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Concluso a Calascibetta “WOL per XibetArt”: Quattro visioni, tre artisti, un unico leit motiv: l’Ambiente

18 Feb 2020 | Nessun Commento | 294 Visite
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Un museo a cielo aperto, fatto dalle opere degli street artist siciliani Antonio Barbagallo (detto Anc)” Ligama e Demetrio di Grado, che invita la comunità a riflettere e a voler prendersi cura del proprio ambiente. A Calascibetta (Enna) la Street Art si è fatta punto di partenza per trasformare e rendere l’area di via Maddalena punto di aggregazione e di nuove occasioni di sviluppo. Il profondo cambiamento dell’area fino a poco tempo fa trascurata e che oggi, invece, esplode di colori e di significati essenziali, si è realizzato grazie al progetto “XibetART”, articolato in due step, finanziato dal Comune di Calascibetta e promosso dall’Associazione 360StartUP di cui è presidente Stefano Iannello, con il coordinamento artistico di Mariasanta Buscemi.

Un percorso di valorizzazione del territorio xibetano che si è sviluppato tra dicembre 2019 e febbraio 2020 in continuità con la prima esperienza di WOL – Urban Rigeneration fatta ad Enna nel maggio 2018, coinvolgendo per la prima volta in assoluto 5 artisti internazionali: Corn79, MrFijodor, Ale Senso, Poki e Crezyone le cui opere si trovano tutt’ora nel ponte del Pisciotto.

Il primo cambiamento avvenuto nell’area di via Maddalena, sul muro che si trova dietro al plesso “G. Verga” di Calascibetta (comprensivo Santa Chiara di Enna) porta le firme di Antonio Anc e Demetrio Di Grado. Anc ha realizzato una bambina, simbolo del futuro e delle nuove generazioni, che con una mano sfiora un albero cui trasmette la sua energia, mentre Demetrio Di Grado ha rappresentato, con i suoi collage vintage delle donne, valorizzandone il ruolo sociale, ed un anziano e una bambina, a significare la continuità della vita su uno sfondo di fiori e colibrì. Come evidenza la responsabile artistica Mariasanta Buscemi “Le opere, realizzate dagli artisti, sono perfettamente in linea con la mission affidata al progetto artistico generale, l’Ambiente, un bene che, pur nel naturale e inarrestabile cambiamento delle cose e delle persone, deve essere protetto dalle alterazioni provocate dall’uomo e consegnato più vivibile e più sano alle future generazioni. Nell’opera di Anc una bambina, simbolo del futuro e delle nuove generazioni, che riceve energia dall’albero appena sfiorato. Questa “contaminazione positiva” è data dal verde nella sua mano e nella felpa. Quasi una magia. Con l’altra mano, invece, tiene un filo che sembra provenire dal suo zaino, legandola inesorabilmente ai mezzi capaci di cambiare in meglio il mondo: i libri, che vengono fuori dallo zaino, per sottolineare l’importanza del sapere e della cultura, e gli strumenti che, simbolicamente, indicano come la natura può e deve essere salvaguardata dall’uomo, per un futuro eco-sostenibile in uno scambio reciproco, quasi empatico, tra lui e la madre terra. In un gioco di figure geometriche colorate, che si frastagliano nello sfondo, emergono invece i collage vintage di Demetrio di Grado: delle donne, a valorizzare il loro ruolo nella società di oggi come in quella di ieri e, subito dopo, un anziano e una bambina, forse nonno e nipote, a significare il continuum della vita e la necessità della solidarietà tra generazioni diverse. L’antico delle stampe d’epoca, in bianco e nero, si amalgama armoniosamente con le luci, i colori e le forme geometriche, mentre i fiori, le foglie e i colibrì indicano la costante partecipazione della natura nelle nostre vite; per questo da proteggere. Gli sguardi di tutti i suoi personaggi sono nascosti da messaggi scritti; questa la cifra stilistica dell’artista.

Di Grado dice di questo suo lavoro : “il cambiamento è il messaggio della mia ricerca. Può rappresentare qualcosa di piacevole per alcuni, mentre per altri potrebbe invece essere una minaccia, fonte di preoccupazione e di stress. Il cambiamento, qualunque esso sia, deve partire prima di tutto dall’individuo.”

Protagonisti del secondo step, gli street artists siciliani Antonio Barbagallo (detto ANC) e Ligama che hanno mutato radicalmente l’aspetto dei due prospetti della Scuola Media plesso “G. Verga” dell’Istituto Comprensivo Santa Chiara di Enna. Sul prospetto di destra Antonio ANC ha realizzato una volpe, mentre Ligama su quello di sinistra ha realizzato una donna che tiene in mano una campana di vetro: “A destra – spiega la coordinatrice artistica Mariasanta Buscemi- l’opera di Anc è l’espressione perfetta della sinergia tra piante e animali, un’esplosione cromatica, un grande monito di come l’uomo deve prendersi cura della natura. La volpe, come animale guida, significa infatti allontanarsi dall’immobilismo ed abbracciare l’idea di agire velocemente, consapevoli dell’importanza di non perdere tempo, dal momento che, in molti casi, non vi è molto tempo per fare la scelta giusta. A sinistra nell’opera di Ligama una donna tiene in mano una campana di vetro. Quello che c’è dentro rappresenta la natura, la vita, il respiro e il profumo di un fiore. Sta aprendo la campana per liberare la natura o la sta chiudendo per proteggerla? Il senso è soggettivo e il messaggio è ambivalente: liberare la madre natura e, allo stesso tempo, proteggerla. Quindi gli uomini, con le loro azioni, devono essere complici dell’ambiente e non nemici.”

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