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Alle prime luci dell’alba si è concluso l'”adulto” rock tarantato di Melpignano con 200.000 presenze

23 Ago 2015 | Nessun Commento | 1.073 Visite
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taranta2015Notte di tamburelli e rockstar, pizziche sfrenate e nenie popolari, poi le hit del Liga nazionale, aperture latin e tocchi di elettronica. Se ne va in archivio così la 18esima edizione della Taranta, quella della maggiore età e dei numeri da record. Fra 150 e 200mila le presenze registrate, come da pronostici, nel piazzale di Melpignano che ieri ha cominciato a riempirsi sin dalle prime ore del meriggio. Applausi a non finire per l’Orchestra popolare diretta per la prima volta da Phil Manzanera, storico chitarrista dei Roxy Music e co-produttore dei Pink Floyd (e di David Gilmour col quale si esibirà a settembre nell’Arena di Verona). Il maestro ha riarrangiato una trentina di brani della tradizione – coadiuvato dagli assistenti musicali Antonio Marra (batteria) ed Enza Pagliara (voce), entrambi componenti storici dell’Orchestra – regalando al popolo della Notte quasi quattro ore di ritmo ed euforia con un ventaglio di “chicche” da inserire nell’album dei ricordi. Divertono e fanno sognare gli ospiti, a partire da Ligabue accompagnato dal suo storico chitarrista Federico Poggipollini e dal tastierista Luciano Luisi. Per lui, carovane di fan accorsi da ogni angolo d’Italia. Il rocker di Correggio ha cantato due brani della tradizione, entrambi in dialetto salentino, Ndo Ndo Ndo e l’intensa ballata d’amore Beddha ci dormi in duetto con Alessia Tondo. Quindi ha regalato brividi al popolo della Taranta con un’originale versione “pizzicata” di una della sue ultime hit, Il muro del suono, seguita dall’intramontabile Certe notti. In scena con Ligabue una superformazione: il bassista dei Clash Paul Simonon, il batterista nigeriano “guru” dell’afrobeat Tony Allen, la violinista londinese Anna Phoebe e, naturalmente, la chitarra inconfondibile di Phil Manzanera a far da collante tra percussioni, corde e mantici dell’Orchestra popolare. Il Concertone ha preso il via con il video omaggio dedicato all’impegno di Sergio Torsello, direttore artistico della Ndt scomparso di recente. Magica l’apertura con i quattro rintocchi di campane che invitano alla festa, il “solo” in stile pinkfloydiano di Manzanera alla chitarra e la voce potente – e straordinaria – di Antonio Amato con Giancarlo Paglialunga sulle note di Dove vai beddha fanciulla. Il primo blocco di canzoni è all’insegna della tradizione pura: si muove tra pizziche e ballate popolari come Klama, il brano scritto dal compianto poeta griko Franco Corlianò e una coinvolgente Aria Gaddhipulina affidata alla voce di Antonio Castrignanò. Il primo ospite a salire sul palco – sulle note di un suo brano Awaken – è la bravissima violinista della Trans Siberian Orchestra Anna Phoebe. La seconda sezione apre invece una finestra sui ritmi spagnoli e latini.  Ed è subito festa con lo specialista del tres flamenco Raul Rodriguez e la cantante colombiana Andrea Echeverri ai quali si uniscono Simonon e Tony Allen per una divertente Pinguli Pinguli. Quindi la battle fra i tamburelli e la batteria di Tony Allen sulle note di Secret Agent. Fra le “chicche”, la “pizzica Manzanera”, brano strumentale composto dal maestro appositamente per la Taranta. Si apre così la terza sezione prima dell’ingresso del Liga nazionale che manda in visibilio la piazza. Un plauso doveroso va alle “vestali” della Taranta Enza Pagliara, Stefania Morciano, Alessia Tondo, Ninfa Giannuzzi e Alessandra Caiulo per le loro intense interpretazioni. Nota di merito anche per il corpo di ballo e le coreografie minimal di Roberto Castello e per la scenografia ideata da Fabio Novembre – una gigantesca ragnatela da 12 mila led con al centro il ragno simbolo della Notte – fra le più belle nella storia del Concertone. Quella di Manzanera è stata senza dubbio un’edizione memorabile. Ha riportato alla mente i fasti e l’energia portati alla Taranta nel 2003 da Stewart Copeland, puntando molto sugli aspetti culturali della musica e l’incontro fra generi diversi, rendendo omaggio, con grande rispetto, alla terra salentina e ai suoi artisti locali. La sua presenza a Melpignano ha rappresentato davvero un tassello importante per far conoscere in tutto il mondo il patrimonio collettivo del Salento. Non a caso, dietro le quinte, sono già in tanti a sperare in un suo bis il prossimo anno.

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