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Cose dell’altro mondo, l’ultimo libro di Gianfranco Valenti (ed. Rai-Eri/Infinito)

23 Mag 2011 | Nessun Commento | 3.054 Visite
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Cose dell’altro mondoNon e’ un romanzo. Non e’ un racconto tradizionale. E’un saggio-racconto. Un progetto musicale. O, meglio, un libro jazz che ruota a piacere attorno a un tema. Come l’autore, Gianfranco Valenti, ama definire, nell’introduzione, il suo ‘Cose dell’altro mondo. Conversando con Claudio Baglioni tra musica, web e social network. Storie di un viaggio oltre frontier@’ (ed. Rai-Eri/Infinito), con la prefazione di Vincenzo Mollica e la  postfazione di Camilla Raznovich. Uscito pochi giorni fa e presentato al Salone del Libro di Torino.

La vera ragione del viaggio e’ viaggiare…” (Fabrizio De Andre’). E il Web e’ anche un modo di viaggiare restando fermi. Il filo verticale che tiene insieme i pensieri, i frammenti, gli interrogativi che si srotolano, in un disordine del tutto apparente e non casuale, lungo tutto il libro, e’ una sorta di viaggio virtuale, ma anche di un viaggio verso e dentro noi stessi, nel rapporto con l’altro e diverso a 360 gradi, nei grovigli complessi del comunicare nuovo dell’era digitale. Cosi, passando per i tavolini di un caffe’, attraverso la illuminante conversazione con Claudio Baglioni, i rimandi continui al suo album ‘Viaggiatore sulla coda del tempo’ (1999), alle riflessioni, ai pensieri di eccellenze del mondo accademico (Mario Caligiuri, Mario Morcellini, Raffaele Sibilio e Giorgio Simonelli), giungendo a ‘Una storia A-normale’, una immaginaria vicenda sentimentale vissuta via Facebook, l’autore ci guida in una lettura lucida, ma allo stesso tempo appassionata, dalla prima pagina, per arrivare giu’, giu’, fino all’ultima. Un po’ come se stessimo sfogliando un album fotografico, un concept book.

Io non so piu’ se vado verso o all’inverso torno,/ se e’ un sogno o e’ l’universo/ che un insieme e’ di mille e mille soli/ e gli altri e me che siamo soli insieme.” (da “Chi c’e in ascolto”di Claudio Baglioni).

‘Chi c’e’ in ascolto’, traccia n. 7 dell’album  ‘Viaggiatore sulla coda del tempo’, e’ il brano che fa da sfondo al libro. E che anticipa e da’ voce al malessere attuale, quello del bisogno e dell’incapacita’ di comunicare, tipico delle comunita’ digitali.  ‘Chi c’e’ in ascolto?’ e’ anche la domanda che percorre lungo tutte le pagine del libro.

Cose dell’altro mondoPerche’ e’ innegabile che,  mentre il mondo digitale si muove obbedendo a ritmi sempre piu’ frenetici e convulsi, mentre la comunicazione on line abbatte le frontiere e azzera le categorie di spazio e tempo, mentre e-mail provenienti da ogni parte del mondo si rincorrono sullo schermo del nostro computer e le informazioni si diffondono velocissime sul Web, mentre viaggiamo velocemente e ci fermiamo poco, ascoltiamo e leggiamo frammenti e mai tutto, scriviamo nei telefoni, ci conosciamo in chat, ci amiamo attraveso facebook, non ci sposiamo per sempre, noi ‘restiamo in ascolto’, in attesa. E ci scopriamo e ci sentiamo sempre piu’ insoddisfatti, irrequieti, soli. Appunto, ‘soli insieme’, come l’immagine agghiacciante a cui ci rimanda l’ossimoro in “Chi c’e’ in ascolto’. ‘Soli insieme’ a navigare, nuotare, tenersi a galla e non nel ‘mare’ intimo e lirico dell’Infinito di Leopardi, ma in quello anonimo e dispersivo della rete del Web. E  alle prese con un non-spazio, un non-luogo, un non-tempo, un non-amico, una non-comunicazione, un non-senso.

La superficie diventa il tutto e in essa viene riscritto il senso della vita. E impera nelle relazioni, nella comunicazione. La profondita’, l’etica, la verita’, l’intimita’ e la naturalezza delle relazioni diventano merce di scambio per i meno avveduti, i diversi, i vecchi, i superati.  

Scritto con leggerezza e con il ritmo gradevole di una conversazione tra amici, ma capace di giungere fino al cuore piu’ profondo delle domande che lo animano, il saggio-racconto di Gianfranco Valenti e’ in realta’ una diagnosi, perche’ al di la’ della frenesia imposta dai ritmi della societa’ attuale, riconosce un malessere esistenziale e spirituale, un’incapacita’ di affrontare e prendere coscienza degli interrogativi ultimi dell’esistenza, gli unici che possono davvero condurre alla pienezza della vita.

Tuttavia, una speranza sottile, che si apre alla possibilita’ di riscoprire il bisogno di incontrarsi, al piacere di stare insieme, si muove fiduciosa in tutte le righe. “Non smettere di trasmettere.

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