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Dal 1 al 4 agosto Bitonto caput mundi del jazz. Al Beat Onto Jazz Festival 2015 anche la leggenda Yehya Khalil

14 Lug 2015 | Nessun Commento | 809 Visite
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b1Un traguardo importante, anagraficamente parlando, per il Beat Onto Jazz Festival: quindicesima edizione, sempre con l’illuminata direzione artistica dell’Avv. Emanuele Dimundo che presiede e coordina l’Associazione InJazz, ente organizzatore del festival.

Un appuntamento lungamente atteso da tutti gli amanti della musica, tra i festival italiani più prestigiosi, che anche quest’anno si terrà nel centro storico di Bitonto, nella splendida piazza Cattedrale nei giorni da sabato 1 a martedì 4 agosto 2015 e che, ancora una volta, mantiene l’assoluta gratuità, aspetto sempre più raro di questi tempi.

L’evento è realizzato con la consueta partecipazione del Comune di Bitonto e il contributo della Regione Puglia; non è mancato l’apporto dei numerosi sostenitori privati, che hanno in tal modo confermato l’importanza della rassegna organizzata dall’associazione Injazz e, in particolare, il main sponsor Ellegidue Arredo Bagno con nuova sede in Bitonto, e il supporto promozionale di Jazzitalia, Bitonto Primo Piano, Comma 3, Da Bitonto, BitontoTV.

Tutti i concerti saranno introdotti da Alceste Ayroldi, saggista, docente e critico musicale (Musica Jazz, editor manager Jazzitalia, editor Musica Jazz web) e da Marco Losavio, publisher ed editor in chief di Jazzitalia.net.

 

Il Programma

Anche quest’anno la kermesse si articolerà sulla consueta ed entusiasmante formula del doppio set: i concerti avranno inizio tutti alle ore 21 e, a seguire alle 22 avrà inizio il secondo set.

Sabato 1 agosto l’apertura è affidata a  Max Monno, chitarrista di vaglia, stimatissimo b2docente de Il Pentagramma di Bari, che a Bitonto presenterà il suo ultimo lavoro discografico: Brasil 2015. Un omaggio personale e di gran classe al Brasile di Sergio Mendes, che ha peraltro consacrato personalmente l’originalità e la freschezza del progetto. Al suo fianco alcuni tra i migliori jazzisti della scena pugliese, abili come pochi nell’illuminare un sound di per sé già solare: la vocalist Francesca Leone, il pianista Onofrio Paciulli, il bassista Gianluca Fraccalvieri e alla batteria Mimmo Campanale.

Al termine Max Monno e sodali condurranno la tradizionale jam session alla quale tutti i musicisti sono invitati a partecipare, elemento che costituisce il brand del Beat Onto Jazz Festival.

Da domenica 2 agosto saranno sempre due gli appuntamenti in piazza Cattedrale. Si apre (ore 21) con la prima assoluta per la Puglia del progetto d’esordio discografico della sassofonista romana Milena Angelè.  Resiliency, si muove tra composizioni originali di particolare pregio dalle dense tessiture poliritmiche, e alcune cover suggestive e inattese, tanto da superare i tradizionali confini imposti dai generi musicali. Un disco intenso che b3ha il suo filo rosso nella forza espressiva di una trasformazione continua,  umana oltre che musicale.  Dice la sassofonista: “Alla sua realizzazione hanno contribuito musicisti che ho scelto non solo perché musicalmente preparati per esprimere tutte le sfumature, i suoni e le emozioni, ma, soprattutto, perché umanamente dotati dell’apertura mentale e della curiosità che mi ha permesso di suonare tutto quello che volevo, senza paura di sperimentare e di andare oltre i confini di un genere in particolare”.  Milena Angelè dirige la scuola di musica Artidee di Roma. Ha collaborato con la banda della Scuola di Musica Popolare di Testaccio e con la M. J. Ùrkestra di Roberto Spadoni. Ha collaborato con l’associazione A.M.I. diretta da Claudio Montuori a molti spettacoli di arte di strada all’interno di manifestazioni indette dal Comune di Roma e nel Lazio. Ha suonato, tra gli altri, con Gianluigi Trovesi, Sandro Satta, Maurizio Giammarco. Con Milena Angelè ci saranno Enrico Bracco (chitarra), Edoardo Ravaglia (pianoforte), Fabio Sasso (batteria).

