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Caso Hulk Hogan: la violazione di privacy da parte del sito Gawker sanzionata a 140 milioni di dollari

6 Giu 2016 | Nessun Commento | 885 Visite
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hLa guerra dei miliardari della Silicon Valley fra vendetta, gossip e milioni di dollari. I protagonisti sono il fondatore di eBay, Pierre Omidyar e Peter Thiel, co-fondatore di Paypal e investitore di Facebook. A scatenarla, è la battaglia legale fra il sito di gossip Gawker e l’ex lottatore di wrestling professionista Hulk Hogan. La vicenda sembrava destinata a chiudersi ‘pacificamente’, con la giuria che ha imposto a Gawker il pagamento di 140 milioni di dollari di danni a Hogan per aver infranto la sua privacy pubblicando un video hard.

Al verdetto è seguita l’uscita allo scoperto del ‘trionfante’ Thiel, che ha ammesso di aver aiutato finanziariamente Hogan a coprire le spese legali. Un coinvolgimento, quello del guru della Silicon valley, spinto dalla vendetta: dieci anni fa il sito Gawker lo ha definito gay, e questo non sembra proprio essergli andato giù. Da qui le sue manovre dietro le quinte a suon di milioni di dollari per aiutare tutti coloro, incluso Hogan, pronti a farsi valere per vie legali contro il sito, con l’obbiettivo di distruggerlo dopo aver “rovinato la vita a molti”, come denunciato dallo stesso Thiel. La sua discesa a fianco di Hogan ha spaccato la Silicon Valley, che con i suoi prodotti cerca di rendere il mondo più trasparenteh2 mentre chi su di lei si è arricchito lavora dietro le quinte esercitando il potere dei soldi. Una spaccatura ancora più evidente nelle ultime ore con l’impegno del fondatore di eBay ad aiutare Gawker nel sostenere le spesi legali per l’appello contro il verdetto sul caso Hogan. La sanzione da 140 milioni di dollari rischia infatti di prosciugare le casse del sito e di farlo scomparire, eliminando – secondo il fondatore di eBay e molti dei critici di Thiel – uno strumento di libertà di stampa.

L’impegno dei due miliardari in una causa a loro estranea mostra il “potere dei soldi e la loro capacità di influenzare anche i processi legali” affermano alcuni osservatori, preoccupati della possibilità che i ‘paperoni’ possano approfittare della debolezza finanziaria dei media per ‘farsi rispettare’, ovvero farsi trattare come vogliono, senza critiche e commenti. Ma in molti si schierano con Thiel. “Gawker deve bruciare all’inferno” afferma Michael Arrington, fondatore di TechCrunch, definendo Thiel un “codardo” per h3non aver dichiarato da subito il suo ruolo. “Grazie Thiel” è il commento di Jessica Livingston, co-fondatrice dell’influente incubatore di start up Y Combinator. “Ai giornalisti va data una lezione” afferma il miliardario Vinod Khosla schierandosi con Thiel. Il co-fondatore di PayPal è un personaggio controverso, che ha appoggiato Donald Trump e il suo impegno a buttare giù le barriere che impediscono di far causa ai giornalisti.

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