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Crisi Lehman, come l’impero cominciò a cadere

15 Set 2008 | Nessun Commento | 1.394 Visite
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lehman brosSe la storia dell’impero romano ve l’hanno raccontata dicendovi che ad un certo punto arrivarono i barbari e vi posero fine, allora siete stati vittime di una grossa mistificazione. L’impero romano cadde a causa di un cancro interno; giunto alla sua massima estensione territoriale le spese per sostenerlo finirono per superare di gran lunga i beni effettivamente prodotti entro il limes. La possibilità di un’inversione di rotta era già da tempo preclusa dal dominio sul sistema economico di pochi latifondisti che toglievano terra ai piccoli e medi proprietari i quali si riversavano in città per essere mantenuti dallo stato. Tali piccoli contadini erano stati una volta la base dell’esercito: coloni e militari insieme, avevano seguito i tanti generali romani nelle conquiste di terre che poi avevano ricevuto in compenso per essere coltivate e difese. Senza costroro l’esercito si ridusse ad essere quasi completamente composto da soldati barbari o di origine barbarica sempre più esosi, mentre le città non poterono più sostenere troppe bocche da sfamare e cominciarono a collassare. A monte di ciò un sistema economico interamente basato sullo sfruttamento del lavoro degli schiavi, nel quale per aumentare la produzione di beni si aumentava semplicemente il numero degli schiavi senza minamente cercare di ottimizzare o introdurre tecniche agricole, con il risultato che sul finire dell’impero molto del terreno prima coltivabile era divenuto sterile. All’alba delle invasioni barbariche l’inviolabile confine romano era ridotto ad un colabrodo pieno di falle impossibili da colmare.
 Come l’impero romano, anche quello americano è sostenuto da un’ideologia profonda di nazione guida per il resto dell’umanità. Al di là di tutto le ideologie sono ideologie e si può benissimo conviverci sinché si è ben coscenti che si tratta di finzioni. Come l’impero dei cesari quello americano è sostenuto da un sistema economico rigido ed irreversibile, dominato dallo sfruttamento delle risorse, risorse che, come per quello romano, sono costituite anche da uomini. In questo caso non stiamo parlando di finzione ma di qualcosa di molto più solido e tangibile. L’idea che ha retto questo sistema e che continua a reggerlo è che ogni individuo all’interno di esso possa sfruttare tali risorse al fine di raggiungere il benessere per sé e per la propria famiglia, tuttavia da tempo, o almeno dall’instaurazione di questo strano neo-liberismo tatcheriano, pochi operatori economici hanno convogliato su se stessi il novanta per cento circa delle risorse prodotte in ambito mondiale e l’idea del benessere per tutti sembra ormai appartenere al solo campo dell’ideologia e quindi della finzione. Con la globalizzazione i confini dell’impero americano si sono estesi a dismisura e le spese per il sostegno ideologico, politico ed economico cominciano a farsi sentire, evidenziando tutte le sue contraddizioni nonché i segni di un eventuale crollo.
 E’ di oggi la notizia che uno dei più grandi istituti di credito americano ha dichiarato bancarotta, la Lehman Brothers è collassata nel più grande crac finaziario della storia con un debito pari a circa 613 miliardi di dollari, nonché 157 miliardi nei confronti di una decina di creditori non privilegiati e degli obbligazionisti o per meglio dire i risparmiatori. La causa sta in quel fenomeno, apparantemente complesso e misterioso, che si nasconde dietro la giornalistica denominaizione di “crisi dei mutui ad alto-rischio”.
 Ma non si tratta di nulla di particolarmente complesso e più che con l’alta finanza ha a che fare con l’avarizia della natura umana. E’ andata così: gli azionisti delle grandi aziende finanziarie negli ultimi tempi hanno direzionato i loro investimento verso quelli che si chiamano prestiti ad alto rischio, cioè quelli diretti alla povera gente, operai, dipendenti, pensionati bisognosi di liquidi soprattutto per l’acquisto di case, così da accendere mutui ad alti interessi, divenuti altissimi mano mano che il l’avarizia degli investitori è aumentata. Un bel bussiness, non c’è che dire, almeno sinché il tenore economico generale si è mantenuto a buon livello ma le nuove condizioni date dallo strangolamento del mercato a causa della voracità degli oligopolisti, hanno reso la depressione, iniziata alla fine degli anni ottanta, dura a morire. A questo si aggiunga che gli stessi azionisti delle grandi imprese di produzione hanno spostato le proprie fabbriche nei paesi a basso costo di manodopera togliendo così reddito a molte migliaia di persone. Inoltre dall’epoca dell’amministrazione Nixon, l’introduzione della assistenza sanitaria privata ha reso le persone di ceto medio-basso sempre più vulnerabili agli incerti. Non è un caso che tra gli azionisi delle multinazionali della salute si contino molti dei nomi già presenti nei consigli di amministrazione di grandi finanziarie o di grandi imprese di produzione. In pratica chi ha sottoscritto tali mutui a grosso rischio, ovvero coloro che rappresentano gli strati sociali più bassi della società Usa, si è semplicemente trovato senza soldi e non ha pagato. Ed ecco spiegato l’arcano mistero dei “mutui subprime” (denominazione ancora più esotica). Dal momento in cui sempre più persone non hanno potuto pagare l’intero sistema ha cominciato a pedere colpi fino a che non sono cadute le prime grandi imprese. Il botto della Lehman fa davvero male, tanto che il presidente stesso della commissione economica europea Almunia, ha dichiarato che se la crisi si estendesse in Europa (ovvero la provincia più ricca dell’impero) semplicemente questa non sarebbe pronta a contrastarla.
 Il nostro è un sistema che si basa sulla distribuzione del reddito perché tutti (mi riferisco ai soli individui residenti nell’impero) possano consumare e pensarsi benestanti, ma come e chi convincerà quella piccola percentuale di grandi possidenti a redistribuire la ricchezza accaparrata? Se non esistono risposte efficaci a questo dilemma allora la situazione può essere tranquillamente definita irreversibile e ancora una volta l’avarizia di pochi eletti finirà per travolgere l’ennesimo impero?

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