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LSDmagazine
Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.
         Direttore responsabile: Michele Traversa
Ciao papà

1 Mag 2008 | 2 Commenti | 14.307 Visite
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L’arzillo Albert

Così è arrivato il giorno, sapevamo che sarebbe successo, non pensavamo così presto… La nostra disperazione segue dalla disperata domanda: ma perché così giovane!? Aveva solo 102 anni!, il nostro padre spirituale Albert Hoffman, colui il quale il 16 novembre 1938, mentre svolgeva le sue tediose ricerche per l’azienda chimica Sandoz a Basilea, sintetizzò per primo il dietilamide-25 dell’acido lisergico, che si trova nell’ergot, un fungo parassita della segale. Voi e noi comunemente lo chiamiamo LSD!
In principio non ebbe molta fortuna, le sperimentazioni sugli animali infatti non produssero effetti interessanti. Hoffman dovette abbandonare la sua scoperta e quel pò di speranze a cui ogni scienziato, scrittore, artista, perviene quando concepisce qualcosa di nuovo, quando crea o combina elementi appartentenenti ad universi conosciuti in elementi che aprono nuovi e stupefacenti universi.
E l’ lsd di nuovi universi ne ha aperti eccome, il pricipale del quale,la psichedelia divenne fondamentale nella formazione dell’immaginaro di una generazione che segnerà, nel bene e nel male, la storia del secolo scorso. Ma non affrettiamoci.
Torniamo a lui, al nostro chimico, brillante ma che a 37 anni non aveva scoperto ancora nulla di interessante. “Bé non è che sono così vecchio”, pensava, ma di sicuro qualche timore di rimanere lì confinato, in quei laboratori di quella multinazionale (criminale per definizione) ce l’aveva. Quando…

 …mentre risintetizzava nuovamente il suo amato-odiato acido lisergico ecco che una goccia gli cadde sulla mano. Succede sempre così, per caso, le grandi scoperte avvengono per caso: dimentichi un pò di sostanze nel cassetto, quelle un giorno si illuminano da sole e scopri le prorpietà del radio! Purtroppo però è ancora presto per scoprirne gli effetti maligni sulla tua salute così muori dopo pochi anni di leucemia, -dopo esserti messa in tasca un nobel, però-.
Ciò non accadde, evidentemente, ad Hoffman, gli effetti dell’acido erano notevolmente differenti: “In casa mi distesi con uno strano e spiacevole senso di intossicazione caratterizzata da un’ immaginazione stimolata all’estremo”. “Come sospeso in un sogno, con gli occhi chiusi perché trovavo la luce del sole troppo abbagliante, ho sperimentato un flusso ininterrotto di immagini fantastiche, forme meravigliose con giochi caleidoscopici di colori straordinariamente intensi”, fu la descrizione che Hofmann fece di una delle prime esperienze letta in Svizzera nel 2006 durante un convegno sull’ Lsd per festeggiare i suoi 100 anni. “Dopo alcune ore l’effetto gradualmente svanì”, aggiunse Hofmann, che da solo e in compagnia di altre persone condusse diversi esperimenti, prendendo anche appunti sulle sensazioni intense e difficili da seguire che si accavallavano nella sua mente. Hofmann credeva che l’Lsd potesse aiutarci a comprendere la struttura della mente umana, a seguirne i percorsi e i processi associativi, le origini dell’immaginazione. Che potesse aiutarci a comprendere e individuare patologie come la schizofrenia.
E fu pichedelia!

