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Alejandro Jodorowsky sarà l’evento dell’VIII edizione del LIFF Pietrasole

10 Ott 2010 | Nessun Commento | 2.341 Visite
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Alejandro Jodorowsky
Sarà l’appuntamento con Alejandro Jodorowsky l’evento speciale dell’ottava edizione del Levante International Film Festival Pietrasole che si terrà a Bari dal 2 al 23 novembre 2010. Il grande regista e scrittore cileno porterà la sua conferenza-spettacolo “Solo de Amor” nel teatro Kursaal Santalucia lunedì 22 novembre alle 21 (info e prenotazioni: 334/3716207).

Il LIFF Pietrasole (dal nome della masseria che ospiterà il “Festival Village”) è dedicato al cinema indipendente e quest’anno prevede una serie di incontri e proiezioni legati ai vari aspetti dell’energia, da quella nucleare a quella fisica: lo spettacolo di Jodorowsky, organizzato nell’ambito della manifestazione dall’associazione culturale Babele, si inserisce in questo programma come massima espressione della forza dell’energia spirituale.

Alejandro Jodorowsky ha sempre detto che tutta la sua variegata opera (dal cinema al teatro, dal fumetto alla terapia psicomagica) si appoggia su un perno fondamentale: la poesia. Proprio la poesia sarà al centro dello spettacolo, con la lettura di alcuni testi tratti dall’ultima raccolta poetica di Jodorowsky apparsa in Italia, “Solo de Amor”, da cui prende anche il titolo (pubblicata per i tipi di Giunti-CityLights; prima edizione giugno 2006, ristampa nel 2009).
Si tratta ovviamente di poesia d’amore, ma non dell’amore sentimentale ed edulcorato caro alla tradizione romantica e in genere alla poesia celebrativa e d’occasione.

Nello spettacolo i testi poetici saranno commentati e “affabulati” di volta in volta da Jodorowsky con l’ausilio del suo amico, traduttore ed editore Antonio Bertoli. Il risultato è un esilarante e profondo intrattenimento sul tema fondamentale dell’essere umano e della vita. Tramite l’argomento dell’amore e del rapporto di coppia emergono i luoghi, i concetti e le istrionerie più tipici e affascinanti di Jodorowsky, dalla psicomagia alla psicogenealogia, dalla creatività al teatro, dal racconto all’autobiografia.

Perfettamente inserita nell’universo creativo di Jodorowsky e nel suo concetto di “arte che cura” – che ha fatto di lui il personaggio incredibile che conosciamo (cineasta visionario e messianico, romanziere e saggista inedito, psicomago ed esperto di tarocco, fumettista di successo, pioniere e innovatore del teatro) – la poesia dell’autore cileno parla dell’amore concreto, reale, che tutti viviamo: le nevrosi, le ossessioni, la gelosia, le incomprensioni, gli enormi sforzi che si compiono per sfrondare e “pulire” il rapporto d’amore dalle scorie che tendono invece a demolirlo. È un amore volto alla scoperta di se stessi tramite il gioco di specchi della relazione, perché solo nell’uscire dalle proprie nevrosi si racchiude la possibilità di creare un vero rapporto amoroso.

Il poeta Dylan Thomas scriveva che “non è amore se non si ama bene/e questo è vero dopo perenne sconfitta”: in questi versi sembra racchiudersi il grande sforzo creativo e il senso del rapporto d’amore secondo Jodorowsky.

Qui di seguito alcune note biografiche di Jodorowsky e Bertoli:

Alejandro Jodorowsky è nato a Iquique (Cile) nel 1929. Trasferitosi a Parigi nel 1955, nel 1962 fonda con Arrabal e Topor il movimento Panico. Regista di film di culto (El Topo, La montagna sacra e Santa Sangre), soggettista e sceneggiatore di fumetti di successo internazionale, Jodorowsky è famoso anche per l’applicazione della creatività e dell’arte alla terapia (Tarocchi di Marsiglia, Psicogenealogia e Psicomagia – atti metaforici di cura e guarigione delle pulsioni inconsce). Come scrittore si è imposto in tutta Europa e in America latina con romanzi, racconti, saggi e raccolte poetiche. In Italia i suoi libri più conosciuti sono Quando Teresa si arrabbiò con Dio, Psicomagia, La via dei Tarocchi (Feltrinelli), I vangeli per curare. (Mondadori), Di ciò di cui non si può parlare, No basta décir, La scala degli angeli, Opera Panica (City Lights Italia), Il figlio del giovedì nero, Il tesoro dell’ombra, Tutto il teatro, Io e i Tarocchi e Solo de amor (Giunti-CityLights).

Antonio Bertoli, poeta, scrittore ed editore, organizzatore culturale, uomo di teatro e performer, si occupa da sempre di poesia e arte e della loro interazione con la società, la conoscenza e la psicologia del profondo. Dopo Gurdjieff e la scuola di autoconoscenza di Silo, incrocia la psicanalisi, si laurea sulle avanguardie storiche del Novecento, dirige diversi teatri e iniziative a Firenze, fonda City Lights Italia, pubblica libri, dirige collane editoriali, festival, e collabora, oltre che con Jodorowsky, con Fernando Arrabal, Lawrence Ferlinghetti, Ed Sanders, Jean Baudrillard, Anne Waldman, Marco Parente. Ha al suo attivo – tra l’altro – la pubblicazione dei saggi La Révolution Surréaliste (2007), Panico! Jodorowsky, Arrabal, Topor (2007) e Borges – Testamento poetico-letterario (2004) per le edizioni Giunti-CityLights, mentre per le edizioni Maelström di Bruxelles ha pubblicato in edizione bilingue le raccolte poetiche Territori del Cuore (2007) e Terapia di analfabetizzazione (2010).

Foto di Gigi Peluso

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