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Antonio Laudati e la lezione di etica giudiziaria e giornalistica a Bari

1 Lug 2011 | Nessun Commento | 2.021 Visite
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antonio laudatiCari e coraggiosi cronisti di ‘nera’, signori politici nevrastenici, voyeurs della prostata berlusconiana, giovani laureandi in comunicazioni di massa, simpatici ‘dongiovanni’ che tradite le mogli per necessità ormonali, direttori responsabili di giornali e televisioni, volete imparare per davvero cosa sono le intercettazioni telefoniche? Sapete rispondere alla vostra coscienza che vi chiede se è giusto farle, a cosa servono, se è lecito pubblicarle o se è giusto vietarle con stupide leggi-bavaglio?

Ebbene, accettate il suggerimento: invitate ad una conferenza il procuratore capo di Bari Antonio Laudati, offritegli un microfono e una semplice bottiglietta di acqua (anche calda), convocate un uditorio di persone intelligenti e potrete ricevere, gratuitamente, una straordinaria lezione di etica giudiziaria e giornalistica. Vi diciamo questo perché il 28 giugno scorso avete disertato l’invito di Raffaele Lorusso, che ha ospitato nella sede del sindacato giornalisti, l’uno affianco all’altro, il capo dei magistrati del distretto barese e il presidente nazionale dell’Assostampa, Franco Siddi. Siamo doppiamente dispiaciuti: Il corto circuito tra il superinvestigatore e il superdivulgatore avremmo dovuto registrarlo e conservarlo, invece di accontentarci della solita insulsa sintesi di 90 secondi, nei tg. Sapeste quanto si può imparare, ascoltando attentamente il dialogo tra due persone tanto differenti, che si mettono, ogni momento, al servizio della collettività! Il tema scelto da Raffaele Lorusso, presidente dell’assostampa regionale, era minaccioso come una fatwa: ‘La libertà di stampa in Italia.’

Dunque, un’incursione nell’articolo 21 della Costituzione, che i formidabili nemici dello stato liberale vorrebbero cambiare con uno scoraggiante comandamento, tipo ‘il fumo uccide’. Quel che ci rimane non è poca cosa. Laudati è un galantuomo. Incitato e purificato dal suo mestiere di sceriffo, difende i meritevoli, senza essere servile. Elegante, ricco di letture umanistiche e studi disciplinari, con una contagiosa simpatia meridionale e la capacità presocratica di spiegare agli animi semplici le teorie più complesse. Un ‘ateo devoto’ alla giustizia che (accetto scommesse clandestine) molto presto vincerà un incarico nazionale. Ascoltarlo provoca lo stesso piacere civile che assistere ad un film di Robert Redford. La sua fraterna autorevolezza rievoca quella di Moravia, Sermonti ecc. ai mercoledì letterari del Piccinni.

raffaele lorusso<I Pubblici Ministeri e i giornalisti hanno due padroni: La Verità e l’interesse pubblico> ha premesso il Procuratore, quando ha iniziato a dimostrare che la libertà di stampa è il mezzo più potente di una società libera. Nel mondo sono prevalenti 3 modelli che tutelano l’indagine giornalistica, rendendola concreta.

1) Il modello inglese, che considera reato mostrare l’immagine di un imputato (si pensi a Danilo Restivo) prima della condanna.
2) Il modello ‘tedesco’ che impone grossi risarcimenti per chi, senza colpevolezza, ha subìto una violazione della privacy.
3) Il modello ‘statunitense’ che si affida a durissimi codici di autoregolamentazione professionale. Per cui il giornalista che viola la libertà altrui è punito severissimamente.
‘In Italia ci sono tutti e tre i sistemi’ ha commentato il Procuratore, dileggiando col sorriso tutti quelli che si impegnano a rovinare la reputazione altrui, senza punizioni. Abile oratore, sapeva bene che Il motto di spirito sarebbe servito a renderci meno ostili anche verso i magistrati; molti di loro fanno circolare, prima del tempo, le veline con la spazzatura rosa. ‘Un processo dovrebbe durare da 4 giorni a 4 settimane.’ Laudati si dispiace sinceramente quando è costretto a confessare la qualità scaduta della Giustizia in Italia. In uno Stato di diritto storto ‘le informazioni di garanzia hanno fatto cadere più governi delle crisi politiche’. Quale personaggio del ‘700 affermò che ‘l’imputato è più pericoloso del condannato’? Come si riconoscono le notizie false e tendenziose? Qual è la differenza tra sufficienti indizi e gravi indizi? Qual è la differenza tra Stato di Polizia Stato di diritto? Cos’è la ‘Tecnica della Bibbia’ secondo i magistrati che conoscono l’uso distorto del versetto 69? Perché dovremmo memorizzare i saggi di Montesquieu? Troppe nozioni necessarie per i giornalisti rimarranno irrisolte. Bisognerebbe andare seriamente a ripetizione dall’ottimo Antonio.

franco siddi‘I verbali istruttori non si più fanno bene. Il procuratore Vigna, mio maestro, teorizzava l’interrogatorio-dialogo, dal quale dopo molte ore si ricavavano gli elementi utili alle ipotesi di reato. Oggi si trascrive tutto quel che l’imputato ha detto e la lettura successiva dell’intercettazione è incomprensibile, anzi compromettente dal punto di vista grammaticale.’ Ha ragione, l’ottimo Procuratore nel fare autocritica: quando leggiamo i verbali degli interrogatori o peggio ancora le intercettazioni telefoniche non si capisce niente; frasi smozzicate che sembrano rutti di mendacità. ‘Ma una legge sulle intercettazioni è dannosa. Le intercettazioni sono assolutamente indispensabili.’ Ha continuato Laudati. ‘Le intercettazioni si fanno per i reati associativi. La violazione della privacy riguarda le persone estranee a quel reato. È vero che Il PM entra nella vita degli altri (una raffinata citazione cinematografica). È altrettanto vero che ‘Il processo alternativo sulla stampa è la vera sanzione’ per tutti gli increduli cittadini sui quali cadono all’improvviso pesantissimi insinuazioni. È falso, conclude il professore procuratore, che un gossip travestito da notizia faccia vendere più giornali agli editori delle maldicenze.
Si potrebbe continuare col resoconto, ma abbiamo finito lo spazio che il direttore Traversa ci ha concesso. Non possiamo sintetizzare gli ottimi interventi di Franco Siddi, Michele Partipilo, Paola Laforgia, Lino Patruno…Raffaele Lorusso. Ci rallegriamo per l’infinità delle opinioni possibili, in cui si riflette il dialogo degli uomini sulle questioni di questo mondo. Laudati è da 20 mesi a Bari. Ha gestito non poche inchieste nazionali, senza creare scandali, senza inseguire la ‘visibilità’, sempre cercando le fonti della verità, lontano dai pregiudizi. Ripensando a lui ci sovvengono le parole di Lessing che Wittengenstein usava come precetto morale: ‘Non la verità di cui ci si crede in possesso, ma il sincero sforzo per giungervi determina il valore dell’individuo…l’illusione del possesso rende pigri e presuntuosi; solo la ricerca tiene desti e insonni’. Buon lavoro, signor Procuratore.

Nelle foto dall’alto in basso il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, il presidente dell’Assostampa di Puglia, Raffaele Lorusso ed il presidente nazionale dell’Assostampa, Franco Siddi 

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