Il secondo set (ore 22) vedrà in scena la prima pagina del percorso attraverso le musiche b4del Mediterraneo con un pianista che già aveva calcato il palco bitontino per presentare il suo precedente lavoro discografico: Luigi Campoccia. Quest’anno il musicista toscano darà voce a Il Sogno di Osman, logica prosecuzione del lavoro di ricerca tra i suoni dell’area del Mediterraneo intrapreso da diversi anni. Qui Campoccia chiama al suo fianco il violinista del Marocco Jamal Ouassini, tra i maggiori interpreti della cultura musicale araba. Luigi Campoccia, pianista, cantante, arrangiatore, da oltre trent’anni sulle scene internazionali a fianco dei più grandi musicisti; quindici dei quali passati con Giorgio Gaber e con la musica d’autore. L’esperienza, la professionalità, l’innato talento musicale gli hanno consentito di elaborare progetti artistici di spessore frutto dell’aggregazione misurata di musiche, suoni, immagini e parole. Jamal Ouassini nato a Tangeri si trasferisce a Verona dove si diploma come violinista presso il locale conservatorio. Nel 1984 fonda l’Ensemble Ziryab, gruppo musicale che, riunendo prestigiosi musicisti provenienti da diversi paesi del Mediterraneo, tra gli anni Ottanta e Novanta ha suscitato grandi consensi nell’ambito dei più prestigiosi festival di World Music, sia in Italia che nel resto d’Europa. Numerose le sue collaborazioni nella realizzazione di musiche sia teatrali che cinematografiche; sono da ricordare Federico II di e con Giorgio Albertazzi, Il Viaggio di Mirnah, Il Castello Variopinto e Aladino di e con Michel Poletti. Ha collaborato anche con Moni Ovadia ed è leader di diversi gruppi musicali.

b5La seconda finestra sulle musiche dell’area del Mediterraneo si apre con una doppia esclusiva nel primo set di lunedì 3 agosto: il settetto del batterista e bandleader egiziano Yehya Khalil si esibisce per la prima volta in assoluto in Puglia e, a rincarare la dose, è l’esclusiva nazionale che il Beat Onto Jazz Festival si è aggiudicato. Il large ensemble del blasonato musicista egiziano-statunitense fonde gli aromi orientali con un jazz possente per un risultato sicuramente affascinante. Yehya Khalil nasce a Il Cairo ed è considerato una vera e propria leggenda vivente nell’ambiente artistico egiziano contemporaneo; musicista fra i più rispettati, non solo per la padronanza delle percussioni, ma anche per l’intensa attività artistica maturata con il gruppo da lui fondato, può essere definito come il jazzista più rappresentativo dell’attuale panorama musicale del suo paese. Alla sola età di quattordici anni fonda il Cairo Jazz Quartet, primo e storico ensemble jazz egiziano, le cui composizioni ancor oggi sono fonte d’ispirazione per gli esponenti di tale genere musicale. Nel 1966 si trasferisce negli Stati Uniti dove ha affiancato alcune leggende del jazz come Dizzy Gillespie, Duke Ellington e Herbie Hancock. Nel 1980 rientra in Egitto dove è leader di autorevoli progetti. Al fianco di Khalil ci saranno: Florent Cornillet, sassofoni; Tamer Fathy, chitarra; Mohamed Helmy, pianoforte; Mohsen Allam, fisarmonica; Maged Yehia, basso; Atef Abdel Rahman, percussioni.

