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Christian Boltanski con “Personnes” rappresenterà la Francia a Venezia

6 Gen 2010 | Nessun Commento | 2.676 Visite
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Christian BoltanskiChristian Boltanski, che rappresenterà la Francia alla 54esima Biennale di Venezia nel 2011, apre il 13 gennaio una ricca stagione di mostre, con un’installazione inedita al Grand Palais di Parigi nell’ambito di Monumenta, iniziativa del ministero della cultura che invita ogni anno un artista contemporaneo di fama internazionale a creare un’opera per i 13.500 mq della navata del Grand Palais.

Per la terza edizione (dopo Anselm Kiefer nel 2007 e Richard Serra nel 2008) Boltanski ha creato un gigantesco quadro animato, un’opera che evoca una riflessione sociale, religiosa e umana sulla vita, la memoria, la presenza della morte, che ha chiamato Personnes (persone ma anche nessuno al plurale).

Tra le mostre del primo trimestre dell’anno, dal 10 marzo al 19 luglio il Centre Pompidou rende omaggio a Lucian Freud, il pittore della carne, nato a Berlino nel 1922 e nipote di Sigmund. Creatore della Scuola di Londra con Francis Bacon e Frank Auerbach, il grande pittore figurativo britannico torna a Parigi- dopo la mostra monografica del 1987- con una cinquantina di quadri e una decina di stampe dagli anni 70.

Il 24 febbraio e fino 24 maggio arriva al Grand Palais William Turner messo a confronto con quadri di pittori che furono per lui fonte di ispirazione, tra cui Canaletto, Poussin, Rembrandt, Rubens, e con opere di inglesi a lui contemporanei come l’Inaugurazione del ponte di Waterloo di John Constable. Al Petit Palais, dall11 marzo al 29 agosto, Yves Saint Laurent, prima retrospettiva dello stilista che ha fatto della moda un’arte. Trecento modelli, disegni, documenti e filmati che rivelano le sue fonti d’ispirazione, i suoi viaggi immaginari fino in Cina, i dialoghi con i più grandi artisti. E per finire il Museo dOrsay ospita dal 15 marzo al 27 giugno una singolare mostra, Crime et chatiment, delitto e castigo, titolo preso in prestito da Dostoievski per un tema plastico e filosofico, l’estetismo e la violenza. Una mostra che va dal 1791 al settembre 1981, data dell’abolizione della pena di morte dovuta all’ex guardasigilli Robert Badinter, che ne è il curatore con l’accademico Jean Clair.

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