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Ultima prova del 25° Trofeo Inverno Velocità sul circuito di Binetto

9 Dic 2013 | Nessun Commento | 5.106 Visite
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Endurance_222Sino all’inizio settimana il tracciato risultava impraticabile, sembrava più il letto di un fiume melmoso. Questi i risultati dell’allarme meteo che ha creato tanti problemi in Puglia. Tutto ciò non ha fermato la buona volontà del personale dell’Autodromo, che  si è rimboccato le maniche, ripulendo il circuito da tutti quei detriti misti a fango. C’è da dire che il meteo ha dato il suo contributo di non poco conto. Quindi, come fosse un incantesimo, il giorno delle prove cronometrate ed il giorno delle gare, sono stati baciati dal sole, con temperature fredde, ma senza l’ombra di una nuvola.

L’ultima e conclusiva prova ha visto una maggiore partecipazione nelle solite categorie: la Open e la 600 Aperta, mentre si è rinnovato l’appuntamento  della classe Endurance, con dieci piloti divisi in 5 equipaggi. Si è presentata in griglia anche una agguerrita rappresentativa delle moto Epoca del gruppo 5, che ha visto anche un pilota, Daniele PARRAVANO con il n°885 strappare un ottimo 1° posto assoluto, dopo aver concluso in 3° posizione nell’Endurance con il compagno di equipaggio Manuel PALLESCHI, stessa moto e stesso numero. Quest’ultima categoria, l’Endurance, che è stata la prima gara dell’evento, ha visto replicarsi in gara2 lo stesso ordine di arrivo della Gara1 del Sabato, anche la Domenica: Fabbri YuriLeonardo Schingaro (n°84), Terlizzi RiccardoNicola Ritella (n°23) e, come si è appena detto, il duo Palleschi – Parravano, sempre 885.

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La 600 Aperta si preannunciava molto combattiva, con il n°3 in prima posizione e fermamente convinto di poter esprimersi in gara, cosa che la volta passata non è successo. Sarà dovuto alla tensione cumulata e a qualche problema tecnico, che lo ha visto partire a spinta per il giro di ricognizione, fatto sta, che il bravo Lagonigro è cascato proprio poco prima della gara, cercando di recuperare i danni subiti sulla sua Yamaha, dovendo partire, con forte ritardo, dalla corsia box. In sua assenza, tra la testa della gara, si è scatenata una vera furia, che ha visto tre ottimi piloti duellare. “Max” Iannone, n°31, dopo alcuni giri ha perso il comando, rincorso e superato, dopo una lotta ravvicinata, dal n°2, Vincenzo Ostuni. Il vincitore della gara precedente, Vincenzo Lombardo, numero di gara 4, non si è fatto sfuggire la ghiotta occasione, passando al comando.

autodroMa poco prima della ex Bari 1, dedicata di recente al pilota scomparso Simoncelli, Ostuni è riuscito a guadagnare la prima posizione, che lo ha condotto sul gradino più alto della gara e del Trofeo conclusosi oggi. Sugli spalti gremiti, tutto ciò, nonostante le basse temperature, ha scaldato il pubblico, carico di aspettative per la gara delle Open, in cui si sono combattuti due grandi piloti, senza nulla togliere ad altre presenze dalle ottime qualità agonistiche.

Vincenzo-LOMBARDO77Cosimo Diviccaro, ormai affezionato alla prima posizione in questa categoria, ha subito una caduta nelle prove cronometrate, e lo ha visto schierarsi con un’altra moto, non performante come la precedente. Flavio Augusto Gentile, da parte sua, già dalla prima staccata, ha avuto problemi con la frizione della sua Ducati. Con tutto ciò, il pilota fasanese, Gentile, ha portato a casa un buon primo posto,  facendo registrare il record della pista, in gara, a 47.427. Diviccario, secondo, ha fatto segnare un buon 47,809, il materano Rubino Raffaele ha concluso al terzo posto. Per il Trofeo la vittoria se l’è aggiudicata Diviccaro, seguito da “Spinotto”Oliva e Rubino. A premiare alcune categorie è stato Alessandro NOCCO, emergente pilota di Taviano (LE) che si sta imponendo ad alti livelli, portando a casa ottimi risultati per un ragazzo di 16 anni che solo un paio di anni fa ha esordito con la 600cc.

La gara del Gruppo 5 è stata l’ultima gara della giornata ed ha visto un bravo Parravano, 885, come si è detto prima, sbaragliare tutti, davanti alla 886 di Sebastian Costanzo e la 210 di Davide Macioce, anche questa una bella gara, considerando i notevoli limiti tecnici di queste moto, non  facili da gestire su un tracciato così tecnico come quello alle porte del capoluogo pugliese.

Foto di Gigi Peluso

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