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Bif&st. L’edizione 2016 si apre con la master class in ricordo del Maestro Ettore Scola

2 Apr 2016 | Nessun Commento | 923 Visite
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b3Si apre il sipario sul Bif&stBari International Film Festival 2016. L’edizione in corso non poteva che iniziare nel segno delle emozioni e nel segno di chi è stato per anni il “regista” e fra i principali “attori” della kermesse cinematografica barese, il Maestro Ettore Scola scomparso lo scorso gennaio. Il cineasta resta anche nel 2016 il presidente onorario del festival, non poteva essere altrimenti dato l’eccezionale impegno da lui prodigato affinché il Bif&st, partito in quel lontano 2009 in sordina, nell’arco di pochi anni potesse ritagliarsi uno spazio in primo piano tra i maggiori concorsi cinematografici del Bel Paese.

Un Teatro Petruzzelli, stranamente poco affollato, questa mattina ha salutato il ricordo di Scola dedicando al regista la prima mattinata dell’edizione in corso del festival. La formula resta inalterata anche quest’anno per quanto riguarda il ruolo assegnato al tempio della musica barese: ogni mattina si terrà la proiezione di un film cui farà seguito una master class in compagnia di chi, a quello stesso lungometraggio, ha lavorato. L’unica differenza è data dal focus di interesse che quest’anno slitta dal mestiere del regista a quello dell’attore.

A dare il via al ciclo di appuntamenti mattutini al Petruzzelli è stata la proiezione dell’ultimo lavoro dietro la macchina da presa del Maestro Scola,  “Che strano chiamarsi Federico”, cui è seguita un’insolita master class corale i cui ospiti d’eccezione sono stati Francesca D’Aloja, Massimo Wertmüller, Daniela Poggi, Rolando Ravello, Antonella Attili, Valeria Cavalli, Anita Zagaria e Andrea Occhipinti, moderati dal critico cinematografico Jean Gili. Il teatro si è trasformato per una mezzab2 giornata in una galleria di vivaci ritratti: dapprima quello di Fellini dipinto mirabilmente da Scola nel suo lungometraggio del 2013, poi quello dello stesso Scola che si è andato delineando poco per volta attraverso gli aneddoti e i ricordi di quegli attori che dal cineasta sono stati diretti e che del Maestro hanno conosciuto tanto il professionista quanto l’uomo. In platea, tra il pubblico, anche la sua famiglia.

A rompere il ghiaccio è stato lo stesso Jean Gili, amico e collega di Scola. “Manca. Mi piacerebbe averlo accanto e invece non c’è”. Si alternano al microfono tutti gli ospiti presenti, ognuno col suo bagaglio di esperienze da raccontare, una fonte talmente inesauribile che la master class sarebbe potuta andare avanti per ore. Nessun panegirico o epitaffio sul palco del Petruzzelli ma solo una chiacchierata informale tra amici, come se il teatro si fosse trasformato in un salotto in cui ridere e scherzare di un “familiare”, come lo ha definito Francesca D’Aloja. Ne emerge il ritratto di un uomo a tratti ostico ma dotato di una sensibilità senza pari. Di un uomo elegante e puntuale, come il suo sarcasmo.

“Scola riusciva a mettermi in una predisposizione d’animo tale da recitare in maniera del tutto naturale – commenta Valeria Cavalli -. La cosa più bella è stata proprio questa, scoprire di poter recitare senza neanche accorgermene”. Si parla della vita da set, delle interminabili giornate alleggerite dal clima familiare che si respirava durante le riprese, come è stato per “La famiglia” o “La cena”. Del duro lavoro ma anche del divertimento, dei tanti amici di Scola che si affacciavano per salutarlo durante le riprese, come un Jack Lemmon confuso tra i macchinisti. “Questa mattina ho provato un’emozione fortissima: b5siamo qui per un tributo ad Ettore ma è come se lui fosse qui – sostiene Daniela Poggi -. È sempre stato molto presente e quello che ha lasciato è così grande che resterà per sempre. Scola era Il Maestro”. Ravello, che lo ha avuto per testimone di nozze, ne ricorda la tagliente ironia sciorinando una serie di episodi che non mancano di sollevare le risa divertite del pubblico del Bif&st per cui quell’uomo elegante e riservato, che sino all’anno scorso si aggirava per le vie del centro barese, è stato un amico acquisito, una presenza che continuerà a mancare anche per loro.

“Del Maestro di cinema sappiamo tanto – conclude Wertmüller – ma con Ettore se n’è andato un grande Maestro di vita e di pensiero, un modello di comportamento, ed è un onore averlo avuto come amico”.

La nuova edizione del Bif&st si sarebbe dovuta aprire con una master class su “Il mondo nuovo” moderata da Scola invece si è inaugurata con una conversazione sul regista. La città di Bari dedica al cineasta il suo modesto tributo, un modo come un altro per ringraziarlo, sorridendo, per averle regalato il suo primo festival del cinema.

 

www.bifest.it

 

Foto di: Siria Cavallo

 

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