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‘Bacaroz’ il nuovo cortometraggio di Vito Palumbo presentato a Bari

19 Apr 2012 | Nessun Commento | 1.604 Visite
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bacaroz“La musica fa diventare deboli”: bisogna quindi rinunciare alla musica, diventare cattivi, per essere forti?La battuta di Costantin, protagonista di Bacaroz, sintetizza le tematiche affrontate nel nuovo cortometraggio di Vito Palumbo, prodotto dalla scuola Raffaele Musti di Barletta e realizzato dalla Cooperativa sociale GET, in collaborazione con l’Accademia del Cinema dei Ragazzi di Enziteto.Diversità, bullismo, micro criminalità e rapporto tra genitori e figli sono i temi del PON C3 “Le(g)ali al Sud: un progetto per la legalità in ogni scuola”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone.

Lucia Saracino, docente coordinatrice del progetto, ha spiegato come la scuola Musti di Barletta abbia scelto di aderire all’iniziativa, poiché consapevole della necessità di intervenire e sensibilizzare i bambini per formarli ad una cultura e ad una prassi della legalità democratica. La scuola rappresenta, infatti, il luogo più idoneo per la trasmissione delle regole di democrazia e di convivenza civile. Il regista Palumbo ha poi trasformato l’originario laboratorio teatrale in un corto scolastico, insieme alla scenografa e referente della Cooperativa Sociale GET, Maria Cascella, e alla cosceneggiatrice e attrice, MariaPia Autorino.La scelta dei giovani protagonisti, Raffaele Del Vecchio e Ruggiero Albanese, è avvenuta all’interno della scuola primaria barlettana. Costantin è un bambino che vive solo con la madre, donna fredda e austera abbandonata dal marito violinista; egli sembra vivere fuori dal mondo, in una casa senza tempo, con un modo di vestire un po’ agèe, uno zainetto vintage e con un handicap che gli impedisce di camminare in modo naturale. Le sue giornate trascorrono tra gli esercizi di violino (una sorta di “richiamo”, per auspicare il ritorno del padre violinista), i fioretti maniacali di sua madre e i continui episodi di bullismo, primo tra tutti l’appellativo “bacaroz”, (come scarafaggio, ma anche come Luis Bacalov), che gli hanno affibbiato i suoi compagni. L’altro protagonista è Gaetano, il capo della banda di bulli, che non perde occasione di farsi gioco del debole Costantin, che, di fronte all’ennesimo abuso, promette di “diventare cattivo”… sarà l’avvio di un meccanismo di dare/avere che, nella logica del “fioretto”, porterà ad un pesante scambio ..

“La preziosità di questo cortometraggio è data dalla sinergia e capacità di coniugare diverse professionalità, tutte pugliesi, provenienti dall’Accademia del Cinema, dall’Università, ma anche da legami e rapporti di amicizia, che, unendosi hanno dato vita ad un risultato importante e necessario” ha concluso l’attrice Autorino. Il cortometraggio, con la sua chiusura “politicamente scorretta”, lascia comunque un forte messaggio educativo ed è pronto per il circuito dei festival, in particolare il Giffoni Film Festival, destinazione naturale e diretta per un cortometraggio scolastico.

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