Monicelli e Risi. Nel Suo primo film “Solometro”, descrive vite poco concluse. Il suo amore per l’immagine ferma che racconti un margine, è espresso nelle sue mostre. Per Marco Cucurnia il cinema è un cappuccino caldo al quale un uomo un po’ disperato si aggrappa ed una donna stanca che cambia le lenzuola. Lui dice che se qualcosa di questo c’è nelle sue mostre, allora c’è un film fermo che si sbriciola per voi.

Le mie immagini – continua – sono fotografie che partono dall’osservazione mia grande passione e chiave del mio metodo cinematografico. Quando dico sono immaginate, ma esistono intendo dire che cerco di ritrarre accostamenti che riesco a trovare sotto i miei occhi, ma che difficilmente si pensa esistano veramente. Quindi il contrasto a volte dolce a volte aspro è il motivo perché io ritenga degno, uno scatto.

alembicDal momento che il mio prossimo film dal titolo “Un filo più breve” contiene questo sentimento, un uomo raggiunge il suo desiderio quando finalmente riesce ad unire nella realtà due cose che pensava mai si potessero unire e sovrapporre nella vita, allora la mostra Surpensieri è l’overture del mio prossimo film. Ho cominciato a dare forma alla mia immaginazione, prima di approdare al cinema, con la fotografia. Prima dell’adolescenza con fotografie in bianco e nero tra i cumuli di carbone del porto di Genova. Anche in questa mostra si alterneranno colori e bianco e nero. Sono un regista che si è formato al fianco di Mario Monicelli e faccio parte del’Accademia de Cinema Italiano da appena dopo il mio esordio, Solometro. In questi anni sto elaborando un lavoro da ricercatore verso l’essenza dell’immagine. Ho costruito mostre che davano corpo al soggetto, poi al trattamento e così via del mio prossimo film, passaggi che a volte si cestinano come vecchi burattini. Questa prossima mostra è un’indagine sull’immaginazione e si aprirà con una proiezione su nove schermi di carta velina che sveleranno poi le inquadrature cioè le nove opere.

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