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Corrado Balacco Gabrieli: il ricordo di un grande barese ad un anno dalla sua scomparsa

7 Set 2018 | Nessun Commento | 1.156 Visite
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balacco gabrieli-2Se si storicizzasse la situazione degli ultimi anni, Bari avrebbe un unico grande personaggio che ha illustrato la Città, ma non solo, sia sotto il piano sociale che sotto quello scientifico ed è il prof. Corrado Balacco Gabrieli. Nacque a Bari, l’1 novembre 1938, figlio del medico oculista Franco e di Elisabetta Gabrieli, e nipote del dottor Corrado, noto medico internista e della signora Micol Barocchini, di nobile famiglia piemontese.

Ha dedicato tutta la vita alla medicina oculistica, divenendo uno dei primissimi oculisti italiani ed europei. Giovanissimo diventa primario ospedaliero e professore ordinario. Da Bari si trasferisce a Roma a dirigere la clinica oculistica del più grande ed antico Policlinico di Roma, l’ “Umberto I” e della cattedra della più importante Università pubblica italiana “La Sapienza”. Per oltre quattro anni ha ricoperto la carica di presidente della Società Oftalmologica Italiana. È stato componente dal 1981 al 1988 del Comitato di chirurgia e medicina del CNR, e per molti anni membro e direttore di sotto progetto di numerosi programmi finalizzati del Consiglio Nazionale della Ricerca. È autore di oltre 800 pubblicazioni scientifiche e non pubblicate sulle riviste nazionali e internazionali.

Ma è rimasto legatissimo alla Città di Bari, ove ogni settimana tornava felice ed orgoglioso delle origini, ove è stato a partire dalla sua fondazione nel 1994 anche Presidente della locale sezione dell’Associazione del Buongoverno il cui Presidente nazionale era il prof.Giuliano Urbani, due volte Ministro della Repubblica.

Entrato in Massoneria molto giovane nel 1976, ne ha scalato tutte i gradi e le gerarchie, lavorando sempre indefessamente ed in silenzio come soleva dire “al servizio della Libertà”, figlio e nipote di Massone, la sua non poteva che essere una scelta fortemente voluta.

Ha resistito nell’Obbedienza anche di fronte alla periodica caccia alle streghe, a dimostrazione della convinta e trasparente adesione, nel 1981-83 la gravissima crisi dovuta alla “scoperta” delle liste della Loggia P2 (Propaganda Massonica n.2) governata negli anni ’70 da Licio Gelli. Nel 1992-93 si è verificata la famosa inchiesta del Procuratore della Repubblica di Palmi, Agostino Cordova, con sequestro degli elenchi degli iscritti in tutta Italia e che portò il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga ad intervenire più volte evidenziando la natura persecutoria, denigratoria e meramente pubblicitaria di un’inchiesta che di fatto negli anni successivi non determinò ad alcun esito giudiziario. Nel 1993 il prof. Giuliano Di Bernardo all’epoca Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia realizzò una scissione clamorosa dal GOI che presiedeva per costituire una nuova Obbedienza Massonica, la Gran Loggia Regolare d’Italia, che poi egli stesso abbandonò.

Negli anni successivi al 2000, il prof. Corrado Balacco Gabrieli mantenne fieramente senza mai nasconderla la sua qualità di Massone, quantunque nel mondo accademico tale pubblica ammissione fosse spesso oggetto di pregiudizi.

La sua carriera sia accademica che scientifica non ne risentì, in quanto la professionalità era riconosciuta in tutta Italia ed Europa.

Nel 2001 diventò Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato del Grande Oriente d’Italia e ricoprì in carica fino al 2009.

È stato insignito nel 2014 riceve la benemerenza della Presidenza della Repubblica di “Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.

Fu e, lo è ancora oggi, il punto di riferimento e l’esempio da seguire per tantissimi giovani medici ma anche per tantissimi Massoni, per la costante presenza, per l’orgoglio di se stesso, per la serietà messa in tutte le attività della vita, per la disponibilità verso la società.

Ci ha lasciato il 7 settembre 2017, a soli 78 anni, continuando a lavorare con l’impegno, la serietà e la disponibilità di sempre fino all’ultimo giorno e con il desiderio fortissimo di continuare al farlo. In così poco tempo ha realizzato quanto la maggior parte degli uomini non riuscirebbe a realizzare nemmeno in quattro vite.

E, conformemente al modo spiccio, concreto e di poche parole ma molti, moltissimi fatti, anche lungamente meditati, ha lasciato beni e capitali a favore della società barese che ha illuminato senza riceverne sempre i meritati onori in cambio.

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