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Convince la prima opera della stagione lirica del Teatro Petruzzelli con “I dialoghi delle Carmelitane”

2 Feb 2015 | Nessun Commento | 1.047 Visite
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paulencCon un titolo sofisticato, “Les dialogues des Carmelites” di Francis Poulenc, un’opera che debuttò alla Scala di Milano nel 1957, tra le più apprezzate e rappresentate tra quelle composte nel novecento, si è inaugurata stasera la stagione lirica della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari che ha in cartellone, fino alla fine dell’anno, nonostante i tagli di bilancio, cinque opere liriche. Quella di oggi, un nuovo allestimento del teatro barese proposta – ha sottolineato il sovrintendente Massimo Biscardi – per preparare il pubblico all’ascolto di composizioni più moderne, si basa su un testo di Georges Bernanos che riferisce di un evento realmente accaduto alla fine del settecento durante gli anni della rivoluzione francese. L’orchestra è stata diretta dal maestro Daniel Kawka e la regia curata da Leo Muscato. La vicenda narrata è quella di un gruppo di suore che, nel periodo del terrore, contravvenendo alle nuove leggi rivoluzionarie, non rinuncia alla propria vocazione e viene ghigliottinato. Il regista Leo Muscato ha scelto di conservare le connotazioni temporali volute dai due autori e pertanto, all’apertura del sipario, lo spettatore ha davanti a sè una scena divisa a metà: nella parte superiore si vive con colori molto vivaci la rivoluzione nei palazzi e nelle strade, nella parte inferiore a tinte più cupe si vivono le paure delle religiose alle notizie che arrivano dall’esterno, che poi sono “quelle più comuni all’esistenza umana, legate alla sfera dell’emotività, la paura della perdita della libertà, della sopraffazione, della morte”. E qui l’opera riflette la profonda crisi religiosa vissuta da Poulenc per la morte di un suo amico musicista. “Ma man mano che il dramma prende corpo – ha detto il maestro Daniel Kawka nel presentarla – il ritmo ossessivo che si avverte sin dalle prime note, diventa sempre più netto e si trasforma nel ritmo della marcia, riflette l’evolversi dei rapporti tra i personaggi, è il tempo della morte. Non è una visione teatrale degli eventi, Poulenc mette in scena la vita stessa”. Bravi gli interpreti, quasi tutti di scuola francese, e il coro del Petruzzelli che ha sempre più carattere sotto la guida del maestro Franco Sebastiani. Buona la prova della giovane orchestra. Sono previste repliche il primo, 3 e 5 febbraio prossimi.

Foto di Carlo Cofano

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