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Calcutta canta dritto al cuore nel suo tour sold out arrivato al Palaflorio. A sorpresa i Boom da Bash

26 Gen 2019 | Nessun Commento | 801 Visite
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calcuttaPassare in pochi mesi dai palchi dei club di tutta Italia a un tour nei palazzetti, completamente sold-out, non è da tutti. È quello che è accaduto a Calcutta, al secolo Edoardo D’Erme, 29enne di Latina che ieri sera ha portato la sua musica (e soprattutto le sue parole) sul palco del PalaFlorio di Bari. Un’ora e mezzo di concerto, con un pubblico in delirio, e lui, piuttosto timido (non fa mai un passo verso il parterre) e quasi incredulo da tutto questo successo, risponde con uno show piacevole, che non fa gridare al miracolo, ma che comunque fa capire il motivo per cui il fenomeno Calcutta sia così acclamato.
calcutta5Edoardo scrive quello che il pubblico (soprattutto quello adolescente) vuole sentirsi dire. Parla di amore, in tutte le sue sfaccettature, di sesso, di solitudine, di notti sotto la pioggia, di storie di ragazzi che cercano attenzioni in un mondo che non li ascolta. Lo fa con quella strafottenza di cui oggi un cantante deve dotarsi per sopravvivere alle critiche (e ai social), soprattutto di chi lo accusa di essere passato dall'”indie” al pop. Un atteggiamento così, a qualcuno può dare fastidio. Ma basta concentrarsi su un paio di testi dei suoi brani, da quel «Volevo solo scomparire in un abbraccio» di “Cosa mi manchi a fare”, o «Negli occhi ho una botte che perde, e lo sai perché, perché mi sono innamorato, mi ero addormentato di te», di “Pesto”, per rendersi conto che se questo è il prezzo da pagare per avere testi così nel 2019, periodo storico in cui la musica italiana si basa al 99% sulla parola, qualche eccesso glielo si può perdonare.
calcutta2Il concerto scorre liscio con tutte le hit, da “Kiwi” a “Orgasmo”, da “Gaetano” a “Frosinone”, accompagnato da una band di tutto rispetto (comprese 4 brave coriste) e una scenografia modernissima con un ledwall su cui si alternano grafiche psichedeliche e clip video (indimenticabile quella con Fiorello e Paolo Fox che presentano “Oroscopo”). E proprio su “Oroscopo”, il brano che l’ha consacrato, la sorpresa: sul palco arrivano i Boom da Bash, salentini e prossimi a partire per il Festival di Sanremo, che cantano insieme a lui, e sulle note della canzone uniscono anche un pezzettino della loro hit estiva “Non ti dico no”. Una bella collaborazione, che toglie definitivamente a Edoardo la ‘nomea’ di “cantante-indie-spocchioso-che-non-si-mischia-alla-schiera-di-artisti-mainstream”. Perché Calcutta è mainstream eccome, e dati i consensi di pubblico che sta ottenendo, può anche ritenersi fiero di esserlo.

Foto di Rocco Pietrocola (riproduzione riservata)

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