English Spanish German Russian Chinese Italiano
LSDmagazine
Il vostro pezzo mancante. Cultura, Stile, Vita, Attualità, Relax e non solo.
         Direttore responsabile: Michele Traversa
Cafarnao-Caos e Miracoli di Nadine Labaki: capolavoro da vedere

1 Mag 2019 | Nessun Commento | 402 Visite
Di:
Print Friendly, PDF & Email

Cafarnao-Caos e Miracoli diretto da Nadine Labaki, che si è ritagliata anche un ruolo al suo interno, quello dell’avvocato (la regista è anche sceneggiatrice con Khaled Mouzanar) distribuito da Andrea Occhipinti con Lucky Red propone una storia commovente nella sua drammaturgia e che non indulge in retorica, ma piuttosto insiste sull’umanità di alcuni personaggi principali appartenenti al proletariato di un quartiere di Beirut, soffermandosi  sui problemi dell’infanzia. I due veri protagonisti  sono il dodicenne Zain, interpretato dal siriano Zain al-Rafeea ( analfabeta e attualmente trasferitosi in Norvegia con la famiglia) e   il piccolissimo  Yonas (Boluwatife Treasure Bankole) di   circa due anni e mezzo.

Il primo appartiene a una famiglia numerosissima per  numero di figli, il secondo è il figlio unico di un’immigrata irregolare, Rahil,  alla quale dà il volto l’attrice etiope Yordanos Shiferaw.

Va rilevato come i tre attori  menzionati abbiano un volto bellissimo che illumina tutto il film, ma in esso è importante un insieme di personaggi, anche quelli negativi ,che si relazionano tra loro in un ambito molto povero e disperato.

La sinossi del film, riassunta velocemente col fatto che Zain  denuncia i genitori per averlo messo al mondo, è in realtà troppo sommaria.

La pellicola vuole  condannare tra le altre cose l’utilizzo di ragazze giovanissime date in sposa al miglior offerente come accade alla sorella minore  (ma di poco) di  Zain ,  Sahar (Cedra Izam).

Non appena venuti a conoscenza che la ragazzina ha il menarca, ella viene data in moglie ad Assadd, un commerciante.

La “cessione” è motivata dal vantaggio di avere una bocca in meno da sfamare, all’interno di un contesto degradato, nel quale quale il piccolo protagonista è solo un “numero” e per giunta sgradito al capofamiglia, essendone il figliastro.

La fuga del ragazzino che dopo avere vagato per la città e  avere cercato inutilmente un lavoro si rifugia in casa di Rahil, che lo accoglie per sfamarlo (mentre egli diventa il baby sitter del bambino Yonas, durante l’assenza   per lavoro della donna ) viene accolta con indifferenza dalla famiglia di origine del pre-adolescente, che non possiede documenti e del quale è incerta l’età.

Essa verrà definita attraverso una perizia medico-legale dopo che  il ragazzo accoltellerà il neo-cognato, al quale attribuisce la colpa per la morte della sorella.

A causa di una gravidanza troppo precoce, la ragazzina ha avuto un’emorragia ed è stata soccorsa in ritardo .

Accoltellato il marito di Sahar, Zain  finisce in prigione assieme a detenuti adulti.

Del film si apprezzano oltre che le interpretazioni straordinarie di tutto il cast anche le capacità tecniche della regista, che ha elaborato una storia appassionante, sceneggiata perfettamente ed elegantemente.

La candidatura agli Oscar 2019 come migliore pellicola straniera è stata consequenziale.

La parte migliore è quella centrale quella illustra le peripezie di Zain alle prese col piccolo Yonas, trasportato attraverso carretti o addirittura in braccio per lunghi km attraverso la città, alla  ricerca di  cibo  e della madre del bimbo, svanita perché arrestata.

Alcune sezioni sono addirittura comiche, laddove viene introdotto il personaggio dell’Uomo Scarafaggio, un anziano che lavora per un cadente parco giochi, oppure fortemente empatiche, quando  Zain riesce a telefonare a un programma televisivo di cronaca dalla prigione suscitando l’entusiasmo dei carcerati. 

Il giudice e il personale del tribunale vengono raffigurati come elementi comprensivi di una giustizia che però può solo registrare gli effetti del degrado sociale, che producono crimini a volte giustificabili appunto da condizioni miserrime.

Una parte del film vede Zain recarsi presso le farmacie con una ricetta medica contraffatta per acquistare del tramadolo, che trattato in una certa maniera e liquefatto venderà a terzi, ricavandone denaro contante per sopravvivere. Esso diventa infatti, unito ad altri ingredienti, una droga molto richiesta nei quartieri- ghetto.

Ma esiste anche l’intenzione del ragazzo di scappare clandestinamente in Svezia o Turchia.

A questo proposito si abbina la disonestà del falsario di documenti Aspro, che in realtà è un trafficante di migranti che rivende come schiavi e il quale vuole impadronirsi del piccolo Yonas per venderlo a genitori adottivi. 

Sono perfette, naturali e commoventi le movenze del piccolo attore che interpreta Yonas mentre è da considerare di rilievo l’interpretazione dell’attrice che dà il volto alla madre di Zain (Souad)in quanto sofferta e convincente, performata da Kawsar Al Addadd.

Il film coprodotto dal Libano con la Francia anche con capitali statunitensi  ha vinto il premio della Giuria al Festival di Cannes 20018.

.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

CASHBACK WORLD
il mondo visto di traversa
per vie traverse
Sinestesie Mediterranee
LSD webradio
Coming Soon

LSD television
Coming Soon

per vie traverse
Per Informazioni
E-Mail: info@lessonnumper1.it

Categorie