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Calisthenics e Powerlifting, cosa sono? Ne parliamo con Daniele Inverardi e Francesco Iavarone

10 Ago 2014 | Nessun Commento | 2.930 Visite
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pesi44Due parole quasi impronunciabili, Calisthenics e Powerlifting; dietro di esse due mondi che, apparentemente distanti, hanno trovato il modo di “sposarsi” grazie alla lungimiranza e alla competenza di Antonello Monno, Posturologo con un’ottima carriera di Direttore tecnico alle spalle. Noi di LSDmagazine abbiamo incontrato Daniele Inverardi, leader del Baristhenics, il primo gruppo di Calisthenics della città di Bari, e Francesco Iavarone, medaglia d’argento al Campionato europeo di Powerlifting; abbiamo posto loro alcune domande.

Iniziamo dall’essenziale, ovvero dalle definizioni di Calisthenics e il Powerlifting, e da ciò che vi ha appassionato. Perché vi siete avvicinati a tali discipline?

D: “Il Calisthenics è uno degli allenamenti più antichi del mondo, risalente all’antica Grecia; la stessa etimologia della parola è greca e significa “bellezza della forza”, a voler sottolineare l’utilizzo della propria capacità atletica per la creazione di figure progressivamente più complesse e belle. La sua fama risale al 2008, grazie ai filmati postati su Youtube da Hannibal for King, un ex-carcerato che, sin dai suoi giorni in prigione, prova ad integrare esercizi a corpo libero di base con movimenti della ginnastica. Oggi è uno sport a tutti gli effetti, con evoluzioni di tecnica e precisione dei movimenti, al quale mi sono appassionato per la sfida contro la gravità e contro ogni limite imposto dagli allenamenti “standard” ”.

F: “Il Powerlifting, o alzata di potenza, è una disciplina sportiva che consiste nell’esecuzione di tre esercizi: lo squat, la distensione su panca piana e lo stacco da terra; si distingue dal Sollevamento pesi principalmente per il tipo di esecuzione dell’esercizio: nella pesistica tradizionale un atleta solleva un bilanciere dal pavimento sopra la sua testa, nel Powerlifting i movimenti sono più corti ei carichi molto più elevati. La pesistica nasce alla fine dell’Ottocento, ma è negli anni ’70 che si hanno le prime competizioni, dapprima negli Usa e, successivamente, nel resto del globo. Ciò che mi ha appassionato, fino a farne un lavoro, è la ricerca continua della tecnica perfetta, del miglioramento personale, e dell’essenza che amo insegnare e che si racchiude in sacrificio, dedizione e perseveranza. Seppure i movimenti alla base del Powerlifting, piegamento sulle gambe o squat, stacco da terra e distensione sopra la testa, altro non sono che movimenti eseguiti giornalmente da ciascuno di noi, la finalità è quella di apprendere a compierli in modo “funzionale” e corretto”.

pesi456Cosa ha significato l’incontro con Antonello Monno? E quali sono gli obiettivi che vi siete posti con quello che noi abbiamo definito “matrimonio”?

D: “Grazie ad Antonello, io e Francesco ci siamo incontrati e abbiamo compreso come sia possibile creare un programma di allenamento in cui le due discipline si integrano, come se fossero “cugine”, una va bene con l’altra e viceversa”.

F: “Credo che Antonello sia avanti anni luce rispetto a tanti; è una professionista di grande competenza e mi ha trasmesso la sua passione sin dal primo momento. Ideando il FunctionalathleticProgram è riuscito ad unire più discipline, a diverso impatto metabolico, in modo da dare a chi le pratica vantaggi sia dal punto di vista delle capacità condizionali (organico-muscolari) che coordinative (percettivo-cinetiche); si tratta di un programma di elevatissima qualità, sostanzialmente inedito nel panorama del territorio barese, e non solo”.

Quali consigli dareste a chi intende avvicinarsi a tali discipline?

D: “E’ necessario lavorare sulle basi e creare fondamenta solide, porsi un obiettivo preciso ed eliminare dal proprio vocabolario la parola “impossibile”, ne gioverà il fisico e soprattutto la mente, in quanto superare un limite o un “è impossibile” aumenta l’autostima”.

F: “Tali discipline, in quanto funzionali, sono adatte a qualsiasi soggetto, purché in condizioni fisiche e di salute idonee. Esiste una pesistica adattata, ovvero una disciplina proposta all’interno della preparazione atletica di numerosi sport (pallavolo, rugby, football americano, etc.) e dunque proponibile a numerosi individui, che siano atleti principianti o professionisti, o semplicemente clienti di un centro fitness. L’unico consiglio è di accertarsi sempre sulle qualifiche e sulle esperienze conseguite dai propri allenatori”.

Progetti per il futuro?

D: “Semplicemente contribuire a diffondere questa antica quanto innovativa arte, e consolidare nel tempo ciò che si sta creando”.

F: “Partendo dal presupposto che amo moltissimo ciò che faccio attualmente, credo che non si possa abbandonare un lavoro che è parte di noi, sarebbe come tradire ciò che si è. Il mio motto è sempre stato “So di non sapere”; parto da esso per augurarmi di ampliare progressivamente la mia cultura e la mia preparazione. Che cosa vorrei fare da grande? Vorrei continuare a fare il personal trainer posturale, il preparatore atletico, nonchè imparare le tecniche di terapia manuale lasciando spazio alla kinesiologia e alle scienze affini”.

Grazie Daniele, grazie Francesco!

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