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Asma: nel XXI° secolo ancora i bambini sono sempre più a rischio

13 Lug 2010 | Nessun Commento | 4.568 Visite
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asmaNel XXI ° secolo, una delle malattie più ricorrenti ed in aumento, soprattutto nei bambini, è l’asma. Questa è una malattia cronica delle vie respiratorie, le quali, infiammandosi, irritano i muscoli, causandone la loro costrizione. Il restringimento delle vie respiratorie fa si che l’aria ha grossa difficoltà ad entrare ed uscire dal polmone provocando un respiro sibilante, spesso fastidioso, che ascoltiamo nei bambini, durante il sonno. Sono proprio i bambini i soggetti più a rischio, e spesso sono proprio gli adulti a causare ai bambini reazioni asmatiche. Si pensi infatti al fumo passivo. Quanti adulti fumano ancora  in presenza di bambini? Quante donne fumano nel periodo della gravidanza? Il fumo da gravidanza può provocare, infatti, una alterazione della crescita polmonare nel feto in via di sviluppo. Gli effetti del fumo passivo sono relativamente più importanti nei bambini più piccoli a causa delle vie respiratorie più piccole. Un altro fattore che può determinare l’asma è senz’altro quello climatico. La primavera è, infatti, la stagione nella quale si verificano più casi d’asma. In questo periodo, infatti, polline, acari e muffa sono cause di peggioramento dell’asma allergico. Secondo l’Organizzazione mondiale della salute (OMS) , l’asma è una malattia in forte aumento. In Europa , negli ultimi dieci anni, i casi d’asma sono raddoppiati. Colpisce ogni anno tra i 100 ed i 150 milioni di persone e purtroppo causa circa 180 mila morti all’anno. Come combattere l’asma ? Spesso i genitori si chiedono dove portare in vacanza i propri bambini al fine di migliorare la condizione asmatica dei propri figli. I medici rispondono che , senz’altro, per chi soffre d’asma è consigliabile quasi sempre la montagna rispetto al mare, in quanto, soprattutto per l’asma allergico,al di sopra dei mille metri d’altitudine l’acaro della polvere non sopravvive. Un’altra preoccupazione importante dei genitori con figli affetti d’asma è se gli stessi possono praticare attività sportive. Su questo argomento bisogna chiarire una cosa importante. E’ chiaro che ogni caso è soggettivo, ma nel 93% dei casi (dati CONI) , i bambini affetti d’asma possono praticare attività fisica. E’ stato riscontrato che ad esempio nelle Olimpiadi di Atlanta del 1996 , l’11% degli atleti partecipanti aveva l’asma. Anche se c’è da dire che chi è affetto d’asma in generale e pratica attività sportiva può avere un “ asma da sforzo “ nei 5-10 minuti dall’inizio dell’attività. In definitiva chi soffre d’asma e vuole praticare sport, deve sapere che fare attività fisica, in modo superficiale e sporadico, non migliora la propria condizione, ma invece farla in modo “ controllato”, cioè seguito da un medico dello sport, fa si che nel tempo ci possono essere lievi miglioramenti. Un altro modo per combattere l’asma è quello di controllare l’alimentazione dei propri figli. Infatti i bambini obesi rischiano di ammalarsi d’asma più di quelli con un peso “ normale”. I ricercatori inglesi del King’s College di Londra, già negli anni 90, effettuarono una ricerca su 10mila bambini anglosassoni. E da questa ricerca è emerso un risultato importante: i bambini che avevano un peso superiore al peso forma della loro età ( ricerca effettuata su bambini con età compresa tra i 4 e gli 11 anni) avevano una percentuale d’asma superiore ai bambini con un peso normale. In conclusione anche per l’asma il ruolo dei genitori è fondamentale. Più prevenzione ed educazione alla malattia, porterebbe ad avere minori casa d’asma, malattia che attualmente in Italia, colpisce un bambino su tre .

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