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Apulia Slow Coast, l’avventura a pedali di Michele Guarino ed il suo pedalò

23 Ago 2013 | Nessun Commento | 2.244 Visite
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Apulia Slow CoastSolo chi è andato per mare sa che la prospettiva cambia completamente, che la costa assume contorni diversi, che le bellezze si trasformano in quadri e le brutture di cemento, le ferite inferte al paesaggio divengono pugni nello stomaco. E’ dal mare che Michele Guarino vuole partire. Approdato in Puglia, a Molfetta, nel 2009 da Barcellona, dove ha conosciuto Marilena, sua moglie, con la quale ha messo su uno studio di architettura, Guarino, giovane architetto, marito, padre, campano innamorato della Puglia, vuole partire dal mare della nostra regione per capirla ed amarla di più. Sua l’idea del progetto di Apulia slow coast. Un viaggio in pedalò per percorrere i 784 kilometri o, meglio, le 420 miglia di costa pugliese e osservarla da un punto di vista nuovo e inedito e, se vogliamo, privilegiato, quello che ti da la visione d’insieme ma anche il distacco sufficiente per pensare ed elaborare. Un’occasione per riflettere sulle ricchezze ma anche sulle criticità del nostro territorio, sulle storie delle comunità e sul portato umano di coloro che saliranno a bordo del pedalò per raccontarsi. 28 persone in tutto, che hanno una storia interessante, legata al mare ma anche ai loro progetti, al loro vissuto.
Una maniera per ascoltare la Puglia”, sono le parole dello stesso Guarino, mentre essa si racconta e mentre la sua costa si dipana dinanzi ai suoi occhi, dalla Marina di Lesina, da cui partirà il viaggio in pedalò il 25 agosto, sino all’8 settembre a Marina di Ginosa, Taranto, passando ovviamente per Molfetta, il 29 agosto nella tappa Barletta-Molfetta. 15 tappe, 25 miglia a tappa, per 28 storie, il viaggio sarà infatti occasione di dialogo e confronto con ospiti che si alterneranno a bordo del pedalò per brevi traversate e che condivideranno, pedalando, esperienze significative legate alla Puglia e al suo litorale. Due settimane di viaggio con un unico scopo: conoscere, ascoltare per migliorarsi.
L’anelito conoscitivo dell’uomo lo ha portato ad evolversi nel tempo e chissà se ascoltando il mare, la costa, le storie, le culture non ci siano spunti, istanze e margini di miglioramento in questa impresa fatta da una generazione di mezzo, definita sempre giovane, quella dei 35enni, per lasciare un’eredità emozionale ma anche valoriale ai loro figli, seppur ancora piccoli. Non un’impresa epica ma un’avventura a pedali. Un elogio della lentezza, come suggerisce il nome, un viaggio di coscienza, dentro di sé e fuori, un progetto di mobilità sostenibile che vuol far del bene al mare, alla costa, alle persone, documentando il tutto attraverso un film, a cura della cooperativa Camera a sud e del film maker Gianluca Sciannameo, che restituisca allo spettatore non solo il racconto, la tessitura del viaggio, ma anche lo sguardo che dal mare si volge alla terra. Ma non è tutto, la lunga traversata sarà raccontata e condivisa grazie al web con live blogging giornalieri, reportage fotografici e video diari, anche sui più comuni social network come facebook, twitter, instagram, youtube e sul sito di Repubblica Bari, media partner insieme a noi di LSDmagazine.com.
Non un’impresa sportiva, non c’è fretta, si terrà conto delle condizioni meteo e del mare e, laddove sarà impraticabile, Guarino si farà trasportare nel suo viaggio dalla barca a vela che lo assisterà lungo il percorso. Un’occasione per affrontare con un approccio innovativo tematiche importanti quali la mobilità urbana e interurbana, le pratiche di fruizione della costa, la sostenibilità dell’intervento dell’uomo sul paesaggio naturale. Un progetto che ha entusiasmato molti, ed è andato via via crescendo, confluendo nell’associazione no profit Apulia slow. Partito con zero budget, infatti, ha poi inglobato al suo interno, altre idee, forze, uomini, una ciurma ben assemblata. Il progetto è ancora in piena fase organizzativa. Per ottenere supporto e sostegno nella realizzazione dello stesso, l’associazione Apulia Slow, che ha imbarcato nel tempo creativi e volenterosi, ha avviato una campagna di crowdfunding sul sito internet www.apuliaslowcoast.it. E’ infatti ancora possibile contribuire con danaro ma anche con un supporto materiale anche solo logistico, che si riveleranno preziosi nelle due settimane di viaggio in pedalò. Si potrà partecipare al progetto condividendo un personale racconto legato a un pezzo di costa pugliese: i contributi più significativi verranno pubblicati sul sito di “Apulia Slow Coast” e potranno essere inseriti nel documentario finale.

