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Archeologia trafugata. Rientrano in patria altre “bellezze” italiane

23 Gen 2012 | Nessun Commento | 1.341 Visite
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statua femminile di divinità del I secoloIl tesoro forse più affascinante è un incredibile corredo funerario in bronzo dell’VIII secolo, completo due grandi collane, 5 bracciali, 1 fibula. Ma c’è anche una piccola Venere romana, sempre in bronzo, rubata nel 1962 dal Museo Civico di Rimini. Oltre a due grandi statue di epoca romana, un enorme pithos a figure rosse, una pergamena del ‘600 e tanti, preziosi, frammenti (uno potrebbe appartenere ad una Kilix di Eufronio recuperata in precedenza) provenienti dalla straordinaria collezione privata di Dietrich von Bothmer, lo storico curatore del Met morto nel 2009. Restituiti dal Met di New York e dal Princeton University Art Museum, oltre che da privati cittadini, tornano a casa, grazie a un’operazione dei beni culturali, centinaia di piccoli e grandi capolavori dell’archeologia trafugata. «E’ una vittoria del Comitato per le restituzioni e della diplomazia culturale», commenta il generale Pasquale Muggeo, illustrando l’operazione alla presenza del segretario generale del ministero, Antonia Pasqua Recchia. Tanti oggetti, precisa il comandante Raffaele Mancino, che tutti insieme hanno un valore stimato di oltre 2 milioni di euro.

Alcuni erano stati acquistati in buona fede in gallerie americane. Come le due grandi statue in marmo bianco, una dea Fortuna del II secolo (rubata nel 1986 da una palazzina dell’Opera nazionale Combattenti a Fiumicino) e una statua femminile di divinità del I secolo (scavata di frodo con tutta probabilità nel Lazio), che erano state comperate nel 1984 a New York dalla società di assicurazioni Humana Inc per i suoi uffici di rappresentanza. Prezzo di acquisto, intorno ai 500 mila dollari, sottolinea Mancino, ma la società, che ha contattato spontaneamente i carabinieri, le ha restituite all’Italia senza chiedere nulla in cambio. Un pò la stessa cosa è avvenuta con la piccola Venere in bronzo: a comperarla in questo caso era stato un collezionista americano molto noto, Jerome Eisenberg, che dopo l’acquisto (oltre 200mila dollari) ha chiesto una verifica ai carabinieri e poi ha restituito la statuina- che presto tornerà a Rimini – anche lui senza chiedere nulla in cambio. Consegnato spontaneamente persino lo splendido corredo in bronzo: lo aveva ereditato un artista italo americano, Edward Giobbi. Il nonno lo aveva trovato arando il suo campo a Offida, nelle Marche. Era la fine dell’Ottocento, dopo qualche anno quel nonno è emigrato in America, con tutto il suo tesoro che oggi il nipote restituisce. Molto importanti le restituzioni di Princeton (che ha consegnato oggetti riconducibili al mercante Edoardo Almagià) e del Met, che aveva ricevuto in eredità la collezione di frammenti di von Bothmer e che, prima ancora di acquisirla, ha voluto verificare i pezzi e restituire quelli di provenienza illegale.

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