Il secondo set sarà appannaggio delle corde di due veri e propri fuori classe della chitarra: b6Martin Taylor e Peppino D’Agostino. Due maestri del loro strumento a confronto, il cui suo suono ha ammaliato le platee più prestigiose di tutto il mondo. Il tocco inimitabile del pluripremiato chitarrista inglese, cresciuto al fianco di Stephane Grappelli, incontrerà le ricercate sonorità del messinese D’Agostino, che da circa tre decenni si è accasato negli Stati Uniti dove è riconosciuto come maestro del fingerstyling, tanto che nel 2007 la prestigiosa rivista Guitar Player lo ha incoronato quale miglior chitarrista acustico. Martin Taylor ha collaborato, tra i tanti, con Jeff Beck, Bill Wyman, George Harrison, Dionne Warwick, Gary Burton ed ha preso parte a oltre cento registrazioni.

La kermesse, fiore all’occhiello dell’estate bitontina, chiude martedì 4 agosto con un doppio set senza pari. La prima parte della serata (inizio ore 21) è del From The Space Trio con il bassista francese Dominique Di Piazza, tra i maestri par excellence del basso elettrico. Con lui Mirko Maria Matera al pianoforte e Alex Napolitano alla batteria, jazzisti pugliesi di vaglia. La sinergia che ne scaturisce è racchiusa anche in un cd b7freschissimo di stampa. Dominique Di Piazza ha sviluppato una tecnica personale e che merita seguaci in tutto il mondo. Due momenti importanti della sua carriera sono stati senza dubbio la partecipazione al John McLaughlin Trio (con Trilok Gurtu), che lo ha visto impegnato in oltre 300 date e protagonista dell’album Que Alegria, e la lunga tournée in oltre 10 paesi africani con il pianista Meddy Gerville, il chitarrista Jean-Marie Ecay e il batterista Horacio “el negro” Hernandez. Nel suo curriculum si trovano anche Gil Evans, John Scofield, André Céccarelli, Joe Di Orio, Dennis Chambers, Bireli Lagrene, Michel Petrucciani. Alla triade si unisce il Grammy Award winner Eric Marienthal, policromo sassofonista indiscusso punto di riferimento della fusion e già componente della Chick Corea Electric Band.

Alle 22 il palco di piazza Cattedrale avrà l’onore di ospitare uno tra i più acclamati compositori e musicisti della scena europea, un vero e proprio guru del jazz scandinavo: Lars Danielsson che presenterà il suo nuovo quartetto e la seconda parte dell’opera Liberetto (pubblicata dall’Act Music). Un quartetto più che blasonato che vede il pianista della Martinica Gregory Privat, il chitarrista inglese John Parricelli (al fianco anche dib8 Vince Mendoza, Kenny Wheeler, Norma Winstone, Peter Erskine) e il batterista e percussionista e compositore svedese Magnus Öström, che ha siglato il jazz europeo con l’E.S.T.. Con questa formazione Danielsson dipinge delle immagini bellissime ed emozionanti con una tavolozza completamente nuova. Proprio ciò che aveva in mente quando ha inventato il titolo del nuovo progetto Liberetto. “Questo neologismo descrive lo stato d’animo con il quale voglio creare la mia musica” dice il musicista svedese. “Questa parola è legata ai miei precedenti album, sia da un punto di vista linguistico sia attraverso la sua inferenza con la terminologia della musica classica. E questo mette in risalto la libertà che voglio costantemente esprimere con la mia musica e lo rende un libro aperto.”

Danielsson, violoncellista, bassista e compositore, è riconosciuto e ammirato in tutta la scena jazz internazionale per il suo suono unico, che è allo stesso tempo lirico e potente. Ha lavorato con: Randy e Michael Brecker, John Scofield, Jack DeJohnette, Mike Stern, Billy Hart, Charles Lloyd, Terri Lyne Carrington e Dave Kikoski ed è anche stato membro del Trilok Gurtu Group.

 

Info: www.beatontojazz.com; www.facebook.com/beatontojazz.

 

Eventi Collaterali:

Durante i quattro giorni del Beat Onto Jazz Festival, la cooperativa Reartu (Religione, Arte, Turismo) di Bitonto, con la quale il Beat Onto JF collabora in rete, mette a disposizione del pubblico gratuitamente guide turistiche per visite alla cattedrale e alla cripta di Bitonto, con speciali sconti per gli scavi archeologici.   Info: 333.4927688.

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