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In 200mila a Melpignano per la “Contaminazione” della 21ª edizione della Notte della Taranta

26 Ago 2018 | Nessun Commento | 918 Visite
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ndt2018

E’ senza confini la Notte della Taranta firmata Andrea Mirò che sul palco del Concertone, riscaldato da un grande sole di luminarie, mantiene le promesse: «contaminare la tradizione» con altri linguaggi non significa tradire ma tramandare. L’orgoglio dell’identità salentina è ovunque: nelle voci dell’Orchestra popolare e degli ospiti italiani e stranieri, nel suono potente dei tamburelli, nelle movenze sensuali e sui volti dei ballerini che fanno innamorare con la pizzica, la danza che guarisce dal morso della Taranta. Non un ragno ma una «divinità zoomorfa» che ‘avvelenà e salva il cuore di chi la incontra. E’ accaduto anche ai tre cantanti del gruppo ‘Il Volo, ieri nel backstage del Concertone: «Chi lo sa – hanno detto ai giornalisti – l’anno prossimo potremo essere sul palco, sarebbe bellissimo». «Eravamo curiosissimi di vedere questo grandissimo evento», ha sottolineato Piero Barone, «mancano ancora 12 mesi e c’è tempo per organizzare la cosa», ha aggiunto Ignazio Boschetto, «e una canzone al volo si può sempre fare», ha chiosato scherzando Gianluca Ginoble. «Noi abbiamo sempre pensato che la musica non ha confini – hanno sottolineato – si può provare sempre tutto senza imporre barriere, proviamo e vediamo che succede».
Si è da subito «innamorata di questa musica ancestrale» anche la popstar italoamericana LP, Laura Pergolizzi, la più attesa tra gli ospiti: «Ma quando arriva?», chiedono i 200mila ‘tarantolatì che aspettano dal pomeriggio nel paese di tremila abitanti della Grecìa salentina. Prima che la grande festa inizi, però, il sindaco di Melpignano chiede un minuto di raccoglimento per le vittime di Genova e della piena del torrente Raganello. Il pubblico, emozionato, ammutolisce. Poi la musica torna protagonista per ore.
Sul palco arrivano i Dhoad Gypsies e l’urlo del Rajasthan stranisce i più conservatori che si rendono presto conto di quanto quella melodia che viene dall’India somigli alle voci del Salento: un fiume umano di persone, allora, libera un applauso che suona come la parola accoglienza. Anche i salentini Apres la classe, con il brano ‘Kalos Irtate, danno il ‘benvenuto in grico, cantando strofe scritte di propria mano per parlare del “ministro che se la prende con i neri, e vuole comandare: il Salento, però, sarà sempre una terra di mezzo».
Le differenze fra innovazione e tradizione si affievoliscono. Il lavoro di Mirò, coadiuvata dal polistrumentista e arrangiatore Davide Brambilla, fa scorrere la musica in un unico ‘flow’. Lo fa notare il rapper Clementino che approccia timido ‘La Palombellà infilando poi una serie di rime in cui è a proprio agio: «Chi è del Sud ora salta su», ordina con un free style al quale rispondono bambini e 90enni. Le fatiche del lavoro, i tormenti dell’amore, le passioni che fanno «finire in galera» sono cantate dagli artisti italiani e stranieri. A raccontare la condizione delle donne è la stessa Mirò che fa risuonare ‘Fimminè su chitarre indiane e una ‘bass linè reggae-dub. Poi il battere dei tamburelli si fa incessante per annunciare l’arrivo sul palco di LP: la versione ‘pizzicatà del suo successo ‘Lost on yoù e il suo caratteristico fischio conquistano immediatamente. La popstar si confronta con il dialetto salentino in ‘Vorrei volarè, dimostrando un impegno non da poco, e in ‘Pizzicarellà che canta per metà in inglese, accennando disinvolti passi della danza salentina.
La musica continua: la tromba di Frank Nemola completa il sound dei tamburelli, mentre il violino della cubana Yilian Canizares accarezza la sua voce perfetta anche per il grico di ‘Ela-Mu Conda’.
Tocca al graffiante accento napoletano di Enzo Gragnaniello far rivivere ‘Beddha ci stai luntanu e ‘Na ni na con il sax jazz di James Senese. Mentre è Mino De Santis a ricordare il paesaggio, tema di questa edizione: il poeta popolare salentino, con la sua voce calda, canta ‘La Terra, quella in cui questa musica è nata, e grazie alla ‘Notte della Taranta non morirà mai.

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