Apulia Slow Coast
Il progetto ha vinto poi il bando “Pugli(a) pedali” dell’assessorato alla Mobilità della Regione Puglia. E laddove non ci sono stati aiuti in termini di danaro, gli stessi sono giunti in termini di mezzi: le barche a vela di supporto durante la tratta, una delle quali concessa dallo Studio navale  Samarelli, anch’esso di Molfetta, magliette del Vlab store di Trani, l’ASD Take your time di Molfetta ha preparato fisicamente l’architetto Guarino alle due settimane di pedalata. L’agenzia di comunicazione Mammagallo ha supportato grafica e promozione dell’evento, cui forse, vista la validità del progetto, sarebbe stato opportuno dare maggiore eco sui media. Tante altre forze in campo in nome della lentezza. Un gruppo aperto, orizzontale, dice Guarino, una maniera per creare, per fare rete.
Il pedalò hi-tech Sea Scape 12, con pedalata assistita e pannelli fotovoltaici, che Guarino utilizzerà per questa avventura, giunge dall’Austria ed è stato concesso in comodato d’uso dallo sponsor canadese BionX. A bordo si alterneranno pescatori, ambientalisti, designer, cuochi, musicisti e coloro che hanno una storia di mare, di bellezza o di violazione della stessa da raccontare, con calma, pedalando e prendendo fiato.
E ci saranno altri racconti di denuncia come quelli sull’abusivismo edilizio di Porto Miggiano e sulla città di Taranto.
Ieri, a pochi giorni dall’inizio dell’avventura in pedalò lungo la costa pugliese, la presentazione del progetto APULIA SLOW COAST nella città che lo ha partorito, Molfetta, in un meraviglioso Torrione Passari, una sorta di torre di avvistamento, di sentinella sul mare, da cui si traguardava la costa, dal cantiere del porto di “Melficta” sino alla vicina Giovinazzo. L’incontro si è svolto per raccontare gli aspetti cruciali dell’imminente viaggio e gli appuntamenti più significativi che lo scandiranno.
Apulia Slow Coast
Orgogliosissima del progetto e soprattutto perchè partito da Molfetta con forze molfettesi s’è detta il neoeletto sindaco della cittadina del nord –barese, Paola Natalicchio, anch’ella appartenente alla generazione dei 35enni, tornata dopo 15 anni nella sua città d’origine con un entusiasmo vivo, palpabile, reale, concreto, di chi, e sono sue parole, vuole mettere in campo le sue capacità e ciò che ha imparato altrove, qui, in questo pezzo di mondo, da molti considerato periferia. “Finalmente con questo progetto non mi sento a Molfetta, ha dichiarato il primo cittadino, ma in Europa, dietro questa idea c’è l’amore per la mobilità sostenibile, l’amore per il territorio e per il mare. Noi abbiamo il dovere di lavorare per i nostri figli, bisogna farla salpare di nuovo Molfetta”.
Il sindaco Paola Natalicchio salirà a bordo del pedalò nella tappa che approderà a Molfetta, ma come lei stessa ha sottolineato, il suo sarà anche un intervento di denuncia che parte dal cantiere aperto del porto che ha tolto visuale e sonno a molti molfettesi, viste le lungaggini e i problemi ereditati dall’amministrazione precedente e la lentezza dei lavori a causa della necessità dello sminamento di ancora 52.000 ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale, proprio nel tratto di mare interessato dai lavori per il porto commerciale. E finisce a quella che è stata definita una bomba ambientale, il problema dei depuratori presso una delle più belle zone naturalistiche tra Molfetta e Bisceglie sud “Oasi Torre Calderina”. “L’idea è quella di mutuare il modello di Torre Guaceto, zona protetta e di pregio naturalistico”, sottolinea il sindaco, “anche lì ci sono gli scarichi fognari a mare ma i depuratori funzionano. Ci stiamo lavorando con Nicola Pertuso, l’imprenditore del villaggio lido Nettuno che insiste su quel tratto di mare.” Un racconto di denuncia sì ma con una vision, ripensare il modello di sviluppo di Molfetta. “Sono convinta che il bello porta il bello, ci deve essere un effetto domino, noi ragazzi “fino ad un certo punto” vogliamo riprenderci questo pezzo di Puglia”, ha dichiarato il sindaco.
Il meeting si è concluso con un reading, a cura di Malalingua, ispirato al mare e a chi di mare o di maree interiori ha scritto, da Il vecchio e il mare di  Hemingway a Solo andata di Erri de Luca, passando per Il piccolo trattato di ciclosofia di Didier Tronchet a Capitano Ulisse di Alberto Savinio.
Buon vento, dunque, ad Apulia slow coast!

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