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Con i corsi a vele spiegate, il Ciofs di Ruvo mette tavola a Natale

1 Gen 2014 | Nessun Commento | 1.399 Visite
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camerieri
Anche nel 2013 sono partiti, fra ottobre e dicembre, con le vele al vento, i corsi professionali della sede operativa di Ruvo di Puglia del CIOFS/FP.

Il corso per Operatore della ristorazione (1200 ore: 720 di lezioni frontali e 480 di stage), avviato il 25 novembre scorso, formerà ai fornelli 15 allievi dai 30 anni in su, che, avendo perso il posto di lavoro e pur non avendo specifiche esperienze in questo campo, potranno così trovare altre occasioni di impiego nel trainante settore della ristorazione.

Il corso per Pasticcere (1200 ore: 720 di formazione frontale e 480 di stage presso pasticcerie locali), partito il 24 ottobre, è rivolto, invece, a giovani sotto i 25 anni, ai quali è dedicato un percorso formativo che non solo prevede un facile inserimento occupazionale, ma anche, per i migliori sei corsisti, la possibilità di un tirocinio trimestrale, retribuito con un compenso di 600 euro mensili, presso le), migliori strutture del territorio.

Il corso per Cameriere di sala e bar (900 ore: 540 ore di formazione d’aula e 360 ore di stage iniziato il 9 dicembre, offre nuove opportunità, infine, a 18 lavoratori dai 18 anni in su (alcuni addirittura cinquantenni) con ammortizzatori, in mobilità o che hanno cessato un’attività imprenditoriale senza sostegno al reddito, disoccupati di lunga durata, iscritti nelle anagrafi dei Centri per l’Impiego della Provincia di Bari.

Nel chiacchierato panorama della Formazione professionale regionale, non sono corsi…fantasma, quelli organizzati dal Ciofs/FP di Ruvo di Puglia, sempre progettati con grande attenzione alle reali dinamiche occupazionali e, perciò, seguiti dagli allievi con vero interesse e grande voglia di imparare.

Non sono fantasmi i docenti e non sono fantasmi i corsisti, tutte persone motivate, generose e pronte a spendersi, come avviene da due anni, in occasione delle festività natalizie, anche sul fronte della solidarietà. Infatti, il giorno 17 dicembre, tutti gli allievi dei corsi si sono rimboccati le maniche per donare un sorriso ai meno fortunati. Ed ecco pronti e serviti, il “Pranzo di Natale” per i ragazzi del locale Centro diurno e loro famiglie e la “Cena di Natale” per le famiglie assistite dalla Caritas.

pasticcieri
Le cucine e la sala ristorante sono state allestite presso l’Istituto Sacro Cuore, retto dall’anno 1927 dalle Salesiane di Don Bosco, figlie di Maria ausiliatrice, e dal 1963 anche sede del Centro di formazione. Per i corsisti, è stato, il primo banco di prova – come ha spiegato Antonella Bruno, la brava presentatrice della serata – e ognuno ha voluto dare il meglio di sé, compenetrandosi nel proprio ruolo e mettendo a frutto ciò che ha già imparato durante le ore di lezione.

Non ho potuto ignorare il cordiale invito a cena di Suor Imma Milizia e di Angela Summo, rispettivamente direttrice e coordinatrice del Centro, e, perciò, posso parlare a ragion veduta. Seduto al tavolo 8, sono stato diretto testimone ed estimatore delle capacità di questi giovani, che, sotto la guida dei docenti e partners di progetto (Salvatore Turturro della Factory del Gusto di Molfetta, Luca Cappelluti del ristorante Convivio di Ruvo, Paolo Berardi della gloriosa Pasticceria rubastina), hanno saputo, con pochi ed economici ingredienti, approntare buone e insolite pietanze e, con simpatia, svolgere un servizio di sala pressoché impeccabile. Udite, udite che cosa hanno preparato e servito ai tavoli. Antipasto: creme caramel di spinaci, crostino di panettone e salsa di gorgonzola; Primo piatto: agnolotto ai crostacei in salsa champagne; Secondo piatto: rosa di spigola, miele, cacao e mazzancolle dell’Adriatico; Dessert: frutta caramellata al moscato di Trani, cialdina croccante di nocciole, dolci tipici della tradizione natalizia (risultato tangibile di un approfondimento tematico con il pasticcere ruvese Giuseppe Petrarota). Il tutto, considerato il contesto, è stato accompagnato da una accettabile Verdeca IGP Valle d’Itria (vinicola Cardone di Locorotondo, solfiti da controllare, grazie).

E qui, dopo aver bissato, con altrettanta onestà lo dico: le spigole (di allevamento, ovviamente) mi son piaciute assai (evidente lo zampino dello Chef Cappelluti!) e sono sicuro che, risvegliandosi nel piatto, pur non riconoscendosi, si sarebbero piaciute anche loro, spigole dall’incerto destino, così delicatamente spalmate di miele e cacao ed elegantemente acciambellate su un profumato letto di verdurine in agrodolce, uvetta passa e capperi a cantarla in armonico accordo.

Sotto il beneaugurante albero natalizio brillavano, a intermittenza, tante lucine colorate. Don Bosco, il Formatore per eccellenza, dal suo solito posto (un grande ritratto sulla parete del salone), ci strizzava l’occhio. Buone feste a tutti!

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