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Con il libro “Chiamami Fernanda” di Nazario D’Amato la leggenda diventa metafora di vita

1 Dic 2019 | Nessun Commento | 147 Visite
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Se amate i libri introspettivi, che parlano del vissuto umano, che riflettono e fanno riflettere sulla vita, Chiamami Fernanda – Una storia procidana è il libro che fa per voi. A scriverlo per Edizioni Del Poggio è stato Nazario D’Amato, reggiano di adozione, ma pugliese di nascita. La storia che ci viene proposta ha come elemento fondamentale e fondante il mare e il mare è anche una presenza importante nella vita dell’autore, che per un periodo della sua vita e per gli studi conseguiti ne è stato a contatto diretto. Dopo una fitta attività da cantautore, narratore e poeta, ha scelto di raccontare in prosa una storia che viene dal mare. Ispirandosi ad una leggenda che circola sull’isola di Procida, nel suo ultimo libro, racconta la storia di Paolo, «il cui vero nome è Pablo, ma tutti hanno da subito tradotto in Paolo», un marinaio il cui passato ha dell’avventuroso. Infatti, Paolo molti anni addietro è stato tratto in salvo dal mare in tempesta da una misteriosa figura femminile, la cui identità il nostro protagonista non è mai riuscito a scoprire. Da quel salvataggio, che lo ha fatto approdare sull’isola di Procida, Paolo non è più tornato a casa, si è stabilito definitivamente sull’isola perché «molto si è viaggiato, nessun continente è rimasto sconosciuto, tante volte si è gridato “terra, terra”, ed era sempre una terra diversa, una nuova conquista. Ora è la stagione del riposo, dell’approdo definitivo e permanente».

Paolo vive distante dalla comunità isolana e soprattutto lontano dalla comunità di marinai e questo non fa che alimentare storie fantastiche sul suo conto. Ma Paolo sta bene per conto proprio. Come amici ha un cane e una bambina, Archea, che per la giovane età è priva di pregiudizi e sa cogliere dal vecchio marinaio saggezza e amicizia sincera. Archea è una bambina curiosa, che sa stimolare il suo amico adulto, soprattutto spingendolo a raccontare le vecchie storie che provengono dal mare. E proprio in seguito ad una di queste richieste, veniamo a conoscenza della storia di Paolo e del suo salvataggio. Paolo, Archea e il cane sono su una piccola imbarcazione, solcano il mare calmo del golfo di Napoli e si raccontano e il lettore è con loro, li ascolta, li osserva e riflette sul senso della vita e degli eventi. Questo libro, dal forte rimando all’opera di Elsa Morante, è il perfetto compagno di viaggio per chi ama le letture introspettive. Lo stile di Nazario D’Amato, evidentemente influenzato dalla sua attività di cantautore, ha un ritmo poetico e una musicalità che rende la lettura di questo libro veloce e piacevole. Spesso il narratore interviene nella vicenda e rivolgendosi direttamente al lettore, informandolo e chiarendogli pensieri e situazioni che potrebbero rimanere in sospeso. Chiamami Fernanda è una storia di mare, è una leggenda, ma è anche la rappresentazione della vita nelle sue diverse età e con le sue specifiche caratteristiche, che vanno dalla speranza per il futuro all’appagamento per una esistenza vissuta pienamente e senza rammarichi.

Giuliana Livelli

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