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Dal 20 gennaio parte il Trieste Film Festival, porta d’Oriente della Cinematografia

19 Gen 2011 | Nessun Commento | 2.043 Visite
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SČASŤJE Moje
Sono ormai ben XXII le edizioni del Trieste Film Festival, e dal 20 al 22 gennaio porteranno la settima arte al centro della vita culturale di Trieste. Una manifestazione di pregio internazionale che sa cercare e proporre con accuratezza le produzioni dell’Europa centro-orientale. Tantissimi film, documentari, incontri e soprattutto la regola per assegnare i premi: scelti direttamente dal pubblico senza intermediazioni. Quindi, nessuna giuria ufficiale; ma il gusto, l’interesse e la sensibilità del pubblico che vedrà i film.
Un modo caparbio per affrontare la selva oscura in cui si dibatte la cultura nazionale, trattata come una inutile cenerentola, ma indeclinabile passaggio per offrire opportunità di conoscenza e scambio nel mondo della cinematografia. Tra i nomi di spicco del Festival c’è il premio Oscar Danis Tanović, chiamato a presentare per l’apertura del festival il suo ultimo lavoro, Cirkus Columbia, con cui torna in Jugoslavia nei giorni precedenti la guerra del ’91. A chiudere la rassegna ci penserà il regista georgiano Otar Iossliani, con il film Chantrapas, molto apprezzato a Cannes, autobiografica favola divisa tra la Georgia e Parigi.
Intatto il nucleo storico del festival, incentrato sui concorsi internazionali: le tre sezioni competitive del festival come ogni anno cercheranno di documentare e interpretare i segnali di tendenza più originali provenienti dai paesi dell’Europa centro-orientale.
Fra i molti titoli, tutti in anteprima italiana, si riconosce la vitalità, la creatività e il dinamismo delle pellicole che animano i concorsi e che costituiscono uno dei punti di forza del Trieste Film Festival.
La parte legata alle retrospettive quest’anno è dedicata al documentarista Sergei Loznitsa, celebrato al festival di Cannes 2010 per il suo esordio nella fiction con il magnifico SČASŤJE Moje, La mia felicità. La presenza dell’autore, permetterà di sapere qualcosa in più del percorso creativo di questo regista nato in Bielorussia, cresciuto in Ucraina, maturato tra le scuole di Mosca e San Pietroburgo, ed emigrato definitivamente in Germania. Per i molti amanti della musica non solo ascoltata riprende anche Muri del Suono: la sezione dedicata ai film a tema musicale prodotti nell’Europa centro-orientale e arrivata, con successo, alla terza edizione. Rock, punk, techno, ma anche cori partigiani, musica etnica e popolare a cui si aggiunge una puntata nella musica d’avanguardia. Anche quest’anno, sempre nella sezione musicale, un evento speciale di fiction: Wszystko Co Kocham, Tutto ciò che amo, di Jacek Borcuch, ambientato nella Polonia di Solidarność, film presentato al Sundance Festival che avrà il compito di rappresentare la Polonia agli Oscar.
Tra i film, nella sezione documentari, una citazione doverosa a “The other Chelsea” di J. Preuss, esilerante ed istruttivo, possiede tutte le carte, fuori da ogni regola, per vincere a sorpresa qualche premio.
Il festival di Trieste è molto di più di quanto detto fin d’ora e un ottimo sito racchiude informazioni, interviste, video, sezioni e curiosità. Info: www.triestefilmfestival.it

In foto un’immagine di  SČASŤJE Moje, La mia felicità.

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