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Basta con lo scippo del primitivo. No all’impianto e alla produzione del vitigno pugliese in Sicilia

2 Mag 2020 | Nessun Commento | 391 Visite
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«Un provvedimento inammissibile. Tale decisione offende la nostra storia». E’ questo il secco commento dei Consorzi di tutela del vino e delle associazioni di categoria della Puglia dopo la decisione della Giunta della Regione Sicilia che autorizza la coltivazione della varietà Primitivo sull’intero territorio regionale. «Il Primitivo- viene spiegato in una nota- è un vitigno pugliese, espressione coerente del nostro territorio e delle nostre tradizioni vitivinicole. Inoltre la sua affermazione commerciale, che lo pone come prodotto traino dell’economia vinicola, agroalimentare e enoturistica regionale, è il risultato di decenni di sforzi e investimenti, sacrifici dei produttori. E non possiamo tollerare che tale patrimonio sia sottratto». «Un messaggio chiaro- viene aggiunto- che deve anche essere recepito non solo da tutta la filiera ma anche dai tanti consumatori». Il fronte comune unisce il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria doc e docg, il Consorzio del Salice Salentino doc, il Consorzio del Primitivo di Gioia del Colle doc, il Consorzio di Brindisi e Squinzano doc, il Consorzio dei vini doc e docg Castel del Monte, l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino delegazione Puglia, il Consorzio Movimento Turismo del Vino Puglia, Assoenologi Puglia Basilicata e Calabria, Cia- Agricoltori Italiani Puglia e la Confagricoltura Puglia.

Anche il Gal Terre del Primitivo dopo la notizia di una possibile produzione del prezioso vino in Sicilia. «Il nostro Primitivo non si tocca». Il Gal si schiera a difesa dei tantissimi produttori e dell’immagine dell’intero territorio che, su questo prezioso vitigno, negli anni ha costruito il suo brand.

«A quanto si apprende in queste ore, c’è stata l’autorizzazione per l’impianto e la produzione in Sicilia, ma evidentemente a qualcuno stanno sfuggendo le implicazioni che tutto questo può generare. Intanto parliamo di un danno per la nostra identità e, non da ultimo, si rischia di creare un precedente per il futuro: altre varietà autoctone potrebbero essere scippate ad altre regioni, facendo venire meno una storia secolare». Apprezzato in Italia e nel mondo, volano economico per centinaia di famiglie, il Primitivo Dop e Igp è il simbolo della Puglia vitivinicola e porta con sé anche molto altro. «Il suo valore culturale e identitario appartiene a questi luoghi e nessuno può appropriarsene» dice ancora il Gal che ricorda di aver costruito l’intero Piano di Azione Locale 2014-2020 proprio su questo. «In fase di programmazione- spiegano- abbiamo deciso di puntare l’attenzione sul Museo diffuso delle Terre del Primitivo inteso come territorio da condividere. Un connubio tra risorse naturalistiche, artistiche, storiche, enogastronomiche e umane in cui emerge tutta la nostra autenticità, che è la nostra vera ricchezza, e non permetteremo a nessuno di portarcela via. Il vino Primitivo di Manduria, da generazioni, rappresenta l’immagine di questa terra, declinata nei suoi tanti aspetti che vanno dall’enologia all’enogastronomia, dalle tradizioni e alla vita rurale. È per questo che condanniamo con forza la possibilità che altre regioni coltivino questo vitigno autoctono pugliese. Siamo pronti a fare squadra con le istituzioni e le realtà che, come noi, hanno a cuore questo territorio, difendendolo da qualsiasi tentativo di usurpare la nostra storia e la nostra economia». 

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