psichedelia’70
Inizialmente, l’acido -distribuito fino al ’66 gratis dalla Sandoz a tutti gli scienziati che volevano  sperimentarne gli effetti- trovò largo uso tra gli psichiatri e gli psicologi per la cura della schizofrenia e come ausilio per le sessioni di psicoterapia. Molti test clinici vennero condotti con successo sul potenziale uso dell’LSD come componente di una psicoterapia psichedelica per curare autismo, depressione e alcoolismo. Nel frattempo i servizi segreti di vari paesi cominciarono a sperimentarne le potenzialità come sostanza per gli interrogatori, il controllo mentale e l’ingegneria sociale. Si ritiene che la CIA abbia condotto estese ricerche in questo senso.
Durante gli anni Cinquanta l’LSD cominciò a diventare popolare in alcuni circoli a scopo ricreativo. Alcuni studiosi (in particolare Timothy Leary e Richard Alpert) si convinsero che l’LSD poteva avere altre applicazioni oltre a quelle cliniche ed essere un mezzo di crescita ed esplorazione spirituale. Tuttavia, accusati di non essere guidati da uno spirito propriamente scientifico, vennero allontanati dalla comunità accademica. Leary e Alpert furono strumentali nel diffondere l’uso e la conoscenza dell’LSD tra il grande pubblico inserendosi nei movimenti di cultura alternativa degli anni Sessanta. L’LSD divenne rapidamente un simbolo della cultura hippie. Nel 1967 l’uso e la produzione di LSD per scopi sia personali che scientifici venne bandito negli Stati Uniti e successivamente nella maggior parte dei paesi del mondo. La produzione e la commercializzazione di questa sostanza continuò comunque clandestinamente alimentando il mercato nero delle sostanze stupefacenti e quindi le varie mafie del mondo.
Ma furono gli anni ’70 i più importanti dal punto di vista degli effetti culturali prodotti dall’acido lisergico. Ispirati dai versi di Allen Gisnberg e Hudolf Huxley, numerosi artisti interpretarono gli effetti chimici dell’acido, in uno stile di vita caratteristico, traducendoli in un senso di libertà senza confini dalle convenzioni e persino da se stessi: c’è chi sostiene, difatti, di essere riuscito a realizzare l’esperienza della fuoriuscita dal proprio corpo. Jim Morrison, dagli effetti allucinogeni, trasse il nome per il suo gruppo rock, i Doors (pote della pecezione); i Beatles scrissero Lucy in the Sky with Diamond (LSD, appunto); un intero filone della musica rock assunse il nome di “rock psichedelico”, riproducendo in suoni le immagini scatenate dalla sua assunzione. Albert Hoffman scrisse, “Viaggi acidi e LSD: il mio bambino difficile”. Sempre contrario all’uso dell’ Lsd come droga, di certo continuò ad assumerne a scopo scientifico. E direi che la cosa non gli abbia fatto poi così male.  Solo ieri, difatti, si è spento, sorridente come al solito, il chimico svizzero, partito per il suo ultimo trip alla veneranda età di 102 anni.
Dal suo esempio, la redazione di lsdmagazine mutua la sua contrarietà all’abuso della sostanza come droga. Tuttavia vorremmo sottolineare quanto sia importante, allo scopo di dare una notizia, esprimere un’opinione, rendere conto della storia della propria società e delle società altre, spostarsi da se stessi (dal proprio contesto e dagli a priori del nostro sistema culturale) e rendersi completamente liberi alla percezione dei propri sensi. Perciò abbiamo scelto questo nome, per rendere in parole le immagini, all’apparenza psichedeliche e stupefacenti, che la nostra società e i media ci rimandano; e trovarne il senso soggiagente -per nulla allucinante o astratto-, la verità profonda scevra della contaminazione del convenzionale e della manipolazione del potere. Questo è il nostro obiettivo, la meta del nostro viaggio.

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2 commenti

  1. salvatore's Gravatarsalvatore
    29 Settembre 2008 at 10:32 | Permalink

    Ciao ragazzi,

    Sono un chitarrista compositore di rock anni 70′ 60′ soprattutto psichedelico… la musica senza regole.

    Senza bisogno di acido, ho le mie visioni di un mondo interiore che si è creato, ho mi è stato creato booo.

    publicherò il mio libro prima o poi.

    Sono stato soggetto a cure per ripristinare i valori, di alcune sostanze che mi procuravano, effetti ancora più devastanti dell’ acido.

    Sarà un bene o un male, booo

    Sono mancino, sarà un caso. Ho avuto una storia difficile, travagliata, e sofferente.

    Ancora, anche se sto molto meglio, devo venirne a capo. Ma le canzoni che mi stanno uscendo sono una meglio dell’altra, almeno secondo i miei gusti.

    Il mio maestro mi guida stupefatto, nel panorama delle ballate rock anni 60 e 70 per impararare almeno le regole, per poi dopo averle in mano trasgredirle.

    E bello sovrascrivere, con il registratore a computer le traccie, con organi, chitarre slade con overdrive, e delay con 800 o 1000 ms.

    stoppare mettere i cori distorti, una bella ritmica qui e la’ pezzi di basso alla flea.

    Ora divago troppo, ma mentre faccio questi pezzi stile myke oldfield. Viaggio con la mente e provo sensazioni più forti del sesso.

    E normale?

    Ciao buon psichedelico a tutti

  2. 29 Settembre 2008 at 17:21 | Permalink

    Aiutaci a capire meglio il tuo modno psichedelico, inviaci le tue composizioni a: info@lsdmagazine.com, saremo felici di ascoltarle e dirti quello che ne pensiamo (sempre che ti interessi).

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