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‘Altrove’, il 25 giugno uno spaccato di storia barese al teatro Bravò tra lavoro, ambiente e società

24 Giu 2014 | Nessun Commento | 1.168 Visite
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10411374_10204088810324668_2579194134291797291_nIl teatro Bravò ospiterà il 25 giugno alle 21 la prima dell’opera teatrale “Altrove’’, lo spettacolo di Legambiente Puglia e Teatri di Paceappena presentato in conferenza stampa presso la Presidenza della Giunta Regionale alla presenza di rappresentanti delle Istituzioni, della dirigenza delle case circondariali pugliesi, dei vertici di Legambiente Puglia e degli autori.

Secondo una buona pratica che ormai prende sempre più piede, che consiste nel non considerare un problema avulso da altre tipologie di problemi e ipotizzarne la soluzione grazie alla sinergia di più forze, ‘Altrove’ si inserisce nel progetto ‘Portami via’ promosso da Legambiente incentratosulla questione ambientale come momento di riflessione e sensibilizzazione per tutta la cittadinanza ma anche come possibile percorso di riabilitazione sociale per i detenuti tramite attivitá formative.

Superata l’emergenza della questione del sovrappopolamento, la nuova urgenza è quella di costruire – dando lotta a un certo tipo di pregiudizi – una possibilità di reinclusione per i detenuti, i quali, coinvolti a titolo gratuito in lavori di utilità sociale (in base alla legge 354/75 art.21) in ambito ambientale, possano realizzare in maniera concreta l’iter di riscatto e reinserimento in società.

Screen Shot 2014-06-23 at 9.12.22 AMAddentrandosi nella questione ambientale, ‘Altrove’, con Mino Decataldo, racconta la drammatica vicenda della Fibronit di Bari, il cui capannone azzurro si staglia nella memoria dei baresi come il luogo di una tragedia sociale. Il leitmotiv che lega, idealmente, le carceri e il teatro é il concetto di detenzione, come mancanza di libertà per chi sconta il suo debito con la società, e per chi ingiustamente vede menomata la propria libertá personale a causa di una malattia sopraggiunta proprio per il lavoro. Tutti sono accomunati, a vari livelli, dall’idea della riconciliazione, per chi ha sbagliato e vuole reinserirsi in quella società che ha leso e per chi, sacrificata la propria salute, si racconta perchè la guardia sia sempre altissima sulle tematiche di lavoro e qualità di vita dei cittadini.

‘Altrove’, spiega la regista Alessandra Lanzillotti, é liberamente ispirata al libro di Giuseppe Armenise ‘Pane e amianto’, che racconta la Fibronit dalla parte degli ex-operai, che ancora oggi, tutte le mattine, prendono insieme il caffé a voler ribadire un sodalizio umano fondato sulla condivisione di uno spazio di lavoro prima e del dover affrontare le terribili conseguenze di quello stesso lavoro dopo. Il titolo rimanda alla particolare condizione psicologica dell’ammalato che, al culmine della sofferenza, cerca quasi di allontanare da sè la malattia, tentandodi prenderne le distanze, pur rimanendo in una realtá che fa sentire violentemente la sua pervasivitá. Il racconto corale degli operai, che viene portato in scena all’indomani del via libera ufficiale al progetto di riqualificazione e bonifica della zona su cui la Fibronit insiste, si chiude in realtá con un messaggio positivo, con uno dei protagonisti capace ancora di scommettere sul proprio futuro, perché ‘domani le cose andranno a posto’. È lo stesso augurio non solo per la città di Bari, non solo per la Puglia, ma per tutto il Paese, che il lavoro non sia mai più un ricatto e che la salute non sia mai più lo scotto da pagare per guadagnarsi da vivere.

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